Quesito
Caro Padre Angelo,
anzitutto volevo ringraziarLa e farLe i complimenti per questa forma di assistenza spirituale che Lei dà a tutti noi Laici che Le scriviamo. Grazie veramente per l’aiuto che ci dà.
Sono un ragazzo di 22 anni che, dopo anni di dipendenza dalla pornografia e dalla masturbazione è riuscito finalmente a trovare la conversione, è stata dura ma con la sincera volontà di cambiare e la Grazia di Dio tutto è possibile come lei ci insegna da sempre, anzi, non le nascondo che fu proprio una sua risposta ad un quesito che un altro ragazzo Le fece nel lontano 2018 che mi fece scoprire che la masturbazione è un peccato mortale, tuttavia pur essendo io credente e praticante all’epoca del fatto, non le nascondo di aver sottovalutato la cosa, era come se fossi annebbiato, continuavo a persistere nel peccato e mi accostavo ugualmente alla Santa Eucarestia commettendo sacrilegi su sacrilegi. La masturbazione era divenuta ormai una cosa quotidiana, arrivava il desiderio, ed io cadevo sentendo subito dopo un enorme vuoto dentro, avvertivo di aver fatto qualcosa di sbagliato. Ma la tentazione ritornava.
Qualche mese fa, è come se si fosse accesa una scintilla dentro di me e ho sentito un forte bisogno di avvicinarmi veramente a Dio e vincere la tentazione. Così ho confessato con sincera contrizione e profonda vergogna al sacerdote sia il peccato commesso che i sacrilegi commessi.
Rientrato in stato di grazia ho iniziato a pregare le preghiere del mattino e della sera e il Santo Rosario ogni giorno assieme alla famosa preghiera di Papa Leone XIII contro le insidie del maligno e, a partire da quel giorno, in maniera graduale e repentina la tentazione è sparita!
Attualmente sto pregando sempre di più seguendo anche la liturgia delle ore e partecipo alla Messa anche durante la settimana, sto inoltre leggendo e meditando la Bibbia.
I motivi per cui le scrivo sono due:
Il primo è che desidero fortemente amare ancora di più Dio ma è come se non ci riuscissi. Come posso fare? Prego sempre che il Signore accresca la mia fede, a volte soffro di non poterlo amare per quanto io voglia.
Il secondo motivo è che negli ultimi giorni, dopo aver letto che chi commette peccati di impurità è come se flagellasse Gesù alla colonna in maniera più violenta di come fecero i suoi carnefici (lo ha rivelato Gesù a Santa Faustina Kowalska ed ella lo ha riportato nel suo Diario) mi sono sentito nuovamente in colpa per ciò che ho fatto in passato e, pur conoscendo l’infinita misericordia di Gesù sento di averlo ferito troppo. Come mai mi succede questo? Potrò mai riparare per ciò che ho fatto? È forse per questo che non riesco ad amarlo per quanto io desidero?
Ringraziandola anticipatamente, attendo una Sua preziosa risposta.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. sono contento che proprio attraverso il nostro sito sia scoccata quella scintilla che ha messo in moto la tua vita spirituale.
Il peccato che precedentemente teneva prigioniera la tua vita ti rendeva inerte sotto il profilo spirituale.
Ad un certo momento hai bandito decisamente il peccato e te ne sei confessato.
Quella confessione ti ha comunicato la potenza della risurrezione di Cristo (non per nulla questo Sacramento è stato istituito proprio la sera della risurrezione del Signore) e sei ripartito.
Prima eri come una macchina ingolfata che non riusciva a mettersi in moto. Adesso, grazie a Dio, corri speditamente nelle vie del Signore.
2. Mi compiaccio per il Rosario quotidiano che porta Gesù Cristo dentro la tua vita. La preghiera del Rosario non è altro che stare insieme con Gesù tenendo lo sguardo fisso sugli eventi salvifici della sua vita.
Come è stato ricordato da un domenicano francese di cui è in corso il processo di beatificazione “il Rosario non è semplicemente una serie di Ave recitata con devozione; è Gesù che torna a vivere nell’anima attraverso l’azione materna di Maria”.
Questo medesimo domenicano definiva il Rosario come la sua “Comunione serotina”, la comunione della sera. A quei tempi la Santa Comunione si poteva fare solo al mattino.
3. Mi compiaccio anche per la preghiera a San Michele Arcangelo di Leone XIII. In quel momento rendi presente e operante San Michele nella tua vita. Ti rispondo in questa giornata (19 ottobre 2025) in cui Bartolo Longo, il fondatore del santuario della Madonna del Santo Rosario di Pompei, viene proclamato santo.
Bartolo Longo volle che fosse benedetta la prima pietra di questo santuario proprio l’8 maggio, giorno legato all’apparizione di San Michele nel Gargano. Volle che l’erigendo santuario e tutto quello che ne sarebbe sorto attorno rimanesse costantemente sotto il protettorato di San Michele, il principe delle schiere celesti che ha rinchiuso Satana nell’inferno.
4. Sei giunto a un buon punto nella tua vita spirituale anche con la Santa Messa almeno qualche volta durante la settimana e con la Liturgia delle Ore, che ti aiuta a pregare con la Chiesa e per la Chiesa.
Ti raccomando di sostare con Gesù dopo aver ricevuto la particola consacrata. È il momento più santificante della nostra vita perché Gesù riempie la nostra anima con la sua presenza e con la sua grazia. Non tralasciarlo, anche se vedi gli altri correre subito a destra e a sinistra.
Forse talvolta, finita la celebrazione, sarà necessario salutare qualcuno. Ma poi riprendi la tua Comunione e prolungala più che puoi.
Come ricordava San Tommaso d’Aquino, l’eucaristia è l’unico sacramento che non giova solo a chi lo riceve ma a molti perché Gesù ha detto: “E il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6,51).
5. Dici poi che vorresti amare ancora di più il Signore.
Questo desiderio che te l’ha suscitato il Signore perché “è lui che suscita in noi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore” (Fil 2,13).
Innanzitutto ringrazialo perché ti trae insistentemente a Sé.
Ma, adesso concretamente che cosa puoi fare?
Puoi compiere tanti atti espliciti di amore per il Signore.
Ad esempio, si tratta di fare il proprio dovere? Non lo farai soltanto perché è il tuo dovere, ma per amore del Signore.
Si tratterrà di esercitare la pazienza o di vincere qualche tentazione? Lo farai per amore del Signore.
Le occasioni durante la giornata per compiere atti espliciti di amore per il Signore sono continue. Non perderne neanche una.
6. È lo Spirito Santo che ci insegna a fare così.
Si legge infatti nella Sacra Scrittura: “E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre” (Col 3,17).
E “qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini” (Col 3,23),
Quando comincerai a fare così trasformando interiormente le tue azioni in atti di amore per il Signore ti sentirai una sola cosa con Lui. Perché non c’è nessuna realtà che unisca tanto le persone quanto l’amore.
7. Infine ti è capitato di leggere provvidenzialmente quanto il Signore ha detto a Santa Faustina Kowalska.
Questo ti ha addolorato perché ti ha fatto ricordare come hai trattato Gesù per alcuni anni della tua vita.
Anche questa è una grazia.
San Tommaso dice che nessuno veramente ama se nello stesso tempo non è profondamente dispiaciuto di aver offeso il Signore. Le sue testuali parole sono le seguenti: nullus vere diligit qui non vere poenitet (nessuno veramente ama se non è dispiaciuto e non fa penitenza per quanto fatto; In duo praecepta caritatis et in decem legis praecepta expositio, n. 1146)
Anche questo dispiacere è un vero segno che sei sulla buona strada.
Ringrazia il Signore per tutto quello che ha operato nella tua vita.
Chissà quali altre grandi cose farà se gliene dai il consenso!
Augurandoti un lieto e Santo Natale, ti benedico e ti ricordo volentieri nella preghiera.
Padre Angelo
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