Quesito

buonasera carissimo padre Angelo,
un mio amico mi ha detto che “Paolo di Tarso era una persona come noi, quindi la sua opinione vale quanto la nostra”
E che “La Bibbia non è “parola di Dio”…. è scrittura ispirata da Dio, certamente in essa ci sono frasi dette da Dio, ma tramite persone umane come noi. Per quanto riguarda Gesù, sì, può essere considerata parola di Dio ciò che lui ha detto”
È corretto?
Un filiale abbraccio e saluto, in comunione di preghiera.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. San Paolo è stato un apostolo per adozione, per chiamata, per vocazione.

2. A questo proposito la Bibbia di Gerusalemme scrivere: “apostolo: questo titolo di origine giudaica, che significa inviato, è applicato nel Nuovo Testamento ora ai 12 discepoli scelti da Cristo per essere suoi testimoni, ora in senso più largo, ai missionari del Vangelo.
Benché non faccia parte del gruppo dei 12, Paolo è tuttavia apostolo in senso pieno, perché Cristo risorto lo ha inviato ai pagani (At 26,17) e quindi in nulla è inferiore ai Dodici. Come loro ha visto Cristo risorto (1 Cor 9,1) e ha ricevuto da lui la missione di essere suo testimone. Pur riconoscendosi l’ultimo degli apostoli (1 Cor 15,9), Paolo sottolinea chiaramente che è uguale a loro e che non deve a loro il suo Vangelo (Gal 1,1.17.19).

3. Sotto questo aspetto, essendo apostolo al pari degli altri e anzi diventando l’apostolo per antonomasia, godeva della Divina Rivelazione.
Ne dà testimonianza anche il fatto che dopo aver proclamato nella liturgia della Messa qualche tratto delle sue lettere, viene detto: “Parola di Dio”. Cosa invece che non si dice del tuo interlocutore.

4. Il tuo interlocutore dice anche che la Bibbia non è parola di Dio ma scrittura ispirata da Dio.
Ebbene, proprio domenica scorsa nella seconda lettura abbiamo sentito la seguente espressione: “Tutta la Scrittura, ispirata da Dio” (2 Cor 3,16).
Nel testo greco, anziché avere tre parole “ispirata da Dio” ce n’è soltanto una: Theopneustos, che deriva da Theos, Dio, e pneo, soffiare. Letteralmente significa: soffiata da Dio, e cioè proveniente dalla bocca di Dio.
Ne segue che Dio è l’autore principale della Sacra Scrittura. Egli si serve degli agiografi, gli scrittori sacri, come di strumenti in modo che essi scrivano ciò che Egli vuole.

5. La Chiesa nel suo magistero insegna che per libri ispirati si intendono quei libri che hanno per autore Dio.
Ecco che cosa dice il concilio Vaticano I: “La Chiesa li considera tali non perché, composti per opera dell’uomo, sono stati poi approvati dalla sua autorità, e neppure soltanto perché contengono senza errore la rivelazione; perché, scritti sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, hanno Dio per autore e come tali sono stati trasmessi alla Chiesa” (Costituzione sulla fede cattolica, capitolo secondo: la rivelazione, DS 3006).
6 Il Catechismo della Chiesa Cattolica puntualizza questa dottrina in tre importanti affermazioni.
La prima è contenuta al numero 105.
Ecco che cosa dice: “Dio è l’Autore della Sacra Scrittura.
«Le cose divinamente rivelate, che nei libri della Sacra Scrittura sono contenute e presentate, furono consegnate sotto l’ispirazione dello Spirito Santo.
La Santa Madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché, scritti sotto ispirazione dello Spirito Santo, hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa» (cfr. Concilio Vaticano I, DS 3006 e Dei Verbum 11).

7. La seconda affermazione: “Dio ha ispirato gli autori umani dei Libri Sacri. «Per la composizione dei Libri Sacri, Dio scelse degli uomini, di cui si servì nel possesso delle loro facoltà e capacità, affinché, agendo Egli stesso in essi e per loro mezzo, scrivessero come veri autori tutte e soltanto quelle cose che Egli voleva» (DS 3293 e Dei Verbum 11)” (CCC 196).

8. La terza affermazione: “I libri ispirati insegnano la verità.
«Poiché dunque tutto ciò che gli autori ispirati o agiografi asseriscono, è da ritenersi asserito dallo Spirito Santo, si deve dichiarare, per conseguenza, che i libri della Scrittura insegnano fermamente, fedelmente e senza errore la verità che Dio per la nostra salvezza volle fosse consegnata nelle sacre Lettere» (DS 3006 e Dei Verbum 11) (CCC 107).

9. Essendo tutta la Sacra Scrittura parola di Dio, il Vangelo ha una eminenza particolare.
La Costituzione dogmatica Dei Verbum del Concilio Vaticano II afferma: “A nessuno sfugge che tra tutte le Scritture, anche quelle del Nuovo Testamento, i Vangeli possiedono una superiorità meritata, in quanto costituiscono la principale testimonianza relativa alla vita e alla dottrina del Verbo incarnato, nostro Salvatore.
La Chiesa ha sempre e in ogni luogo ritenuto e ritiene che i quattro Vangeli sono di origine apostolica. Infatti, ciò che gli apostoli per mandato di Cristo predicarono, in seguito, per ispirazione dello Spirito Santo, fu dagli stessi e da uomini della loro cerchia tramandato in scritti che sono il fondamento della fede, cioè l’Evangelo quadriforme secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni” (DV 18).
Anche la provocazione del tuo interlocutore giova a chiarire le idee.
Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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