Quesito

Caro Padre Angelo,
sono una sua fedele estimatrice e lettrice delle sue risposte dalle quali traggo molti preziosi insegnamenti. Oltre due anni fa mi sono rivolta a lei per un aiuto riguardante il mio matrimonio che era stato celebrato solo civilmente e mi aveva suggerito la "sanatio in radice". Sono felice di annuciarle che il mio matrimonio è stato sanato e ora posso finalmente accedere ai sacramenti. La mia gioia è grande ma soprattutto e grande lo stupore per come il Signore e la sua Chiesa sono stati magnanimi con me. Mio marito è ateo e per me sarebbe stato difficoltoso convincerlo a fare un passo che avrebbe urtato la sua sensibilità e scatenato la sua ira. Ma ciò non è stato necessario perchè quando mi sono rivolta al Vescovo e ho accettato la sua disponibilità ad incontrarlo, con mia grande meraviglia, ho appreso che "la sanatio in radice" poteva venir concessa, per gravi motivi, anche all’insaputa di uno od entrambe le parti. Il Vescovo mi ha congedato con la "sanatio radice" seduta stante e lì ho visto la presenza del Signore che mi stava dando un’enorme grazia. Sarei felice se volesse esprimermi un suo parere su quanto successo. Questa volta tuttavia mi rivolgo a lei per un’altra domanda che è la seguente:
– Cosa dice la Chiesa a proposito della mastectomia preventiva ?
Sono stata colpita da tumore mammario due anni or sono ed ho subito un intervento di mastectomia al seno sinistro. Dopo sei mesi di chemioterapia sono guarita. In seguito ho deciso, su consiglio del mio medico, di effettuare il test genetico, siccome sia mia madre (ora deceduta per questo male) che mia sorella (con recidiva ora sotto controllo) sono state colpite dalla stessa malattia. Il test è risultato positivo. Sono portatrice quindi di un difetto genetico (BRCA2), per intenderci molto simile a quello della famosa attrice Angelina Jolie. Il mio medico a questo punto mi ha vivamente consigliato di effettuare la mastectomia preventiva sull’altro seno (ho 47 anni) , come del resto ha fatto la citata attrice che ha suscitato molto scalpore. Se in un primo tempo ero quasi persuasa di intervenire, ora più passa il tempo più sono perplessa e indecisa. Mi sembra di dover subire una mutilazione per una cosa che nessuno sa se veramente capiterà. Il medico sostiene che è statisticamente provato che per le donne che hanno effettuato l’intervento preventivo, il rischio di ammalarsi è quasi nullo. Sono confusa perchè da una parte ritengo che fare l’intervento, che oltretutto come tutti non è esente da rischi, sia un oltraggio al mio corpo. Dall’altra ho paura che se non lo faccio il Signore possa giudicarmi una irresponsabile visto il rischio così alto di riammalarmi. Tuttavia le devo confessare che questi interventi mi sembrano il frutto di paure e di mancanza di fede. La mia malattia è stata dura ma nello stesso tempo ho sentito forte l’aiuto e la presenza del Signore. Credo che se Lui vorrà darmi un’altra prova, se questa è la Sua volontà me la darà comunque. Quindi mi sembra una pia illusione che facendo la mastectomia si sia immuni dal male.
Gradirei davvero un suo consiglio per aiutarmi a prendere una decisione per il mio bene e quello della mia famiglia.
Caro Padre Angelo, la ringrazio per il tempo che dedica a me e a tutti coloro che ricorrono al suo prezioso aiuto e anch’io nel mio piccolo le assicuro la mia umile preghiera.
Con affetto.
S.


Risposta del sacerdote

Cara S.,
1. esprimo anzitutto la mia gioia per la grande cortesia che ti ha usato il Vescovo concedendoti un’udienza e nello stesso tempo per aver dato la “sanatio in radice” al tuo matrimonio.
Così puoi godere della grazia del sacramento.

2. Di questa grazia ho parlato anche altre volte.
Adesso mi limito a menzionarne solo un aspetto, ricordato peraltro dal Concilio Vaticano II: “come un tempo Dio venne incontro al suo popolo con un patto d’amore e di fedeltà, così, ora, il Salvatore degli uomini e sposo della Chiesa viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del matrimonio” (GS 48).
Si tratta di una grazia che accompagna gli sposi per tutta la vita.

3. Il Signore viene incontro in tanti modi.
Pio XI nella Casti connubii ha detto che nel momento del consenso i coniugi “aprono a sé i tesori della grazia sacramentale, per attingere le forze soprannaturali occorrenti ad adempiere le proprie parti ed i propri doveri fedelmente, santamente, con perseveranza fino alla morte” (CC 42).
Quei tre avverbi meriterebbero un commento uno per uno: “fedelmente, santamente, con perseveranza fino alla morte”.

4. Adesso che puoi accostarti ai sacramenti lo sperimenti ancora di più.

5. In merito invece all’intervento che il medico ti ha consigliato io ti direi di ascoltarlo fiduciosamente.
È vero che si tratta di una menomazione del proprio corpo.
Ma, se questa attualmente è l’unica strada, l’intervento è lecito.

6. Ciò infatti cui si mira con l’intervento di mastectomia non è la menomazione del corpo in quanto tale, ma la prevenzione dal male.
Rientra nei casi contemplati sotto la dizione di “volontario indiretto”.

7. Pertanto, sotto il profilo morale, non fai ingiuria a Dio sottoponendoti all’intervento.
Anzi, proprio sotto il profilo morale ti si potrebbe dire, qualora rifiutassi di farlo, che non hai fatto quanto ti era stato chiesto di fare.
È vero che si tratta sempre di una parziale demolizione del proprio corpo, che giustamente e orgogliosamente vorremmo sempre conservare integro. Ma a volte può essere richiesta anche una rinuncia del genere.
Ricorda che la tua salute non appartiene solo a te, ma anche a tuo marito.

8. È vero, come dici, che la mastectomia potrebbe essere solo una pia illusione di debellare definitivamente il male.
Tuttavia ai singoli compete il dovere di conservarsi in salute, per quanto è possibile.
In ogni caso, almeno in teoria, il rischio di un tumore è parecchio attutito, se non del tutto debellato.

Ti assicuro una particolare preghiera perché tu possa compiere la decisione giusta, quella più conforme alla volontà del Signore,
Ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo