Quesito

Buongiorno padre,
scusi ancora del disturbo, mi è venuta alla mente un’altra domanda da porle: teoricamente, è possibile aggiungere alla Bibbia (da parte della Chiesa Cattolica naturalmente) altri libri, nel caso in cui questi fossero giudicati ispirati al pari degli altri già presenti?
Come sempre la affido alle mie preghiere ed affido me alle sue ed alla sua Benedizione.
La ringrazio anticipatamente della risposta, le auguro un buon sabato ed una Santa Domenica.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. no, non è possibile aggiungere qualche altro libro ispirato a quelli fissati nel canone delle Sacre Scritture.
Non ci sarebbe nessun motivo valido per ritenerlo ispirato perché la Chiesa ha riconosciuto tra i libri ispirati tutti quelli che sono quelli che da sempre, da tutti e dovunque sono stati ritenuti tali.

2. Ora se si scoprisse qualche libro presentato come ispirato, gli mancherebbe queste tre note che sono essenziali e ineliminabili.
Con questi criteri la Chiesa ha definito con il concilio di Trento il canone dei libri ispirati.

3. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ricorda che in Cristo si è compiuta la Divina Rivelazione: “«Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Eb 1,1-2). Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, è la Parola unica, perfetta e definitiva del Padre, il quale in lui dice tutto, e non ci sarà altra parola che quella” (CCC 65)

4. Poi aggiunge quanto ha scritto San Giovanni della Croce: “Dal momento in cui ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva Parola, ci ha detto tutto in una sola volta in questa sola Parola e non ha più nulla da dire. […] Infatti quello che un giorno diceva parzialmente ai profeti, ce l’ha detto tutto nel suo Figlio, donandoci questo tutto che è il suo Figlio. Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo e va cercando cose diverse o novità al di fuori di lui” (Salita al Monte Carmelo 2,22).

5. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma inoltre che “non c’è da aspettarsi alcuna nuova rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo.
Tuttavia, anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata; toccherà alla fede cristiana coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli” (CCC 66).

6. La Divina Rivelazione, che impegna la nostra fede, si è conclusa con la morte dell’ultimo Apostolo.
Le varie apparizioni e rivelazioni avvenute nel corso dei secoli sono considerate rivelazioni private “alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di «migliorare» o di «completare» la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica” (CCC 67).

7. Il Catechismo della Chiesa Cattolica precisa infine che “la fede cristiana non può accettare «rivelazioni» che pretendono di superare o correggere la Rivelazione di cui Cristo è il compimento.
È il caso di alcune religioni non cristiane ed anche di alcune recenti sette che si fondano su tali «rivelazioni»” (Ib.).
Ti ringrazio di cuore per le preghiere che mi hai permesso. Le contraccambio volentieri.
Ti benedico e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo

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