Quesito

Caro Padre Angelo,
volevo chiederle che cosa ne pensa dei profumi… ovvero che cosa significa avvertire improvvisamente e senza motivo un intenso profumo che inspiegabilmente come viene scompare.
A me è successo alcune volte e non ne capisco il senso.
Inoltre vorrei sapere cosa c’è di vero relativamente ai profumi dell’amato padre Pio.
La ringrazio molto per la sua gentile disponibilità.
Un caro saluto
Anna


Risposta del sacerdote

Cara Anna,
1. colgo l’opportunità del tuo quesito per dire una parola sul profumo che emana dai corpi morti di santi, sul profumo che talvolta all’improvviso emana dalle mani di qualcuno o che si fa sentire nell’aria senza che vi sia una sorgente da cui si sprigiona.
Il corpo umano in stato normale emana un odore che varia secondo la razza, il sesso, la
pigmentazione cutanea e altre cause.
In genere tutti questi odori sono poco
gradevoli, motivo per cui si cerca di attenuarli e di coprirli con le cure dell’igiene e l’uso
dei profumi.

2. Quello che emana dai santi generalmente è un aroma singolare che nulla ha di comune con i profumi della terra.
I testimoni che lo hanno sperimentato esauriscono tutte le analogie con i profumi di questo mondo per far comprendere la soavità e la fragranza di questo profumo misterioso.
E concludono dicendo che si tratta di un aroma inconfondibile che non ha riscontro sulla terra.

3. Sulla sua origine Benedetto XIV scrive: “È possibile che il corpo umano possa naturalmente non emettere cattivi odori, ma che emetta buon odore è una cosa che sorpassa le forze naturali, come l’esperienza
insegna. Di conseguenza se il corpo umano, corrotto o incorrotto, in putrefazione o no… emana un odore soave, persistente, che non molesta nessuno, ma che sembra gradevole a tutti, bisogna attribuirlo a una causa superiore e pensare a un miracolo” (De servorum Dei beat., l. 4, p. 1, c. 31, n. 24).
Se a questo aggiungiamo gli effetti soprannaturali che il fenomeno suole produrre nelle anime di coloro che lo percepiscono – devozione, pace, impulsi di santificazione, ecc. – non potremo più dubitare della sua origine divina.

4. Questo fenomeno, conosciuto col nome di osmogenesi, consiste in un certo profumo di squisita soavità e fragranza che si sprigiona alle volte dal corpo morto dei santi o dai sepolcri dove riposano le loro spoglie.
Viene inteso come simbolo del buon odore delle virtù eroiche che praticarono, come una manifestazione della loro santità e anche una comunicazione anticipata delle perfezioni del corpo glorioso.
Tali sono i profumi di Padre Pio, che si avvertono ovunque e nei luoghi più impensati. Sono un segno sensibile della sua vicinanza e della sua intercessione davanti a Dio a nostro favore.

5. Non sono pochi i casi dei corpi morti dei Santi che hanno emanato profumi. Tra questi mi piace ricordare san Tommaso d’Aquino.
La più antica testimonianza di questo fenomeno la troviamo negli Atti dei martiri un favore di San Policarpo, discepolo di San Giovanni evangelista: “Il fuoco non intaccò il corpo di San Policarpo, e anzi un profumo d’incenso e mirra allontanava il cattivo odore dell’incendio” (Atti dei martiri, 110).

6. Tuttavia questo profumo potrebbe avere una causa preternaturale.
In altre parole potrebbe essere originato dal demonio per confondere gli uomini.
Nella  vita del Beato Giordano di Sassonia, primo successore di San Domenico, si legge che tra le tante astuzie di cui il demonio si servì per ispirargli pensieri di vanagloria, vi fu anche quella di provocare una deliziosa emanazione di profumo dalle sue mani che riempiva tutto il convento. Siccome però il santo religioso aveva pregato il Signore perché gli facesse conoscere la provenienza di quell’odore, seppe per rivelazione che si trattava di un’insidia del demonio. Da quell’istante l’odore scomparve per sempre.

7. Il Beato Giordano racconta che simile operazione il demonio la stava facendo anche con un frate che era visibilmente tormentato dal demonio: “Il corpo dell’ossesso (fra Bernardo) era alle volte meravigliosamente compenetrato di odori di una soavità superiore ad ogni capacità di confezione degli uomini. Impose anche a me subdolamente tale genere di tentazioni, fingendo poi di essere gravemente molestato da tali odori come se essi provenissero dal cielo per mezzo di un angelo, mentre era lui certamente che mi tendeva questa insidia, per far nascere in me una temeraria presunzione di santità.
Una volta, infine, dopo aver duramente torturato quel frate alla nostra presenza, il diavolo, fingendo gran turbamento cominciò a gridare: «Ecco l’odore, ecco l’odore, ecco l’odore!». E dopo un po’ cosparse il frate della soavità di quel profumo, fingendo però col volto e con la voce di patirne orrore e dispetto. Poi mi disse: «Sai di che cosa provo dispetto in questo momento? Ecco che l’angelo di questo frate è venuto a consolarlo con soavissimi odori e tale sua consolazione mi è causa di grande tormento. Ma ecco che io dai miei tesori estraggo per te un altro tipo di profumo col quale io sono solito apparire». E non aveva ancora finito di parlare che subito appestò l’aria con odore di zolfo, cercando con questa successione di odori di dissimulare l’inganno della soavità precedente. Mi fece così molti di questi tiri. Io ne rimanevo assai turbato: diffidavo certo dei miei meriti: ma nello stesso tempo ero pieno di incertezze, trovandomi circonfuso di prof’umo dovunque andassi. Non osavo quasi più tirar fuori le mani, nel timore di perdere quella fragranza, di cui ancora non conoscevo la provenienza. Se levavo il calice, come si fa ad esempio quando si trasporta l’ostia del Corpo del Signore, mi sembrava che uscisse da quel calice un odore così meraviglioso e soave, da esserne tutto trasformato per l’intensità di quella dolcezza.
Ma lo spirito di verità non tollerò che gli inganni di quello spirito maligno durassero troppo a lungo. Un giorno, infatti, in cui in un certo luogo stavo preparandomi a celebrare la Messa e recitavo con una certa attenzione il Salmo (34,10) Judica, Domine, nocentes me, che è indicato per cacciare le tentazioni, giunto al versetto Omnia ossa mea dicent, Domine quis similis Tibi all’improvviso fui investito da tale intensità di dolcezza odorifica, da sembrarmi che ne fossero invase tutte le midolla delle mia ossa. Ne rimasi stupefatto e colpito più del solito per questo singolare fenomeno; per cui pregai il Signore che se ciò avveniva per inganno diabolico, si degnasse rivelarlo e non permettesse più a lungo che un potente malmenasse un povero che non può aspettarsi aiuto da altri. Avevo appena finito di fare questa preghiera al Signore, – lo dico a sua gloria – che ricevetti una tale illuminazione interiore e una così completa certezza della verità infusami, che io non esitai più minimamente a riconoscere in tutto ciò una macchinazione del fraudolento nemico” (Giordano di Sassonia, Libellus de principiis Ordinis, 116-118).

8. Pertanto dinanzi al comparire inaspettato di profumi è sempre necessario essere guardinghi, diffidare dalla presunzione di avere un’anima eletta, e di assumere l’atteggiamento di umiltà e di preghiera del beato Giordano perché se tali fenomeni non vengono da Dio subito scompaiano.

Ti ringrazio del quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo