Quesito

Gentile padre Angelo,
mi chiamo…, ho … anni, e voglio raccontarle molto in breve il mio percorso: un anno fa ho fatto ritorno alla Santa Madre Chiesa, dopo aver aderito convintamente per quasi … anni ad una comunità evangelica (dopo aver fatto la prima Comunione), di cui ero membro effettivo essendomi anche fatto battezzare; nel mio cuore si sono aperte delle brecce a poco a poco, che col senno di poi ho avvertito anche diversi anni prima più indistintamente, un desiderio maggiore di intimità con il Signore e di parametri di verità di fede solidi e stabili che non si fondassero sulle sabbie mobili della sola scriptura. Ho indagato le fonti degli antichi padri della Chiesa, i documenti del magistero, i testi del grande papa Benedetto XVI che mi hanno illuminato e arricchito davvero molto, la filosofia del grande San Tommaso d’Aquino, di cui oggi provvidenzialmente ricorre il primo giorno della novena, che hanno piegato ogni mia resistenza. Fatto ritorno in Chiesa, ho fatto la confessione generale e ho subito avvertito una fortissima attrazione verso la SS. Eucarestia, e mediante la preghiera, soprattutto del Santo Rosario tutti i giorni, e dell’adorazione eucaristica settimanale ho abbandonato per grazia di Dio molti peccati che da anni mi assediavano, e ho ricevuto anche la cresima. Ho desiderato diverse volte scriverle, innanzitutto per ringraziarla, perché, sebbene non ci conosciamo, lei mi ha molto aiutato mediante questo meraviglioso servizio che offre a tutti noi, sia prima del mio ritorno che durante il mio nuovo e rinnovato percorso di fede, con tutte le risposte date a delle domande che erano anche le mie, e secondariamente per cercare il suo conforto. Vado al cuore di questo mio messaggio: dopo due mesi di messe quotidiane, confessioni mensili e preghiera regolare ha bussato al mio cuore la proposta d’amore del Signore che mi invita a lavorare nella sua vigna abbracciando il sacro sacerdozio; non le posso nascondere che inizialmente ero molto turbato e impaurito, ma oggi posso dirle che, grazie a Dio, ho la fiducia e il coraggio per poter rispondere di sì alla chiamata. Ho già avviato il discernimento, e a Dio piacendo quest’anno inizierò l’anno propedeutico prima del seminario, ma mi inquieta molto e trovo davvero che strida l’indifferenza che oggi è diffusissima nella Chiesa da parte anche dei ministri, nella celebrazione della Santa Messa e dei sacramenti, nel palesare un assoluto relativismo dottrinale e morale diffusi e insegnati apertamente e molte altre cose di cui certamente lei sarà già informato. Caro padre, io non voglio affatto che in seminario anziché prepararmi al sacerdozio debba quasi stare attento a filtrare ciò che è giusto e ciò che non lo è, che anziché essere aiutato e sorretto mi trovi di fronte ad un ostacolo. Le mie motivazioni sono sufficienti per rinnovare e coltivare questo “sì” che ho detto nel mio cuore al Signore, ma in alcuni momenti lo scoraggiamento è forte. Le chiedo soprattutto la sua preghiera per me, promettendole che anch’io la mia.
Sperando che la mia storia possa giovare a molte anime, le chiedo solo la cortesia di non pubblicare sul sito i miei dati personali. 


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. sono contento che tu abbia fatto ritorno “alla Santa Madre Chiesa”, che sussiste in maniera piena solo nella Santa Chiesa Cattolica perché solo in essa sono custoditi in maniera integra i beni che Gesù Cristo le ha donato e che ha comandato di trasmettere.

2. Tra questi beni, penso anzitutto alla grazia santificante che ci rende creatura nuova, come dice San Paolo in 2 Cor 5,17, perché purifica e santifica la nostra anima al punto da farci diventare una cosa sola con Gesù Cristo e poter dire nella sua espressione più alta e più vera: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” (Gal 2,20).

3. A fondamento dell’essere nuova creatura c’è un “germe divino” (1 Gv 3,9) che porta in noi la presenza personale di Dio (cf. Gv 14,23).
In tal modo vengono poste le basi del progresso nella vita spirituale e di quell’anelito verso l’alto che per grazia divina stai sperimentando anche tu in maniera così potente.

4. Penso in particolare a quel trasporto e a quell’attrazione verso la Santissima Eucaristia che hai cominciato a vivere dopo la confessione generale.
Si tratta di qualcosa che non viene fuori semplicemente da te, ma è originato dall’alto, conformemente a quanto Gesù ha detto: “Nessuno viene a me se il Padre non lo attira” (Gv 6,44).

5. Penso anche alla forza della grazia per la quale hai abbandonato peccati che da anni di assediavano.
È tutto il contrario di quel comodo adagiarsi nel peccato per cui Lutero diceva: “Pecca fortemente ma credi ancora più fortemente”.

6. Adesso c’è in te la tensione verso la santità e la senti in maniera così forte d’aver aderito all’invito del Signore ad accostarti alla cena dell’Agnello quotidianamente e questo già da due mesi.
Che grazia essere invitati alla cena dell’Agnello! Come può Gesù Cristo disattendere i tuoi desideri dal momento che Egli stesso che ti invita?

7. Adesso, insieme al Santo Rosario quotidiano, all’adorazione settimanale e alla confessione mensile, c’è anche qualcosa d’altro: il desiderio del “sacro sacerdozio”.
Prima di parlare di vocazione è necessario il discernimento, certo!
Ma intanto non possiamo non pensare a quanto dice lo Spirito Santo per bocca di Paolo, e cioè “che è lui che suscita in noi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore” (Fil 2,13)?

8. Forse il Signore ha permesso la tua peregrinazione presso gli evangelici perché ti rendessi conto della solidità della dottrina cattolica trasmessa attraverso i Santi Padri, che sono quelli che più da vicino hanno ricevuto l’insegnamento di Cristo comunicato dagli apostoli.
Proprio questo aggancio con la fede dei Santi Padri permette di dire che la fede cattolica è la stessa che hanno predicato gli apostoli, che i santi padri hanno trasmesso e che il magistero della Chiesa ha custodito.
Cosa i protestanti e gli evangelici non possono dire.

9. Temi però che entrando in seminario, anziché essere serenamente garantito sulla solidità della dottrina, tu debba arginarti in continuazione da quel relativismo che è penetrato anche all’interno della Chiesa Cattolica.
Sì, c’è questo pericolo. Mi pare che, dai termini in cui ne parli, tu ne sia ben ragguagliato.

10. Non dappertutto, però, è così. Vi sono diocesi in cui i vescovi sono attenti alla trasmissione della dottrina.
Accanto alle diocesi, vi sono istituzioni che hanno a cuore la purezza della dottrina.
Tra queste piace ricordare l’Ordine domenicano. Si legge nella vita di Santa Caterina da Siena, scritta dal suo confessore il beato Raimondo da Capua, che un giorno l’Eterno Padre in riferimento a San Domenico e ai suoi frati le confidò quanto segue: “A questo fine (di essere banditori e portatori del mio Verbo), per un mio dono straordinario, è stato dato a lui (san Domenico) e ai suoi frati di comprendere la Verità delle mie parole, e di non allontanarsi mai dalla Verità” (Beato Raimondo da Capua, S. Caterina da SienaLegenda maior, n. 205).
Sembra che per i domenicani si tratti di grazia di stato, così come analogamente viene detto che per loro è una grazia di stato la devozione alla Beata Vergine Maria.
Ciò significa che diventare domenicani è la stessa cosa che ricevere simultaneamente queste due belle grazie: una particolare devozione a Maria e una particolare sensibilità per la purezza della dottrina.
Chissà che nei tuoi studi tu possa fruire del loro insegnamento! Non è impossibile.
Ti ringrazio per la bella mail piena di entusiasmo e di amore per Gesù Cristo.
Ti benedico, ti auguro ogni bene.
Ti ringrazio di cuore per le preghiere che mi hai promesso e ti garantisco volentieri le mie.
Padre Angelo