Quesito

Carissimo Padre Angelo,
  La settimana scorsa mi sono deciso a leggere tutta la Bibbia e così sistematicamente ogni giorno leggo 3-5 capitoli. Sono partito dall’Esodo e sono arrivato a Num 10. 
Le scrivo perchè trovo qualche difficoltà nella lettura e gradirei qualche consiglio. Il problema principale è per me capire ciò che è ancora “valido” oggi da quello che non lo è. Ad esempio le prescrizioni riguardanti la Dimora, gli olocausti e le celebrazioni non vengono applicate nella Messa, mentre invece, ad esempio, i dieci comandamenti sono ancora vincolanti. 
Mi riesce poi un po’ difficile conciliare misericordia e perdono con il fatto che il Signore ordinò a Mosè la pena di morte per alcuni crimini.
Ci sono poi passi che mi sono sembrati particolarmente duri, es Lev 26,14 e ss; Lev 24,10 e ss; specialmente Num, 5. 
Avrei molto da chiederle ma mi fermo qui.
La ringrazio anticipatamente, la ricordo nella preghiera e la saluto cordialmente.
Michele


Risposta del sacerdote

Caro Michele,
1. Non tutto quello che è stato comandato nell’Antico Testamento è ancora valido.
San Tommaso d’Aquino distingue tra precetti morali, precetti cerimoniali o religiosi e precetti civili.

2. I precetti morali (come i dieci comandamenti) sono rimasti intatti.
Al giovane che chiede che cosa deve fare per ereditare la vita eterna, Gesù risponde: “Osserva i comandamenti” (Mt 19,17).

3. I precetti cerimoniali o cultuali, dal momento che erano prefigurazione del vero culto portato dal Messia, con la venuta di Cristo, sono superati.
E sarebbe un’ingiuria per il Signore offrigli ancora sacrifici di animali quando Lui stesso ha messo nelle nostre mani il sacrificio perfettissimo compiuto da Gesù.

4. Ugualmente i precetti civili sono superati, perché appartenenti ad una società teocratica.
Potrei dire che dicendo “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” (Mt 22,21) Gesù abbia fissato lo spazio di una autentica laicità (tanto per usare una categoria nostra)

5. Il fatto che per molti peccati nell’Antico Testamento fosse prevista la pena di morte continua ad essere molto interessante per noi. Non certo per restaurare la pena di morte, ma per riconoscere la gravità di alcuni peccati rispetto ad altri.
Ad esempio: per la violazione del sabato era prevista la pena di morte (Es 31,14; 35,2). Ciò significa che era considerato un peccato grave, mentre per altre violazioni della legge era prevista solo la celebrazione di qualche sacrificio.
Questo è un criterio per dire che la mancata santificazione delle feste costituisce anche oggi un peccato grave.

6. Pertanto devi leggere la Sacra Scrittura con un’ottica ben precisa: l’antico testamento va letto in funzione del Nuovo e in funzione di Cristo.
Alla luce di Cristo tutto si illumina.

7. Mi citi alcuni passi particolarmente duri: “Se disprezzerete le mie leggi e rigetterete le mie prescrizioni, non mettendo in pratica tutti i miei comandi e infrangendo la mia alleanza, ecco che cosa farò a voi a mia volta: manderò contro di voi il terrore, la consunzione e la febbre, che vi faranno languire gli occhi e vi consumeranno la vita” (Lv 26,15-16).
Ebbene anche queste parole non le puoi forse leggere in chiave neotestamentarie e vedervi quello che Gesù dirà ad alcuni nel giorno del giudizio? Ad esempio: “Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli” (Mt 25,41).

8. Sono contento che tu legga la Sacra Scrittura. Ma devi leggerla sapendo che in quel momento il Signore ti parla, che ti vuole dire parole di vita eterna e nello stesso tempo che per comprenderle devi leggerle in riferimento a Cristo e quello che vuole operare in te.

Ricambio il cordiale saluto e anche la preghiera, alla quale ci tengo molto.
Ti benedico.
Padre Angelo