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Quesito

Buongiorno Padre Angelo,
Sono una donna di 30 anni cresciuta con la classica educazione cattolica “di facciata”, nel senso che, come accade spesso, ho fatto tutti i sacramenti fino alla Cresima perché “andavano fatti”, ma mia madre era la prima che sbuffava quando la domenica doveva portare me e mio fratello in chiesa.
Negli anni ho avuto un rapporto di “tira e molla” con la fede, ma senza essere mai realmente convinta né in un senso né nell’altro. Ho commesso anche tanti sbagli, ho vissuto la sessualità con troppa leggerezza e per questo sono profondamente pentita.
Da qualche mese, infatti, sto però attraversando un periodo particolare, e penso che la leva sia stata il mio matrimonio avvenuto lo scorso maggio (per coerenza solo civile): mio marito è entrato nella mia vita in un momento particolare, ero letteralmente sull’orlo del baratro e lui mi ha fatto di nuovo credere nell’amore, e non ho mai avuto alcun dubbio sui miei sentimenti per lui e su quanto mi sia sentita fortunata (o forse benedetta?) per l’averlo incontrato. Ecco, nonostante questo mi sono ritrovata ad affrontare il periodo immediatamente precedente e subito successivo al matrimonio con grossa difficoltà, grossi dubbi, addirittura voglia di fuggire.
Calmate le acque mi sono resa conto, però, di qual è il problema, e cioè che nella nostra unione manca qualcosa, ossia il consolidamento davanti a Dio. Sto avendo anche difficoltà a vivere l’intimità con lui, perché sento che non è una situazione “regolare”, e la vivo doppiamente male perché ho la consapevolezza che potremmo tranquillamente risolverla.
Mio marito tra l’altro è agnostico (come lo ero anch’io fino a poco tempo fa), e pur avendo profondo rispetto per la fede altrui non ha vissuto la mia stessa crisi spirituale. Ecco, io sento di dover intraprendere in primis un percorso spirituale personale, ma per un percorso finalizzato a un autentico Matrimonio (l’uso della maiuscola non è casuale) immagino che sia imprescindibile la condivisione spirituale nella coppia. Pregherò affinché anche per lui la fede si manifesti e gli dia la forza di intraprendere questo percorso, ma qualora non fosse possibile si può ricorrere a un rito misto?
Oltre a questo ho tanti dubbi etici che mi attanagliano: se in futuro avessimo un figlio/figlia e si scoprisse omosessuale, come ci dovremmo comportare? In cuor mio le dico che, sinceramente, non avrei alcun problema e amerei quel figlio allo stesso modo, ma come si concilia questo con la dottrina cattolica? Dovrei, da madre, oppormi in qualche modo? Altra domanda: da due anni e mezzo assumo, per motivi medici, la pillola anticoncezionale. Purtroppo ho avuto due cisti ad entrambe le ovaie per le quali l’unica alternativa era l’intervento chirurgico, che avrebbe rischiato di compromettere la mia fertilità. Mi è stato inoltre indicato dai medici di continuare ad assumere la pillola fino alla decisione di avere un figlio, in quanto il rischio di recidiva è presente. Sono ben informata sui metodi naturali e su quanto possono essere sicuri e non divisivi nella coppia come gli anticoncezionali standard, e io per prima non sono certo felice di assumere la pillola, ma essendoci questo problema come mi devo comportare?
So di avere un percorso lungo da fare, tuttora mi ritrovo a commettere peccato e le chiedo di pregare per me affinché la fede diventi sempre più salda in me, e le chiedo inoltre di darmi qualche consiglio per aiutare io stessa questa fede ad attecchire finalmente in modo saldo nella mia anima.
La ringrazio in anticipo, e in vista delle feste imminenti le porgo gli auguri di un Santo Natale (2019).
Sara

 


 

Risposta del sacerdote

Cara Sara,
1. solo oggi purtroppo sono giunto alla tua mail e te ne domando scusa. Tanto più che eri all’inizio di un rapporto ritrovato con Dio.
E ritrovato subito dopo aver contratto un matrimonio civile.
Dici che senti che manca ancora qualcosa al tuo matrimonio.
È vero, manca quella benedizione che rende immortale a tutti gli effetti la vostra donazione vicendevole.
Certamente vi è donazione fra voi. C’è il desiderio da parte vostra che questa donazione sia immortale.
Ma l’immortalità effettiva, e non soltanto auspicata, può venire solo da Colui che è il Signore della vita.
Quando ti sarai sposata col matrimonio sacramento sentirai che le cose stanno diversamente. Vi sentirete una cosa sola in Dio immortale ed eterno.

2. Ecco che cosa ha detto uno scrittore cristiano del secondo secolo, Tertulliano: “Come sarò capace di esporre la felicità di quel matrimonio che la Chiesa unisce, l’offerta eucaristica conferma, la benedizione suggella, gli angeli annunciano e il Padre celeste ratifica?…
Quale giogo quello di due fedeli uniti in un’unica speranza, in un unico desiderio, in un’unica osservanza, in un unico servizio!
Entrambi sono figli dello stesso Padre, servi dello stesso Signore; non vi è nessuna divisione quanto allo spirito e quanto alla carne.
Anzi, sono veramente due in una sola carne e dove la carne è unica, unico è lo spirito” (Tertulliano, Ad uxorem, 2, 9).

3. Fai bene a pensare al matrimonio sacramento con tuo marito.
Penso che sia tuo desiderio e sia desiderio anche di tuo marito sentire quelle parole divine che hanno il potere di rendervi una cosa sola, indistruttibile:
“E ciò che Dio ha unito l’uomo non lo divida” (Mt 19,6).
Uniti per sempre!
Una cosa sola per sempre: nella preghiera, nell’offerta, nel servizio di Dio!

4. Il servizio di Dio si esprime nella dedizione vicendevole, nella preghiera comune e talvolta anche nella sopportazione reciproca che Dio stesso ripaga per tutte e due con una ricompensa eterna: “le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi” (Rm 8,18).

5. Fai bene ad aspirare a quella perfetta unione nella quale non vi sarà alcuna divisione tanto nello spirito quanto nella carne e vi sentirete tutti e due sono figli dello stesso Padre e servi dello stesso Signore.

6. Sì, prega perché il Signore ti conceda presto di poter vivere una simile unione con tuo marito.
Chiedi a Maria che intervenga per te davanti a Gesù come è intervenuta un giorno a Cana di Galilea.
Quando è la Madonna che chiede la grazia è certa.

7. Desidero infine toccare anche un altro punto della tua vita matrimoniale, quella dell’assunzione della pillola per finalità terapeutica.
Come sai, la Chiesa non ha nulla di dire su questo, perché in questo caso la sterilità temporanea non è direttamente voluta, ma tollerata.
Tuttavia mi è capitato di leggere proprio in questi giorni come di fatto la contraccezione chimica sospendendo l’ovulazione sospende anche esteriormente i segni della fecondità della donna con la conseguenza che la donna viene in qualche modo allontanata dalla verità su se stessa, non ha più sottomano il segno sensibile che la rimanda al vero significato della sessualità e non legge più nel suo corpo il progetto del suo Creatore.
Attraverso il ciclo naturale di fertilità la donna custodisce il significato del proprio corpo, è informata dal suo stesso corpo sulla verità del suo essere che è quello di farsi dono.
Mi pare quanto mai pertinente questa osservazione.

8. Ulteriormente sono stato colpito dal sapere che quando sta per giungere il momento dell’ovulazione la donna viene influenzata dagli ormoni che operano per creare nel suo grembo un luogo adatto alla gestazione di un figlio.
E che proprio per questo si sente maggiormente in armonia con se stessa e si trova in uno stato di particolare benessere fisico e psicologico.
In tutto il suo essere, sia quello spirituale che quello corporeo, la donna è strutturata per comunicare vita, per darsi dono.

9. Proprio per questo ti auguro di poter giungere a non dover più far uso di quel medicinale che, pur lecito nella circostanza in cui l’assume, ti toglie tuttavia qualche cosa di particolarmente prezioso.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo