Quesito

Buongiorno Padre Angelo.
leggendo nel vostro sito ho visto una sua risposta data ad un utente su cosa pensare e dire al momento della consacrazione Eucaristica.
Lei Padre aveva citato anche un episodio di Padre Pio che al momento della consacrazione Eucaristica piangeva,e alla domanda del perché  piangeva,lui rispondeva dicendo "come si faceva a non piangere pensando alla morte di Gesu".
Adesso mi sorge un dubbio. Anche io in quel momento penso alla morte di Gesù  ma ho altre reazioni.
Al momento che mi inginocchio il mio corpo la mia mente anima sono immersi in lui.
Mi sento in uno stato di benessere di abbandono, in una immensa pace assorto inebriato estasiato perduto nel mio essere, e  con pieno amore comincio a benedire ogni parte del suo corpo
il Suo Ss. Sangue
il Suo Santo Cuore
le Sue Sante Piaghe
il Suo Santo Corpo
il Suo Santo nome
il Suo Santo Spirito
la Sua Santa Corona di Spine
la Sua Santa Croce e continuo benedicendo ogni creatura del cielo,
gli Angeli
i Santi
le Anime del Purgatorio
la nostra gran Madre di Dio la Vergine Immacolata Maria
lo Spirito Santo Paraclito
il nostro Padre Dio Onnipotente
I bambini non nati ed altro ancora uno ad uno li benedico tutti…..
Vorrei in quel momento che il tempo non passasse mai, perché alla fine della preghiera Eucaristica,tutto il mio essere trova un immenso peso fatica sforzo nel doversi ridestare da quel profondo stato di concentrazione assopimento a rialzarsi per continuare la santa Messa.
ORA mi domando NON provando dolore sofferenza per la sua Morte ma profano quello che ho descritto,sono in errore? In peccato? È  una trappola Dell antico nemico che mi inganna?
Non amo ancora Gesù?  
C’è  qualcosa di anormale?


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Padre Pio ha goduto di una particolare immersione nella passione del Signore.
Altri al momento della consacrazione o della preghiera eucaristica possono vivere esperienze diverse.
Si legge di alcuni che nell’ostia appena consacrata vedevano apparire Gesù bambino che si dona a noi.
L’immagine di Gesù bambino è nella logica della passione e morte di Nostro Signore che si è fatto piccolo, anzi si è annientato per amor nostro.

2. Sant’Ignazio di Loyola invece durante la Messa godeva di una comunione straordinaria con la SS. Trinità.
Ecco che cosa scrive lunedì 3 marzo 1545: “Durante tutta la Messa provai grande amore e devozione e versai moltissime lacrime; questa devozione ed amore avevano come oggetto la beata Trinità. Non avevo una conoscenza speciale o visioni distinte delle tre Persone, ma una semplice consapevolezza o una rappresentazione della beata Trinità.
Ebbi occasionalmente le stesse sensazioni con Gesù come oggetto: mi sembrava di essere sotto la sua ombra, come se egli fosse mia guida, ma senza diminuzione della grazia che stavo ricevendo dalla beata Trinità; al contrario, mi sembrava che fossi più unito alla divina Maestà”.

3. Sempre Sant’Ignazio domenica 11 maggio 1545 scrive: “Le lacrime durante la Messa, molte lacrime continue durante la Messa, loquela interna (voci interiori) della Messa sembravano essermi concesse divinamente, come avevo pregato quello stesso giorno, perché, durante la settimana, avevo qualche volta sperimentato la loquela esterna e qualche volta no, ma l’interna più raramente, sebbene il sabato la ebbi un po’ più chiara. Allora, anche durante tutte le Messe della settimana, sebbene non avessi avuto lacrime, ho subìto maggior quiete o appagamento durante tutta la Messa, per il godimento della loquela, insieme alla devozione che potevo provare, che le altre volte in cui, durante una parte della Messa, avevo le lacrime. Quelle lacrime che provavo oggi sembravano completamente diverse da tutte le altre del passato; venivano così lentamente, sembravano così interiori ed erano così soavi, senza clamore o grandi sussulti. Pensavo che venissero dal di dentro, sebbene non lo posso spiegare. Durante la loquela interna ed esterna, mi sentii totalmente mosso all’amore divino e a questo dono di loquela, concessomi divinamente, sentii dentro di me una grande armonia che accompagnava la loquela interna, ma non la posso esprimere”.

4. Mi piace riportare anche uno stralcio delle esperienze di santa Faustina Kowalska durante Messa e la Comunione.
Ecco che cosa scrive il 10.1.1938:
“Oggi mi preparo alla Tua venuta, come una promessa sposa che attende la venuta dello Sposo. Il mio promesso Sposo è un gran Signore. I cieli non riescono a contenerLo. I Serafini, che stanno accanto a Lui, velano il loro volto e ripetono incessantemente: Santo, Santo, Santo. Questo gran Signore è il mio Sposo. Per Lui cantano i Cori, davanti a Lui si prostrano i Troni, di fronte al Suo splendore il sole sembra spento. E tuttavia questo gran Signore è il mio Sposo. O cuore mio, esci da questo profondo stupore nel considerare come Lo adorano gli altri, non c’è più tempo ormai, sta arrivando, è già alla tua porta. Gli vado incontro e l’invito nella dimora del mio cuore, umiliandomi profondamente davanti alla Sua Maestà. Ma il Signore mi alza dalla polvere e quale sposa m’invita a sedermi al Suo fianco ed a confidarGli tutto ciò che ho nel cuore. E io, incoraggiata dalla Sua bontà, chino il mio capo sul Suo petto e Gli parlo di tutto. Dapprima Gli parlo di ciò che non direi mai a nessuna creatura.
Poi parlo delle necessità della Chiesa, delle anime dei poveri peccatori, di quanti hanno bisogno della Sua Misericordia. Ma il tempo passa presto. Gesù, debbo uscire per compiere i doveri che mi attendono. Gesù mi dice che c’è ancora un momento per salutarci. Un profondo sguardo reciproco e per un momento apparentemente ci separiamo, mentre in realtà non ci separiamo mai. I nostri cuori sono continuamente uniti; benché all’esterno io sia presa da vari impegni, la presenza di Gesù mi mantiene senza alcuna interruzione in un profondo raccoglimento”.

5. Pertanto sono diverse le esperienze di cui Gesù favorisce le anime durante la celebrazione della Messa.
Tu continua così. Quello che provi è molto bello. È una grazia straordinaria del Signore.
Non c’è bisogno che ti dica di ringraziare il Signore perché ti concede il favore della Messa e tutto ciò che provi durante la Messa.
Ti ringrazio per la tua testimonianza che gioverà a molti visitatori..
Ti auguro un Santo Natale, ti ricordo al Signore  e ti benedico.
Padre Angelo

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