Quesito

Gentile Padre Angelo,
Mi perdoni se sono ancora a chiederle di illuminarmi.
In Lc 7,47 rivolgendosi alla donna peccatrice Gesù afferma: “Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco”.
Mi sento un po’ sconcertato.
Mi sembra che avere poco da farsi perdonare sia quasi un demerito.
Al contrario penso che chi ama poco abbia molto da farsi perdonare.
La ringrazio per le sue risposte sempre molto chiare e profonde.
Raffaele


Risposta del sacerdote

Caro Raffaele,
1. comincio dalla tua ultima affermazione: “penso che chi ama poco abbia molto da farsi perdonare”.
È verissimo.
Al termine dei nostri giorni avremo da rimpiangere di aver amato poco.
Riconosceremo che potevamo amare di più.
Quante volte già nella vita presente ci capita di dire insieme con Sant’Agostino: “Tardi ti ho amato, Bellezza tanto antica e tanto nuova; tardi ti ho amato!
Tu eri dentro di me, e io stavo fuori, ti cercavo qui, gettandomi, deforme, sulle belle forme delle tue creature. Tu eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te le creature che, pure, se non esistessero in te, non esisterebbero per niente” (Confessioni, 10,27).
Ma tant’è: un po’ di stoltezza c’è sempre quando si pecca anche solo venialmente.

2. Nella penultima affermazione dici: “Mi sembra che avere poco da farsi perdonare sia quasi un demerito”.
No, non è un demerito.
Tuttavia è una grazia straordinaria che Dio ci preservi dal peccato.
Se non ci fosse la sua grazia preveniente cadremmo anche noi nei peccati in cui cadono gli altri.
Un autore spirituale diceva che se certi peccati non li abbiamo commessi è perché non ci si è presentata l’occasione.
Dio ci ha preservato.
E questo non perché siamo migliori: ma per pura benevolenza nei nostri confronti.

3. Allora possiamo comprendere la spiegazione data da Santa Teresa di Lisieux al passo evangelico che hai citato.
Questa Santa non aveva mai commesso alcun peccato mortale nella sua vita, come le aveva attestato il suo confessore.
Eppure diceva di amare il Signore fino alla follia perché Dio le aveva perdonato tutto in anticipo!

4. Ecco il testo di Storia di un’Anima in cui scrive fa la sua riflessione:
“Lo so, «colui al quale si rimette meno, ama meno» ma so anche che Gesù mi ha rimesso più che a santa Maddalena perché mi ha rimesso in anticipo, impedendomi di cadere.
Ah, come vorrei poter chiarire ciò che sento! Ecco un esempio che spiegherà il mio pensiero. Suppongo che il figlio d’un medico abile incontri sul suo cammino una pietra che lo faccia cadere; cadendo, egli si rompe un arto, e subito il padre corre a lui, lo rialza con amore, cura le ferite impegnando tutte le risorse della sua arte, e ben presto il figlio completamente guarito gli dimostra la propria riconoscenza. Certamente questo figlio ha ben ragione d’amare suo padre!
Ma farò ancora un’altra ipotesi. Il padre, avendo saputo che sulla strada di suo figlio si trova una pietra, si affretta, va innanzi a lui, la rimuove senza che nessuno lo veda. Certamente questo figlio, oggetto della sua tenerezza previdente, non sapendo la sventura dalla quale è liberato per mezzo di suo padre, non testimonierà a lui la propria riconoscenza e l’amerà meno che se fosse stato guarito da lui. Ma se viene a conoscere il pericolo al quale è stato sottratto, non amerà di più suo padre?
Ebbene, io sono quel figlio, oggetto dell’amore previdente di un Padre il quale non ha mandato il Verbo a riscattare i giusti bensì i peccatori.
Vuole che io lo ami perché mi ha rimesso non già molto, bensì tutto.
Non ha atteso che io lo amassi molto, come santa Maddalena, ma ha voluto che io sappia com’egli mi ha amata d’un amore d’ineffabile previdenza, affinché ora io ami lui alla follia! (Storia di un’Anima, 120).

5. Ecco, con questa spiegazione abbiamo anche noi tutte le ragioni per tenerci umili. Siamo stati perdonati in anticipo ed è per questo che cerchiamo di amare il Signore fino alla follia.
Te lo auguro di tutto cuore.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo