Quesito

Caro Padre Angelo,
sono Michele (quel ragazzo costretto a rimanere in  aula durante la lezione di religione perché non si era trovato il foglio dell’esonero e che proprio per quella lezione è approdato alla fede).
La ringrazio per la sua brillante risposta alla mia prima lettera, è stata illuminante!
Spero e confido che sarà altrettanto brillante ed illuminante anche la risposta alla mia seconda lettera.
Passo al quesito
Ho preparato questa lista giornaliera di preghiere (se Dio vuole, almeno provo) da fare.
– Rosario per la mia anima
{Supplica di Perdono}
– Rosario per le mie esigenze (in materia di fede)
{Ciò che chiedo a Dio}
– Rosario per la conversione delle persone
– Rosario di ringraziamento per le persone che Dio mi ha donato e richiesta di stare vicino a loro. (In particolare C., G., S., S., F., il gruppo dei Giovani per la Fede, prof di religione, il parroco)
– Rosario specifico per le richieste degli amici
– Rosario per le anime del Purgatorio {Ciò che offro per il prossimo}
-Rosario di ringraziamento {Ciò che offro a Dio}
Atto di Colpa
Comunione Spirituale
Angelo di Dio

Ecco, anzitutto vorrei chiederle se è giusto essere così scrupolosi, precisi e sistematici nella preghiera. È forse meglio essere più naturali ed ispirati? Naturalmente alla base di tutto ci sta il mio ardente desiderio della salvezza delle anime, compresa la mia, e costante bisogno di ringraziare Dio.
Seconda cosa volevo chiederle se ci siano dei problemi in questa lista o degli errori di qualsiasi genere (in tal caso sono ben accetti consigli e correzioni) oppure se va bene così come è.
La ringrazio in anticipo e prego per lei e per il suo Santo operato durante l’attesa di una sua risposta.


Risposta del sacerdote

Caro Michele,
1. sono contento di sentirti di nuovo.
Molti sono stati colpiti dalla tua storia. Mentre non ci pensavi affatto, Dio ha fatto irruzione nella tua vita e ti sei trovato a credere in Cristo, ad essere nella luce.
Questa volta ti rispondo in ritardo, come succede sempre quando non rispondo subito.
Mi spiacerebbe se questo ritardo avesse in qualche modo pregiudicato la tua vita di preghiera.

2. In questa tua nuova mail sono tre le cose che mi hanno colpito.
1) Anzitutto l’intensità (quantità) della tua vita di preghiera.
2) La preghiera del Rosario.
3) Le varie intenzioni.
Ed è proprio su questi tre punti che concentro la mia risposta.

3. Inizialmente ho pensato che tu ti impegnassi a recitare sette Rosari secondo le singole intenzioni che hai indicato.
Poi ho pensato che ti impegnassi a dirne quattro secondo le motivazioni indicate nelle parentesi, vale a dire uno per domandare perdono, un altro per ciò che chiedi al Signore, un altro per le necessità di coloro che ti sono prossimi nella vita e un altro di ringraziamento.
In ogni caso la quantità è notevole.
Qualcuno potrebbe stupirsi e dire che è un’esagerazione.
Ma poi ho pensato: quando io avevo la tua età mi trovavo già nell’Ordine domenicano e condividevo con i  miei confratelli una vita di preghiera ancora più ampia.
È vero che seguivamo quanto era prescritto nelle Costituzioni dell’Ordine. E tuttavia non era un peso. Ci sembrava la cosa più normale di questo mondo.
A differenza nostra, tu non sei un seminarista e non hai delle regole da seguire.
Ma hai capito da te stesso che la tua giornata deve essere scandita dalla preghiera e che devi stare unito a Dio come il mare è nel pesce e il pesce nel mare, come diceva Santa Caterina da Siena.
L’altro ieri (5 novembre) è stato commemorato Giorgio La Pira a 43 anni dalla sua morte. Era professore all’università e sindaco di Firenze.
Al mattino stava raccolto in preghiera e in ginocchio dalle 6 alle 9.
Poi si recava in municipio. Qualcuno gli fece osservare che il tempo dedicato alla preghiera era troppo e lui rispose che l’unico tempo perso è quello sottratto alla preghiera.
Del resto il Signore ha detto: “Senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5) e ti sarai accorto da te stesso come la tua azione diventa più efficace e incisiva quando è accompagnata da molta preghiera.
Devo dire anche che conosco giovani della tua età, anch’essi neo convertiti, che hanno una vita di preghiera molto intensa e fatta tutta di… Rosari!
Pertanto non sarò mai io a scoraggiarti e a dirti che preghi troppo.
Sono certo che si tratta di un impulso e di un’ispirazione che viene dall’Alto.
Il beato Per Giorgio Frassati probabilmente aveva una vita di preghiera simile alla tua come intensità: non so quanti Rosari dicesse ogni giorno, ma almeno uno c’era sempre. Inoltre quotidianamente andava a Messa e vi giungeva 10 minuti prima della sua celebrazione. Poi non ometteva il ringraziamento.
Fattosi terziario domenicano all’età di 21 anni, recitava ogni giorno il parvum Officium Beatae Virginis Mariae che lo occupava almeno per altri 45 minuti al giorno.
E tutto questo insieme con  la sua vita di studente, di ragazzo impegnatissimo in varie associazioni e nell’assistenza ai poveri.

4. Adesso vengo alla seconda cosa che colpisce nella tua vita di preghiera: la preghiera del Rosario, la preghiera del Rosario, la preghiera del Rosario.
Qualcuno potrebbe osservare: non  potresti andare più al largo e variare le tue forme di preghiera?
Mi immagino che tu risponderesti così: col Rosario io sono soddisfatto. Ho tutto.
E capisco molto bene la tua sensazione e anche il motivo che la sostiene: il Rosario ti mette in comunione con Cristo risorto che si fa tuo compagno di viaggio e ti racconta gli eventi della sua vita. Ti dice anche perché dovevano svolgersi così. Proprio come ha fatto con i due fortunati discepoli di Emmaus nel giorno della sua risurrezione. Questi, quando Gesù fece cenno di andare più avanti nel suo cammino, gli dissero: “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro” (Lc 24,29).
Sì, quando ti metti a dire il Rosario Gesù entra nella tua vita per rimanere con te.
Al termine, soprattutto se i Rosari ti riescono bene, senti di poter far tue le parole dei discepoli di Emmaus: “Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?” (Lc 24,32).
Tutti gli eventi della vita di Gesù – se sono accolti – procurano gioia. Sono Vangelo, sono felice notizia.
Mi piace ricordare la fiducia che San Luigi Maria Grignion de Montfort aveva sul Rosario. All’inizio di quella sua operetta che porta il titolo di “Il segreto meraviglioso del Rosario” scrive: “Guardatevi, ve ne prego, dal considerare piccola e di poca importanza questa santa pratica, come vogliono fare gli ignoranti e perfino molti dotti orgogliosi. Essa è veramente grande, sublime, divina. Il cielo stesso ce l’ha data, e l’ha data proprio per convertire i peccatori più induriti e gli eretici più ostinati. Dio le ha annesso la grazia in questa vita e la gloria nell’altra. I santi l’hanno messa in atto ed i sommi Pontefici l’hanno autorizzata”.
Ne porta poi il motivo. La salutazione angelica, che consiste nel ripetere le parole che vengono dal Cielo “Ave, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta far le donne” produce un effetto più grande di quello dei Salmi.
I Salmi infatti preannunziavano la venuta del Signore, la salutazione angelica invece la realizza.
Questo evidentemente non deve in nessun modo sminuire la preghiera della Liturgia delle ore, composta prevalentemente di Salmi, che ha una preminenza sul Rosario.
Gesù infatti ha pregato con i Salmi. E quando recitiamo i Salmi nella Liturgia delle ore diamo corpo alla preghiera che Gesù fa con noi e fa per noi.
Inoltre, come ricorda San Tommaso, “i Salmi esprimono sotto forma di lode tutto ciò che contiene la Scrittura” (Somma Teologica, III, 83, 4).
Per cui possiamo dire che se il Rosario è il Compendio del Vangelo, i Salmi sono il compendio di tutta la Scrittura, compresi i Vangeli.

5. Infine la terza cosa che emerge nella programmazione della tua vita di preghiera vi sono le varie intenzioni.
Ne esprimi quattro: in pentimento dei peccati, per le tue necessità, per le necessità degli altri e in ringraziamento.
Queste intenzioni le hai espresse in maniera ordinata.
Innanzitutto in supplica di perdono.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice che “la domanda del perdono è il primo moto della preghiera di domanda.
Essa è preliminare ad una preghiera giusta e pura. L’umiltà confidente ci pone nella luce della comunione con il Padre e il Figlio suo Gesù Cristo, e gli uni con gli altri: allora ‘qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui’ (1 Gv 3,22).
La domanda del perdono è l’atto preliminare della liturgia eucaristica, come della preghiera personale” (CCC 2631).
Il pubblicano inizia la sua preghiera dicendo: “Abbi pietà di me peccatore” (Lc 18,13).
Poi passi alla richiesta di grazie per te e per il tuo prossimo.
Qui mi piace sottolineare che quando preghiamo con il Rosario non preghiamo solo con il nostro povero cuore, ma preghiamo e domandiamo insieme con la Madonna che il Signore ci ha dato per Madre. Preghiamo e domandiamo con  il suo Cuore immacolato.
A quel Cuore Dio non può negare nulla.
Per questo è stato detto che la Madonna è “Omnipotentia supplex” (onnipotente nella preghiera).
Infine preghi in ringraziamento: in ringraziamento per tutti i benefici ricevuti. Anche per quelli che ti ha accordato pregando con il Rosario.
Pertanto le varie intenzioni sono giuste e soprattutto ben ordinate.
Tu dirai che è stato il caso. Io dico che è stato il Cielo ad ispirartele con tale ordine!

6. Quando verrai battezzato (ricordo ai visitatori che Michele non è ancora stato battezzato, è solo catecumeno) porta tutte queste intenzioni in quella celebrazione.
Riceverai il Battesimo in remissione di tutti i tuoi peccati. Chissà quanti invidieranno la tua anima in quel giorno!
Lo riceverai domandando le grazie più belle per te e per il prossimo che hai menzionato. Quel giorno riceverai anche la Cresima e farai anche la tua prima Comunione. In quel giorno di grazia non ci sarà niente che il Signore non  vorrà soddisfare! Perché le grazie stesse che domandi è Lui ad ispirartele.
Lo riceverai in ringraziamento per tutti i benefici ricevuti, il più grande dei quali è averlo conosciuto, averlo amato e averlo già posseduto nel tuo cuore.

7. Ti ringrazio per avermi sottoposto il tuo programma di preghiera che, come vedi, approvo in pieno anche per l’atto di dolore, la Comunione spirituale e l’Angelo di Dio.
Non è necessario che tu ripeta ogni giorno le varie intenzioni che hai espresso. È sufficiente che tu metta l’intenzione una volta per tutte.
Quest’intenzione affiorerà spontaneamente mentre reciti i vari Rosari e tu la ribadirai.
Né è proibito che mentre reciti il primo o gli altri Rosari tu aggiunga anche qualche altra intenzione che in quel momento è particolarmente urgente.
Il Rosario è una preghiera molto larga. Si adatta benissimo ad ogni situazione.

Ti ricordo volentieri nelle mie preghiere.
Lo faccio in modo particolare oggi 7 novembre, giorno in cui noi celebriamo la festa di tutti i Santi domenicani.
Ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo

Questo articolo è disponibile anche in: Italiano