Quesito
Buongiorno padre Angelo,
prima di tutto che Dio la benedica, volevo chiederle un parere su di una cosa che ogni tanto mi viene in mente nel mio piccolissimo cammino di fede e nella mia totale ignoranza della teologia: Gesù avrebbe potuto non seguire la sua via comportandosi in modo diverso con il libero arbitrio per esempio sposandosi, oppure non raccogliendo gli apostoli, non accettando la croce o per assurdo peccare od altre cose umane, oppure la sua vita era stabilita dall’eternità dal Padre?
Grazie per la sua opera di evangelizzazione.
Luca
Risposta del sacerdote
Caro Luca,
1. parlando di Gesù Cristo, è sempre necessario tenere presente la sua identità: è Dio che ha assunto una natura umana.
Dal momento che è Dio, la sua persona è una persona divina.
Assumendo una natura umana, ha assunto un corpo e un’anima come la nostra, dotata di intelletto e di volontà.
2. Poiché la nostra volontà è libera, ci si pone giustamente la domanda se la volontà di Gesù in quanto uomo avesse potuto essere discorde dalla sua volontà divina.
3. A questo proposito San Tommaso distingue in Gesù una duplice volontà umana.
La prima volontà è quella che segue la ragione e pertanto la chiama volontà razionale.
La seconda, propriamente, non è una volontà. Non è altro che il nostro istinto accompagnato dalle varie emozioni che vi furono anche in Cristo come ad esempio la tristezza. Ne parla come di una “volontà per partecipazione” (Somma teologica, III, 18, 2), nel senso che anche gli istinti vanno governati dalla ragione.
4. Ebbene, in questa parte sensitiva e anche secondo la natura della volontà umana Gesù Cristo poteva avere una volontà discorde dalla volontà del Padre. Ed è per questo che nell’agonia Gesù ha sofferto e ha chiesto al Padre che, se fosse stato possibile, che quel calice di amarezza non potesse berlo.
5. A questo punto è opportuno ricordare ciò che ha scritto Sant’Agostino: “Cristo dicendo: “Non quello che voglio io, ma quello che vuoi tu”, dimostra che la sua volontà aveva un oggetto diverso da quello voluto dal Padre.
Ma non avrebbe potuto volerlo se non con il suo cuore umano, avendo trasferito la nostra debolezza nei suoi sentimenti umani, non nella sua divinità” (Contro Massimino 2,20).
6. Invece nella sua volontà razionale voleva sempre ciò che voleva il Padre, il che risulta dalle sue stesse parole: “Non come voglio io, ma come vuoi tu” (Mt 26,39). Infatti “con la volontà razionale voleva che si compisse la volontà divina, sebbene dicesse di volere qualcos’altro con l’altra sua volontà” (Somma teologica, III, 18, 5).
7. D’altronde la sua volontà divina sollecitava la volontà umana ad esserle conforme. Questa sollecitazione era ben grande perché l’anima umana di Cristo era perfettamente santificata e pertanto perfettamente conforme alla volontà divina.
Fin dal primo istante della sua esistenza Gesù Cristo nella sua anima umana godeva della visione beatifica. Per questo per pienezza d’amore gli era intrinsecamente impossibile avere una volontà difforme da quella del Padre. Con questa sua volontà umana diceva: “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30).
Non è dunque possibile ipotizzare che per la mente di Gesù passasse qualcosa di difforme da ciò che voleva il Padre.
Con l’augurio che anche la nostra volontà sia conforme il più perfettamente possibile con la volontà del Padre, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
