Quesito

Carissimo Padre,
io mi chiamo F., sono una giovane ragazza di 22 anni, studio Giurisprudenza e le scrivo perchè da circa un anno è nato in me il fortissimo desiderio di avvicinarmi alla Chiesa. Inizialmente non volevo fare caso a ciò che sentivo perchè non ho mai avuto l’impulso di stare così vicina al Signore. Cioè, sono sempre stata molto credente, molto onesta nella vita, ho sempre dialogato con Gesù e di tanto in tanto ho pregato ma non ho mai desiderato di frequentare la messa! 
Da circa un mese, ho iniziato ad andare a messa ogni settimana (sono anche entrata nel coro della chiesa) e devo assolutamente dire che da quando faccio tutto questo, sento il mio cuore pieno di gioia ed affronto le difficoltà della vita con moltissima positività. Sono talmente in pace con me stessa che distribuisco alle persone che mi circondano molti più sorrisi e molta più gioia di quanto abbia fatto prima!!
Ora però mi domando una cosa: per quale motivo il Signore ha voluto "invitarmi" a stare al suo fianco? Io non credo di essere tanto importante da poter ricevere una "chiamata divina"!! Spero che questa non le sembrerà una domanda stupida!!
Come seconda cosa le voglio raccontare un fatto che mi ha spaventata moltissimo. Dunque, alle volte nella mia famiglia si innesca un litigio (a causa di mio padre che è molto molto maleducato e prepotente, anche se buono) ed io ne soffro molto di questo, quindi, l’unico sollievo che ho trovato è quello di correre nella mia stanza ed iniziare a recitare il Santo Rosario con tutto l’amore che ho nel cuore, anziché farmi venire il sangue alla testa per poi litigare!
Ho notato che dopo averlo recitato una o due volte mi sento talmente calma e serena che nessuna parola potrà mai ferirmi o farmi arrabbiare! Le ultime due volte che ho recitato il Rosario però mi sono un pochino spaventata perchè quando sono arrivata a metà, ho iniziato ad emozionarmi talmente tanto (come se sentissi un fortissimo amore nel mio cuore) da far nascere un fortissimo pianto, e così ho dovuto finire la mia recita piangendo.. Questo sentimento non l’ho mai provato e così non ho più recitato il Santo Rosario. Lei mi sa dare una spiegazione a tutto questo? Se quest’emozione deriva dalla Madonna perchè mi impaurisco? Ok, intanto la ringrazio per la sua disponibilità, le auguro una buona giornata, le auguro tante belle cose,
F.


Risposta del sacerdote

Carissima F.
1. sono molto contento per quanto il Signore ha operato in te e anche del fatto che finalmente hai aperto la porta del tuo cuore a Colui che da tempo bussava.
Come hai potuto notare il Signore non è entrato per portarvi via qualcosa! Questo desiderio può essere solo del nostro comune nemico: il demonio.
Il Signore ha bussato al tuo cuore per portarvi la sua presenza e donarti la sua amicizia.
Quando la presenza di Dio invade il nostro cuore attraverso la grazia santificante e si fa sentire mediante la preghiera o altri momenti particolari si prova una gioia e una pace che non è di questo mondo.
Si sente che si tratta di una pace infinitamente più bella e più dolce di qualsiasi appagamento materiale e dura parecchio. Talvolta è sufficiente ripensarla per riviverla di nuovo in pienezza.

2. È inevitabile che questa gioia si rifletta nel nostro contatto con gli altri.
Ho letto di San Tommaso d’Aquino, di cui lunedì prossimo 28 gennaio celebreremo la festa, che tutti quelli che lo avvicinano era conquistati dalla pace e dalla calma del suo animo. Avvertivano in lui la presenza di Dio.
Nella dolcezza del suo portamento e nella sapienza del suo dire avevano il segno concreto che la sua anima era sempre occupata dallo Spirito Santo.

3. Come sarebbe bello se anche noi potessimo giungere a tanto.
Dio se l’aspetta e fa di tutto perché possiamo giungere a questo obiettivo.

4. Fai bene a recitare il Rosario quando in casa compaiono i primi segni di un possibile litigio.
La preghiera del Rosario porta nella nostra vita la presenza di Cristo e della Beata Vergine Maria.
È per questo che pregando con il Rosario si sperimenta molta pace.
La presenza di Gesù e di Maria non è una presenza inerte.
Di decina in decina il Signore si rende contemporaneo alla nostra vita per esprimere in noi tutta la potenza salvifica che ha esercitato due mila anni fa negli eventi che nel Rosario richiamiamo in maniera orante.
È per questo che la Madonna a Fatina ha voluto legare questa preghiera al dono della pace.
Chiedeva di pregare con il Rosario perché la guerra finisse. E non si trattava solo della prima guerra mondiale, ma anche di tutte le guerre (litigi) che possono sorgere tra di noi.

4. Mi dici che perseverando con questa preghiera ti sei trovata a piangere e ti sei spaventata.
Perché spaventarsi?
Talvolta nella preghiera si piange di commozione per la presenza del Signore.
Tal’altra nella preghiera si piange per la bruttezza dei nostri peccati o per le cattiverie umane o perché ci si sente indegni della presenza di Gesù Cristo e di Maria.
Tal’altra si piange ancora per una sorta di sfogo, per una liberazione da chiedere o perché si è ricevuta.
Anche il pianto talvolta è un ristoro.
Hai fatto male invece a smettere di pregare con il Rosario.
Riprendi a farlo tutti i giorni e vedrai come la benedizione di Dio e della Madonna accompagneranno i tuoi passi ogni giorno della tua vita.
Non riuscirai più farne a meno, nel medesimo modo e per i medesimi motivi per cui non puoi fare a meno dell’aria che respiri.

Ti assicuro il mio ricordo nella preghiera e in particolare in quella del Santo Rosario che recito ripetutamente ogni giorno.
Ti auguro perseveranza nella via di Dio e ti benedico.
Padre Angelo