Quesito

Caro Padre Angelo,
mi chiamo Noemi ho 10 anni, frequento la parrocchia S. Teresa del Bambin Gesù e ho una domanda: Giuseppe, che sarebbe il padre adottivo di Gesù, dallo stesso Gesù e dagli altri veniva considerato veramente suo padre?
E se è no, mi sapresti dire il perchè?
Infatti oggi ho ripensato a quella volta che Gesù al tempio dice: "non sai che devo occuparmi delle cose del Padre mio?" intendendo Dio.
GRAZIE e buona PASQUA da Noemi.


Risposta del sacerdote

Cara Noemi,
per ora sei la nostra più piccola visitatrice, almeno tra quelli che mi scrivono, e ti do il benvenuto.

1. Giuseppe era considerato da tutti il padre di Gesù.
Si legge nel Vangelo di san Luca: “Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è il figlio di Giuseppe?»” (Lc 4,22).
Anche Gesù chiamava Giuseppe col nome di padre. La Madonna stessa dice a Gesù nel momento del suo ritrovamento nel tempio: “Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo” (Lc 2,48).

2. Giuseppe non era padre biologico di Gesù, ma gli era padre in tutti gli altri sensi che non sono davvero pochi: innanzitutto sotto il profilo legale, sicché Gesù è nato all’interno di una famiglia, di cui Giuseppe era il primo responsabile.
Ma poi Giuseppe era padre di Gesù perché lo manteneva, perché lo proteggeva, perché lo educava. E Gesù gli stava pienamente sottomesso.
Soprattutto gli era padre per l’affetto paterno che gli donava e per l’affetto e la protezione che donava a Maria, sua dolcissima sposa e Madre di Gesù.

3. Il riferimento al ritrovamento nel tempio ci ricorda quanto San Giuseppe amasse Gesù con vero amore di padre.
La Madonna è stata testimone delle sue sofferenze. Quei tre giorni di smarrimento devono essere stati per lui di una sofferenza particolarmente atroce, tanto che la Madonna rivolgendosi a Gesù gli presenta anzitutto il dolore di suo padre Giuseppe e gli dice: “tuo padre e io, angosciati…”.

4. Quando, sempre in quella occasione, Gesù dice: “non sapevate che devo occuparmi delle cose del Padre mio?” (non dice: non sai, ma al plurale “non sapevate?”) afferma che quello smarrimento e quel ritrovamento erano avvenuti per un misterioso disegno del Padre che loro per ora non potevano comprendere.
Fu infatti il segno di un altro smarrimento e di un altro dolore, ben più grande, quello che priverà la Madonna, gli apostoli e i discepoli della presenza di Gesù dal memento della sua morte fino a quello della risurrezione.

5. Nello stesso tempo Gesù in quell’occasione manifesta di avere piena consapevolezza non solo della sua missione, ma anche di essere Dio, del suo rapporto unico col Padre Celeste, che chiama in maniera del tutto nuova: “Il Padre mio” e di essere uguale al Padre.

Ti ringrazio, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Nello stesso tempo ti auguro una serena e santa Pasqua.
Padre Angelo