Quesito

Caro padre Angelo,
spero la domanda non sia troppo spinosa ma dato il soggetto della questione non può essere diversamente. 
Di recente è stato ucciso Charlie Kirk. 
Voglio specificare che non mi importa nulla della questione politica. Non è per questo che scrivo. Vorrei da qui vedere la vicenda da un altro punto di vista. 
Questo ragazzo si è battuto per i valori cristiani, difendendo la verità di Cristo in primis, per quanto riuscisse ad averne accesso come protestante. Mi viene in mente quello che diceva Piergiorgio Frassati sulla fede, sul patrimonio da difendere, sulla lotta per la verità, canonizzato pochi giorni prima della sua morte. Insomma Charlie ha cercato di vivere, non vivacchiare.
Il suo impegno politico nasce dalla sua fede e non viceversa, lo stesso è per molti cristiani cattolici e non, la politica è una forma di carità cristiana. Ma i suoi dibattiti riguardavano anche temi esplicitamente religiosi, dibattendo anche con atei e satanisti in più occasioni dando testimonianza alla verità (sempre per quanto a lui fosse possibile). In questo mi ricorda ancora il carisma domenicano. 
I suoi dibattiti, che non erano altro che confronti attraverso il dialogo, erano aperti a qualsiasi argomento riuscisse a coprire perciò vorrei qui sganciarlo dalle polemiche politiche. Alcune volte non rispondeva neppure direttamente alla questione ma consigliava all’interlocutore confuso la preghiera perché non sempre andavano per sfidarlo ma talvolta per chiedergli una parola di aiuto.
Ha dimostrato stima per la Vergine Maria dicendo che gli stessi protestanti la sottostimavano e che dovrebbero dargli più spazio. Veniva visto nelle chiese cattoliche e a messa con la moglie cattolica e stimava la chiesa cattolica, tutto questo nonostante fosse evangelico pur avendo qualche difficoltà magari col ministero petrino ma avrebbe dovuto incontrare un vescovo pochi giorni dopo la sua morte e ci sono messaggi in cui mostrava aperta simpatia per il tal vescovo. 
Insomma, pur se protestante sembra che stesse dirigendosi all’ovile santo, già pubblicamente ne mostrava i segni.
Papa Francesco diceva di costruire ponti, usare il dialogo e questo ragazzo ha speso la sua vita in questo: creare ponti dialogando che mi sembra la base, affianco alla preghiera, per essere operatori di pace.
 La domanda è questa: a prescindere dal contenuto troppo vasto dei suoi dibattiti, in cui avrà certamente commesso errori (penso sia impossibile non farne in migliaia di dibattiti estemporanei su domande che non si conoscono finché non vengono poste) si può dire martire di Cristo date le premesse? Credo che la questione non se la pongano in pochi, tanti altri vedo lo diano per scontato. 
Poiché la sua attività aveva alla base la fede ed era noto proprio per questa suscitando il cambiamento in molte persone che ora ne danno testimonianza e lui stesso diceva di voler essere ricordato per la sua fede, e non perdeva occasione di testimoniare Cristo.  
Sono certo che chiunque muoia per la fede in Cristo, pur se protestante, sia martire. Nel suo specifico caso si può dire? 
A me non interessa la questione politica e ci tengo a ripeterlo, voglio sapere se posso considerarlo un martire anzitutto cristiano come tanti altri protestanti che hanno dato la vita nel mondo.
  Il vescovo James Conley ha scritto “I think its safe to say Charlie was a martyr for the truth.” Riportando a un articolo cattolico su di lui, lo ha definito martire per la verità. In tal caso sarebbe un martire cristiano?
Grazie e scusi ancora la questione spinosa, spero tanto possa rispondermi, almeno privatamente.
Un abbraccio, una preghiera.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. l’uccisione di Kirk, di cui conoscevo praticamente nulla prima della sua morte, mi ha provocato grande dolore.
La foto subito postata, che lo ritraeva con la moglie e due figli ancora piccoli non poteva non muovere alla commozione.
Posso dire che tutte le persone che ho incontrato si sono sentite scosse e profondamente turbate per questo vile assassinio.

2. C’era – a mio parere – sul volto di Kirk una cosa che colpiva: la luminosità e il sorriso.
I maestri di vita spirituale – tra questi in modo particolare San Giovanni Bosco – sono concordi nel dire che l’occhio è lo specchio dell’anima.

3. Ho sentito il discorso della moglie in occasione dei funerali. Credo che i sentimenti espressi in quell’occasione siano gli stessi del marito, con il quale era una cosa sola.
Tutto nella moglie è stato profondamente cristiano, a partire dal perdono.

4. Se è così, come io reputo, mi sono parse infinitamente strane le affermazioni di chi lo ha definito “seminatore di odio”.
Tra le ragioni riportate in alcuni commenti emergeva la seguente: perché era contrario all’aborto.
Questo sotto un certo aspetto non meraviglia: chi è favorevole all’aborto non ha pietà per un innocente indifeso.
La stessa mala pianta porta a considerare seminatore di odio chi a tutti i costi vuole difendere la vita di un essere umano innocente e indifeso.

5. Chi ha conosciuto Kirk, anche tra vescovi cattolici, l’ha definito martire della verità.
Io non ho gli strumenti (e cioè la conoscenza di tutto il suo pensiero) per poterlo definire tale.
Lo stesso Dicastero per i santi, al quale peraltro non compete il giudizio poiché Kirk non era cattolico, prima di giungere alla definizione di martire per una determinata persona, fa tutto il suo processo canonico.
Non posso esprimere a lume di naso una tale affermazione.
In ogni caso, almeno in senso laico, è stato un martire e cioè un testimone dei valori in cui ha creduto, che proponeva attraverso il dialogo e non con la violenza.

6. La testimonianza composta, addolorata, silenziosa, estremamente pacifica di tanti giovani e di tante persone ai suoi funerali è stata tutto il contrario di ciò che avviene nell’estremismo violento che difende la propria causa con la distruzione di ogni cosa. Se avesse seminato odio, nei giorni seguenti alla sua morte e al suo funerale, lo si sarebbe visto. Mentre si è constatato tutto l’opposto.
C’è da chiedersi come non si possa prendere atto di questo.

7. Tu chiedi infine se possa almeno essere definito martire di Cristo.
Dobbiamo riconoscere che Kirk testimoniava apertamente la sua fede cristiana.
A chi gli aveva chiesto in un programma televisivo andato in onda il 29 giugno 2025, poco più di due mesi prima del suo assassinio, su come desiderava essere ricordato dopo la morte, aveva risposto così: “Se un giorno dovessi morire, vorrei essere ricordato per il coraggio e per la mia fede. Questa sarebbe la cosa più importante: la mia fede!”.
Alludeva evidentemente alla fede cristiana, non alla fede politica, tant’è che molti giovani hanno dichiarato di essere stati spinti alla fede e alla preghiera dopo la sua tragica morte.
Tuttavia non è stato ucciso esplicitamente per la sua fede in Cristo ma perché combatteva cause diverse da quelle del suo sicario.
Ti ringrazio per questa mail.
Ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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