Quesito

Caro Padre Angelo,
sono un ragazzo di 23 anni della …! Prima di tutto volevo augurarle una buona Pasqua (anche se ormai trascorsa) ed una buona pasquetta. Le scrivo per la prima volta perché, trovando per caso la sua pagina internet, sono rimasto colpito dalla completezza delle sue risposte alle più innumerevoli domande. Per questo le invio questa mail per chiederle di illuminarmi circa ciò che mi sta capitando in questa giornata: oggi ho commesso un peccato (contro la purezza, quindi mortale), eppure non sento in me un reale pentimento! Le spiego meglio: è come se sentissi il mio cuore chiuso, senza sentimento alcuno per Dio e quindi senza timore della sua giustizia! Mi reputo un ragazzo praticante, prego tutti i giorni (in questo triduo pasquale sono arrivato a pregare anche per tutta la giornata, stacco per il pranzo e la colazione a parte, tra funzioni particolari in Chiesa, adorazioni e preghiere personali). Anzi, in questa settimana santa sono stato davvero bene con Gesù, sentivo in me un grande amore per lui. Venerdì santo ho messo una figura di Gesù Misericordioso nella mia stanza, bellissima! Mi sentivo il cuore riempirsi d’amore solo a vederla! Ma oggi, è come se non riuscissi nemmeno a volgere lo sguardo verso quel Gesù! Già da giorni avevo tentazioni contro la castità, ma ho sempre allontanato da me quelle voglie per non offendere Gesù. Oggi, invece, non c’era in me proposizione alcuna di combattere contro quelle voglie e quindi ho voluto volontariamente peccare, anzi, ho volontariamente cercato il peccato per potervi cedere! Cosa mi è successo? Perché questo strano sentimento? Spero scompaia, perché non voglio allontanarmi da Gesù. Ora che sono tornato a casa dalla mia pasquetta con gli amici, prego la coroncina alla Misericordia per chiedere a Gesù di allontanare da me questo stato di torpore dell’anima! Spero mi risponda presto perché ho bisogno di capire cosa mi sia capitato e se sia normale che a volte l’anima umana viva queste esperienze o se devo temere una diminuzione del mio sentimento per Lui. Per favore, preghi per me perché ne ho davvero bisogno! La ringrazio in anticipo per la risposta. A presto …
R!


Risposta del sacerdote

Caro R.,
1. quello che ti è capitato è molto simile all’esperienza degli apostoli.
Sono stati per tre anni con Gesù. Hanno condiviso tutto con lui: la sua vita, la sua predicazione, i suoi miracoli, anche i suoi ammonimenti.
Probabilmente sapevano ripetere tutto di lui.
Ma arrivato il momento della tentazione, nonostante che il Signore li avesse nuovamente avvisati da poco, sono fuggiti, abbandonandolo. Pietro addirittura lo rinnegò.
Che cosa era successo? Gesù aveva detto loro: “Vegliate e pregate per non cadere in tentazione” (Mt 26,41).
Ma gli apostoli si sono sentiti forti. Ognuno di loro ha pensato in cuor suo e poi ha detto ad alta voce quello che ha detto san Pietro: “Anche se tutti ti rinnegassero, io non ti rinnegherò mai”. Lo disse anche dopo che il Signore gli aveva garantito che l’avrebbe tradito.
Così sicuro: “gli altri cadranno… Io non cadrò mai”.
“Lo stesso dissero tutti i discepoli” (Mt 26,35).
Pietro in cuor suo commetteva un duplice peccato: di presunzione e  (io…mai!) e di disprezzo (“anche se gli altri cadessero…”.
E proprio lui è caduto così miseramente.

2. Anche a te è capitata più o meno la stessa cosa.
Hai vissuto i giorni della settimana santa in una comunione straordinaria col Signore: “sono stato davvero bene con Gesù, sentivo in me un grande amore per lui. Venerdì santo ho messo una figura di Gesù Misericordioso nella mia stanza, bellissima! Mi sentivo il cuore riempirsi d’amore solo a vederla!”.
Non è stata una esperienza in qualche modo simile a quella degli apostoli quando sono stati insieme con Gesù per tre anni?
Ma anche tu, pur avendo sentito gli ammonimento del Signore “Vegliate e pregate per non cadere in tentazione” (Mt 26,41), non hai badato alle tentazioni. Ti sentivi forte, sicuro. “Altri cadranno… io no”.
E invece non era ancora finito il giorno di Pasquetta che eri già caduto nell’impurità.

3. Dopo la caduta ecco che cosa è successo: “eppure non sento in me un reale pentimento! Le spiego meglio: è come se sentissi il mio cuore chiuso, senza sentimento alcuno per Dio e quindi senza timore della sua giustizia!”
Il tuo cuore, dopo il peccato, è diventato duro come un sasso.
Non me ne meraviglio.
Ho scritto tante volte in questo sito che le impurità fanno perdere la presenza personale di Dio dal nostro cuore e spengono il gusto delle realtà celesti.

4. Sono certo che nel frattempo ti sarai ripreso e sarai anche andato a confessarti. Ed è stata una grazia.
Ma quanti giovani invece giacciono nell’impurità e nel peccato. Senza saperlo si trovano il loro cuore ormai diventato di sasso, “chiuso, senza sentimento alcuno per Dio”, come tu stesso scrivi!

5.Che cosa dovevi fare?
Dovevi mettere in pratica l’ammonimento del Signore: “Vegliate” innanzitutto.
In te crescevano le tentazioni e lo sentivi.
Non potevi far finta di niente.
Il tuo nemico ti stava assediando, cercando il momento favorevole.
Dovevi mettere in pratica ciò che dice San Paolo: “Tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non succeda che, dopo avere predicato agli altri, io stesso venga squalificato” (1 Cor 9,27).
Dovevi essere più circospetto, fare qualche fioretto, rinunciare a qualche voglia anche lecita, metterti a pregare il Signore e la Madonna.
La circospezione, la vigilanza, bisogna metterla in pratica con molta accortezza persuasi di essere sempre in battaglia.

6. Insieme col “vegliate” ci voleva il “pregate”, perché senza la presenza e la forza del Signore si è impari nella battaglia.
È come se si volesse affrontare l’avversario senza difesa!
Se il giorno di pasquetta avessi cercato di rivivere tutte le apparizioni del Signore risorto persuaso che il Signore le voleva ripetere con te, avresti fatto ben altre esperienze.
Grazie a Dio, dopo il peccato ti sei messo a pregare con la coroncina della divina Misericordia. E hai fatto bene.
Ma se avessi pregato con questa preghiera quando sentivi che la marea montava!

Ti auguro un felice proseguimento del tempo pasquale e un fruttuoso mese mariano.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo