Quesito

Gentile Padre Angelo,
Come devo considerare "sia fatta la tua volontà" del Pater?
Devo accettare tutto quello che mi accade durante la giornata perchè volontà di Dio per la mia riparazione e santificazione?
Cordialmente,
Michele


Risposta del sacerdote

Caro Michele,
1. le parole insegnateci da Gesù nella preghiera del Pater “Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra” non vanno intese primariamente nel senso che si debba accettare tutto quello che accade, che ci si debba rassegnare al male e che si debba accettare tutto quello che accade in spirito di riparazione e di santificazione.
Si tratta invece di un’invocazione perché la volontà di Dio si compia anche sulla terra: che tutti abbiano la forza di vederla e di compierla come si fa in cielo.
E poi: che tutti siano pronti a realizzarla subito e con gioia come fanno gli abitanti del Paradiso.
Si tratta pertanto di un’invocazione che lo scopo di far ribaltare quanto non è conforme alla volontà di Dio.

2. Si prega perché tutti abbiano la forza di mettere in pratica i suoi comandamenti “per essere felici e vivere a lungo” (Dt 5,33) nella terra promessa, che di qua può essere quella del fidanzamento, del matrimonio, del proprio lavoro e di là senza dubbio è la vita eterna.

3. “E’n la sua volontade è nostra pace”, ha scritto Dante in un bel verso della Divina Commedia.
E noi, per ispirazione del Signore, domandiamo che sia fatta la sua volontà da parte di tutti perché tutti godano quella pace che secondo san Giovanni Crisostomo è la madre di tutti i beni.

4. Talvolta però quest’invocazione viene rivolta a Dio per ricevere la grazia della rassegnazione, soprattutto quando si deve subire qualcosa che non è secondo i nostri desideri.
In questo senso Gesù nell’orto degli olivi ha detto: “Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà” (Mt 26,42).
In questo senso anche i fedeli di Cesarea, dopo aver supplicato Paolo di non andare a Gerusalemme a motivo del male che gli sarebbe successo e dopo averlo sentito dire: “Perché fate così, continuando a piangere e a spezzarmi il cuore? Io sono pronto non soltanto a essere legato, ma anche a morire a Gerusalemme per il nome del Signore Gesù” (At 21,13), visto che “non si lasciava persuadere” smisero di insistere e dissero: “Sia fatta la volontà del Signore!” (At 21,14).

5. Anche noi di fronte a mali incombenti e inevitabili siamo costretti a dire: “Sia fatta la volontà di Dio!”.

6. Oppure: mentre prendiamo le nostre misure per allontanare il male incombente, nello stesso tempo trasformiamo quell’angustia in un atto di adorazione e di sottomissione ai disegni di Dio.
E accettiamo quel dolore in riparazione dei nostri peccati, come motivo di purificazione e di santificazione e per completare nella nostra carne “quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24).

Perché anche tu possa compiere sempre e dovunque la volontà di Dio come viene fatta in cielo ti assicuro la mia preghiera, ti auguro ogni  bene e ti benedico.
Padre Angelo