Quesito

Gentile Padre Bellon,
sono un ragazzo adulto di quasi …anni, precario nella mia professione.
Da ormai quasi tre anni e mezzo, dopo una lunga parentesi di cristiano non praticante, frequento attivamente la vita religiosa e spirituale della comunità: accedendo regolarmente ai Sacramenti, seguendo la Santissima Messa, collaborando a varie attività …
Ciononostante ho alcuni problemi irrisolti, di cui Le vorrei parlare per avere più consigli, teorici e pratici. 
Prima di tutto il vero flagello irrisolto che mi causa immensi sensi di colpa, paranoia, malessere spirituale, abbattimento e mortificazione, al di là delle confessioni e del santissimo Perdono, è la masturbazione. 
Non so il perché tutto ciò continui e debba continuare, né so bene perché io debba sempre cadere in questa trappola, …. Forse in questo caso per qualche motivo a me oscuro e sotto questo punto di vista non sono ancora riuscito a superare l’adolescenza. Perché?
Non credo sia una faccenda di leggerezza d’animo, di superficialità e di irresponsabilità; anzi, onestamente soffro molto anche perché riesco a essere responsabile delle mie azioni. In poche parole, vista la materia grave, la piena avvertenza di essa e il deliberato consenso, so bene di essere spesso in peccato mortale, e so esserne responsabile, accedendo alla Confessione, ai Sacramenti, chiedendo perdono e pregando. 
Ma anche continuando a sperimentare il Perdono e la Grazia di Gesù, ciò mi lascia amareggiato, perplesso, deluso da e di me stesso; perché oltre il Perdono, oltre gli sforzi e i buoni propositi, vorrei non commettere mai più questo peccato.
… Aggiungo anche che la mia Vita non è affatto come la vorrei io: io vorrei una Vita conforme al volere di Dio, qualunque esso sia, una Vita dove per citare il Papa "vivo e non vivacchio", dove alla mia età non "sono già in pensione". Mi piacerebbe amare ogni prossimo mio come me stesso, andare al di là delle incomprensioni, anche in famiglia, mi piacerebbe amare con il cuore, la mente e il corpo una ragazza e per sempre, avere un lavoro fisso (una cattedra, ma anche altro), edificare una famiglia. Ma sono sogni per il nostro mondo! Io trovo che in questi desideri mi sono nemici il mondo, le esperienze passate, ogni tentativo che in passato ho fatto per raggiungere questo! A volte trovo che masturbarmi sia anche un modo immorale per sfogare queste frustrazioni e, lo so che è discutibile, per compensare la mancanza prima di tutto spirituale e poi anche materiale di amicizie fisse e vere, di una donna…
I miei confessori mi hanno parlato anche della possibilità di una "malattia" chiamata masturbazione compulsiva e mi hanno consigliato di lavorare molto sulla psicologia, sulla mia psiche. Il problema è che non so come! Avevo contattato degli specialisti, ma sono stato ignorato; anche perché il mondo contemporaneo, quello laico, tende a sottovalutare la negatività del sesso, o proprio non la vede. In che modo posso lavorare sulla mia psiche? In che modo posso superare questo problema? In che modo posso combattere definitivamente questo flagello?
… Spesso penso questo, e cioè che per superare questi problemi ho bisogno di amare, di essere amato, di amicizie più stabili, di un lavoro, ma che al tempo stesso tutto questo mi viene negato come "punizione" per non riuscire a superare i miei limiti e i miei flagelli. Questa tentazione di pensiero è giusta o sbagliata? Dio è misericordioso, non lo metto in dubbio. Ma perché mi concede soltanto il suo perdono quando forse avrei bisogno di molto altro ancora? Con il perdono non si sperimenta forse la sua Clemenza? Ma non è con l’Amore, con l’Altruismo, con una vera e sana Vita che si "sperimenta" Dio stesso? I miei occhi vogliono contemplare Dio; ma mi dispero, perché non ce la fanno!
Aspettando una Sua risposta e ringraziandoLa anticipatamente


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. solo oggi sono giunto alle mail del 20 agosto e ho trovato la tua. Mi dispiace moltissimo per il ritardo e te ne domando scusa.
Mi auguro che un problema nel frattempo si sia risolto: quello del lavoro.
Perché questo problema incide indubbiamente anche sulla piaga che ti tormenta e non ti lascia.

2. In ogni caso la risposta al tuo problema l’hai data tu stesso al termine della tua mail: “ho bisogno di amare, di essere amato, di amicizie più stabili, di un lavoro”.
Sì, il problema di fondo è quello dell’amore da dare e da ricevere.
Mi dici che non hai amicizie stabili.
Perché allora non rendere stabile l’amicizia con Colui che non ti lascia mai e non ti dà mai alcun incomodo?
Gesù Cristo non è un pensiero o un’idea. È una Persona viva, l’unica che può entrare direttamente dentro di te, riempirti l’anima della sua presenza, della sua luce e del suo calore.

3. Quando Gesù Cristo è l’interlocutore principale e continuo di una persona ho l’impressione che non passino neanche per l’anticamera della mente certi pensieri.
O comunque se ne sente subito la negatività, perché si vede che portano via la realtà più preziosa.
A questo punto l’allontanare i pensieri cattivi non diventa uno sforzo titanico, ma la cosa più semplice e più urgente da fare, che lascia subito interiormente liberi.
Si sente anche che la rimozione di certi stimoli o pensieri è un atto di amore, un atto di fedeltà a Cristo, che fa crescere il fervore e viene subito ripagato da Colui che ci ama sopra ogni cosa.

4. Pertanto ti esorto a dedicarti alla preghiera, alla meditazione, ad andare Messa tutti i giorni.
Procura di fare bene la preparazione alla Messa e di protrarre la Comunione col Signore anche terminata la celebrazione.
In quel momento, magari col santo Rosario in mano e recitandolo, riprendi gli insegnamenti che il Signore ti ha impartito attraverso le letture.
Stai in comunione col Signore domandando anzitutto per le necessità della Chiesa. E così avverti che in quel momento non sei disoccupato. Anzi, avverti che il Signore ti ha messo in una postazione molto alta e benefica.
Quel tempo dopo la Messa non è per te, ma per la Chiesa, per le anime da amare e da beneficare.
Poi pregherai per te stesso, per le persone care e per i tanti che attraversano in qualche modo la tua esistenza.

5. In particolare tieni la confessione come compagna settimanale o al massimo quindicinale della tua vita e possibilmente sempre col medesimo confessore.
Sono sicuro che tante cose cambieranno perché la grazia del Signore abbonderà e sovrabbonderà nella tua vita.

Consegnerò questi miei pensieri al Signore che tra breve incontrerò nella celebrazione della S. Messa.
Intanto ti benedico e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo