Quesito

Caro Padre Angelo,
I miei genitori sono purtroppo divorziati e, peggio ancora, mia madre si è risposata con un altro divorziato (viviamo tutti assieme) e mio padre si è fidanzato con un’altra divorziata. Questa situazione mi crea uno stato di angoscia, poiché temo per la loro sorte eterna. In particolare, mio padre è cattolico, mentre per mia madre sono più restio a definirla tale, visto che crede sì in Dio e in Gesù ma, parole sue "non crede nella Chiesa" (a causa degli scandali al suo interno; più volte ho cercato di dirle che la Chiesa è costituita da uomini, in quanto tale peccatori ecc. ma sembra non darmi retta). Ciononostante ha fiducia nel Papa. Mia madre sa che la Chiesa non è d’accordo con la sua situazione, ma mi ha dato l’impressione di non aver capito la gravità della faccenda. Infatti ha detto che devo tenerla informata sull’esito del Sinodo sulla famiglia (ha detto che vuole tornare a prendere la Comunione), perché forse pensa che da un momento all’altro la Chiesa possa ritenere legittimo il secondo matrimonio. Ho infatti l’impressione che lei abbia frainteso le parole del Papa, e sarà proprio per questo che si è mostrata sorpresa quando le ho spiegato che il Papa vuole avvicinare i divorziati risposati alla Chiesa, ma che non ritiene giusta la loro posizione. Mia madre poi fa un ragionamento senz’altro insensato, ma purtroppo la pensa in questo modo. Lei si confronta con altre, e pare ritenersi migliore delle donne regolarmente sposate che tradiscono in continuazione il marito (e lei pensa sia contraddittorio che la Chiesa ammetta ai sacramenti queste persone, ma naturalmente per lei la situazione è diversa, poiché vive in una situazione di peccato permanente), e pare non ritenere grave la propria colpa, dicendo che Gesù voleva bene a Maria Maddalena, che era una prostituta (così dice lei, io le ho riferito che ho letto che in realtà non lo era, e comunque, che Gesù non smette di amare i peccatori). Il fatto che lei sappia che la Chiesa è contro il secondo matrimonio, ma che al tempo stesso pare non capire quanto ciò sia grave, mi lascia in dubbio su come agire nei suoi confronti, anche alla luce del fatto che lei non è propriamente cattolica, non va quasi mai a Messa, forse crede nei dogmi (o almeno in alcuni), ma non segue certi insegnamenti morali della Chiesa. Mio padre invece, come le ho detto, è cattolico, e sapere del suo fidanzamento (che peraltro lui ha sempre cercato di tenermi più o meno nascosto, o quantomeno di non rivelare apertamente) mi ha forse proprio per questo addolorato maggiormente. Purtroppo la confidenza che c’è tra me e lui nel parlare di temi di ordine morale non è massima, forse a causa della lontananza fisica, dal momento che lui vive da anni all’estero, sebbene ciò non ci impedisca di parlare tra di noi con una certa frequenza, grazie alla telecomunicazione. La prego di indicarmi cosa posso fare per loro.
La ringrazio di cuore, che Dio la santifichi.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. la situazione dei tuoi genitori è complicata.
Pensare che ritornino a quanto hanno promesso nel giorno del loro matrimonio: “Io N., accolgo te, N., come mia sposa. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita” sembra una cosa ormai umanamente impossibile.
Questa promessa che si sono fatti a vicenda davanti a Dio è stata sancita dal sacerdote così: “Il Signore onnipotente e misericordioso confermi il consenso che avete manifestato davanti alla Chiesa e vi ricolmi della sua benedizione. L’uomo non osi separare ciò che Dio unisce”.
Queste ultime parole riecheggiano quelle di Nostro Signore: “L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto! (Mt 19,6)

2. Comprendo la tua angoscia per la situazione in cui i tuoi genitori si trovano e per il modo in cui si possono presentare davanti al Signore il quale ha detto che ci viene a prendere nell’ora in cui meno pensiamo.
Comprendo anche la tua sofferenza perché se c’è una cosa che tu desidereresti è che l’affetto di tua madre sia tutto per tuo padre e l’affetto di tuo padre sia tutto per tua madre.
Tu sei il segno visibile della totalità e dell’esclusività del loro amore.

3. Mi dici che la fede di tua madre è abbastanza fragile: crede in Dio, crede in Gesù Cristo, ma non crede tanto nella Chiesa, soprattutto nel suo insegnamento morale.
Penso di non sbagliare se dico che la fragilità della sua fede è condizionato dal suo comportamento.
Gesù ha detto che ognuno parla dall’abbondanza del proprio cuore  (Mt 12,34).
E poiché la parola è direttamente collegata col pensiero, si può concludere che ognuno parla e pensa dall’abbondanza del proprio comportamento.
Non a caso il Catechismo della Chiesa Cattolica ha affermato che “c’è un legame tra la purezza del cuore, del corpo e della fede” (CCC 2518).

4. Per tuo padre le cose potrebbero essere più facili perché ha una fede più integra, ma con lui hai meno dialogo in ciò che tocca la sua interiorità.
Adesso avrebbe una fidanzata. Ma sarebbe più giusto dire che di fatto ha iniziato a intrattenere una relazione adulterina, che contraddice l’impegno assunto nel giorno del matrimonio e gli impedisce di ricalcare la strada dell’imitazione dell’amore sempre fedele di Dio per l’uomo e di Gesù Cristo per la Chiesa!
Come è facile dimenticare che nel giorno del proprio matrimonio ci si impegna a rendere visibile col proprio comportamento come sia fatto l’amore di Dio per l’uomo e come sia fatto l’amore di Cristo per la Chiesa e che la fedeltà a questo impegno è la via per la quale passa la santificazione propria degli sposi.

5. Fare la Santa Comunione in queste condizioni è contraddittorio perché è come dichiarare che si è all’unisono con Cristo e nello stesso tempo si vive in maniera contraddittoria alla sua volontà perché si è in uno stato di permanente adulterio.
È per questo che i divorziati risposati si precludono da se stessi la strada di poter celebrare in maniera vera i sacramenti della confessione e della Santa Comunione.
Per poter ricevere l’assoluzione è necessario che abbiano la detestazione del peccato e cioè il desiderio di non averlo neanche commesso, e l’impegno della conversione.

6. Tu che cosa puoi fare in questa situazione?
Credo che il Signore ti voglia insegnare anzitutto a tenere retta la tua condotta per non rendere fragile il tuo modo di pensare e la tua fede.
Papa Luciani (Giovanni Paolo I) diceva pastoralmente: “Cercate di agire come pensate, altrimenti finirete di pensare come agite”.
Non a caso Giovanni Paolo II ha detto che il peccato si ripercuote sempre sopra colui che lo compie con una oscura e potente forza di distruzione.
Tra le cose che distrugge vi è anche la luce della coscienza che comincia a annebbiarsi se non provvede subito a riscattarsi.

7. In questo momento non hai l’opportunità di dire molte parole ai tuoi genitori: perché non sarebbero comprese da parte di tua madre oppure perché non c’è quella sufficiente apertura d’animo richiesta per parlare di cose che toccano la coscienza, come è nel caso di tuo padre.
Penso allora che il Signore ti chiami a parlare con la tua condotta.
Se la tua lingua in qualche modo è costretta a tacere, deve invece parlare il tuo comportamento che deve essere retto sotto il profilo cristiano.
Voi siete la luce del mondo, ha detto il Signore (Mt 5,14). E tu sei chiamato ad esserlo in primis per i tuoi di casa.

8. E poi il Signore ti chiama ad essere operante per i tuoi genitori  attraverso altre due strade che toccano i cuori ben pìù delle parole, come diceva Santa Teresina del Bambin Gesù: “Ah, preghiera e sacrificio formano tutta la mia forza, sono le armi invincibili che Gesù mi ha date, toccano le anime ben più che i discorsi, ne ho fatto esperienza spesso” (Storia di un’anima 315).
A questo proposito ti consiglio di fare tre cose:
La prima: è di offrire la Santa Comunione per i tuoi genitori, visto che loro in questo momento non la possono fare.
Come sarebbe bello se tu conoscessi la preghiera: Anima di Cristo santificami e dopo aver fatto al Santa Comunione o appena finita la Messa la dicessi prima per te e poi per i tuoi genitori
Per comodità te la trascrivo:
Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, esaudiscimi.
Dentro le tue piaghe nascondimi.
Non permettere che io mi separi da te.
Dal nemico maligno difendimi.
Nell’ora della mia morte chiamami.
Fa ch’io venga a lodarti con i tuoi santi
nei secoli dei secoli. Amen.

9. E adesso te la riscrivo  quando la dici per i tuoi genitori:
Anima di Cristo, santificali.
Corpo di Cristo, salvali.
Sangue di Cristo, inebriali.
Acqua del costato di Cristo, lavali.
Passione di Cristo, confortali.
O buon Gesù, esaudiscili.
Dentro le tue piaghe nascondili.
Non permettere che siano separati da te.
Dal nemico maligno difendili.
Nell’ora della loro morte chiamali.
Fa che anch’essi vengano a lodarti con i tuoi santi
nei secoli dei secoli. Amen.

10. Nella linea della preghiera ti esorto anche a recitare quotidianamente il Santo Rosario. È una preghiera particolarmente potente e santificante.
Durante questa preghiera Gesù Cristo viene reso presente con la sua onnipotenza salvatrice.
E insieme con Lui viene anche la Beata Vergine Maria.
Vengono per ricuperare i tuoi genitori, per aiutarli, per proteggerli da ogni male e per condurli alla salvezza e alla vita eterna. E lo fanno per mezzo di te.

Ti accompagno con la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo