Quesito

Caro Padre Angelo Bellon, 
sono un ragazzo di 24 anni (…).

3) Dio è infinitamente buono o infinitamente tollerante per alcuni peccati?
Supponendo che mi venga data una risposta soddisfacente alle prime due domande che mi garantisca di capire perchè Dio sarebbe solo buono, non capirei comunque il concetto di infinitamente buono.
Tutti noi sappiamo che infinito significa qualcosa di non misurabile.
Per intendermi: pur escludendo la nascita del male e del peccato, se Dio veramente permettesse l’inferno, non sarebbe comunque giusto definirlo "solo buono" o "infinitamente buono"; per infinitamente buono si dovrebbe intendere qualcuno che non punirebbe mai nessuno (per lo più in eterno) con una pena simile a quella dell’inferno. Sembrerebbe che "infinitamente buono" possa non essere il termine corretto per descrivere Dio, date le descrizioni dell’inferno che sarebbero state date da lui stesso all’interno della bibbia. Potrei accettare il concetto di "infinitamente tollerante" per quanto riguarda il perdono di alcuni tipi di peccati. Ancora una volta come spiega ufficialmente la dottrina cattolica questo concetto di infinitamente buono e come interpretano i credenti di Dio questo concetto in qualcosa di solo buono o infinitamente buono?

4) Dio non fa preferenze?
Se i profeti, apostoli, veggenti di madonne o visionari in generale non avessero visto cosi da vicino Dio, molto probabilmente non gli avrebbero creduto così tanto e cosi facilmente; per quale motivo Dio avrebbe preferito queste persone piuttosto che altre, rassicurandole sul fatto della sua esistenza? Sembrerebbe che in questo caso Dio abbia fatto preferenze, dato che la pena per l’incredulo sarebbe l’atroce ed eterno inferno. "Beati coloro che crederanno ma non vedranno" è una bella frase, ma sta di fatto che alcune persone sicuramente non andranno all’inferno, perchè hanno avuto modo di constatare l’esistenza di Dio. Come spiega ufficialmente la dottrina cattolica questo concetto?
La ringrazio ancora molto per una sua eventuale risposta…
Alessandro


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
questa volta unisco alcune delle tue domande.

1. La prima è su Dio, che non sarebbe infinitamente buono perché manderebbe all’inferno.
Ti mando lo stralcio di una risposta che avevo dato ad un nostro visitatore: “Dio non manda all’inferno nessuno, neanche Giuda.
L’inferno è sempre scelto direttamente o indirettamente dagli interessati. È vero che Giuda è stato tentato dal diavolo. Ma il diavolo non gli ha tolto la libertà. Non la può togliere a nessuno. Giuda pertanto si è consegnato volontariamente alla tentazione.
Inoltre non era assolutamente necessario che Gesù fosse tradito per poter essere arrestato e messo a morte.
Il Signore si è servito della malizia di Giuda per compiere la nostra redenzione. In questo vediamo come il Signore, senza togliere a nessuno la libertà, sa piegare anche il male ai fini della redenzione”.

2. Nella seconda domanda dici che Dio farebbe preferenze perché chi ha l’opportunità di avere un’apparizione sarebbe più avvantaggiato nella fede.
Anche questo modo di ragionare non è corretto.
Infatti Dio ama tutti col medesimo atto di amore col quale ama se stesso e a tutti vuole donare se stesso.
In Dio non ci sono tanti atti o tante azioni, come si possono riscontrare nella nostra vita.
Dio è atto puro, è amore puro. E ama tutti donando a tutti un bene infinito: questo bene infinito è Lui stesso.
Avrai sentito della parabola dei lavoratori chiamati alle diverse ore della giornata ai quali è stata data la medesima paga. Questa medesima paga è Lui.
Nella vita presente sembra che qualcuno sia trattato diversamente da un altro. Ma le vie di Dio sono infinite e conducono tutte al medesimo obiettivo. Inoltre Dio rimunera a seconda dei talenti elargiti e trafficati.

3. Tuttavia per quanto riguarda le apparizioni mi piace sottolineare che spesso il Signore ha scelto bambini ancora innocenti.
Penso a Bernadette Soubirous che ha ricevuto 18 apparizioni della Madonna a Lourdes. Era una ragazza povera, analfabeta.
Al momento dell’apparizione aveva 14 anni e doveva ancora fare la prima comunione. In tasca aveva il Rosario. Non sapeva leggere e scrivere, ma ogni giorno recitava il Rosario.
Il Papa Pio XI quando la canonizzò l’8 dicembre 1933 (esattamente ottant’anni fa) disse che “l’unica ricchezza che questa ragazza possedeva era il suo candore interiore”.

4. Qui tocchiamo un altro punto: il candore interiore.
Si legge nella Sacra Scrittura che “la sapienza (Dio) non entra in un’anima che compie il male né abita in un corpo oppresso dal peccato” (Sap 1,4).
Tanti non conoscono Dio perché la loro mente non è più limpida. Quando le acque di un lago sono mosse diventano torbide e non si riesce più a vedere nel fondo. Così capita a molti.
San Tommaso dice che “noi siamo condotti a non gustare i beni spirituali e a non considerarli grandi beni per noi dal fatto che il nostro affetto è guastato dall’amore dei piaceri materiali e in particolare dai piaceri venerei. Vediamo infatti che l’uomo sente disgusto per i beni spirituali e non li cerca come gli altri beni ardui per l’attaccamento a questi piaceri” (S. TOMMASO, Somma teologica, II-II, 20, 4).
Molti (non dico tutti) non credono perché si trovano nelle condizioni descritte da San Tommaso. Non vivono nella purezza. E l’impurità impedisce loro di conoscere Dio.
Non ricordi quello che ha detto Nostro Signore all’inizio della sua predicazione: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5,8)?

5. Non posso neanche dimenticare quello che ha detto Nostro Signore: “la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie” (Gv 3,19).
I bambini scelti da Dio per avere apparizioni erano maggiormente sintonizzarti col cielo a motivo della loro purezza e della loro innocenza.
C’è molto da riflettere su questo e sui motivi per cui non pochi ad un certo punto della loro vita si sono allontanati dal Signore.
Le loro opere li hanno portati in una strada diversa e tutto ha cominciato ad annebbiarsi.
Hanno perso quella grande ricchezza che consiste nel candore interiore, quel candore che dà la capacità di vedere Dio.

Ti chiedo di riflettere su questo.
Ti prometto un ricordo particolare nella S. Messa che tra breve celebrerò e ti benedico.
Padre Angelo

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