Ogni volta che fisso lo sguardo sull’immagine del Cuore di Gesù, si ripete sempre lo stesso miracolo: ogni problema svanisce

////Ogni volta che fisso lo sguardo sull’immagine del Cuore di Gesù, si ripete sempre lo stesso miracolo: ogni problema svanisce

Ogni volta che fisso lo sguardo sull’immagine del Cuore di Gesù, si ripete sempre lo stesso miracolo: ogni problema svanisce

Quesito

Caro Padre Angelo,
a volte davvero mi capitano cose straordinarie!
I miei genitori hanno, nella loro camera, un quadro del Sacro Cuore (che le allego).
Ultimamente mi trovo spesso a fermarmi davanti questo quadro; non sa quanto sollievo mi porta.
Mi carico di cose da dire al Signore (specie sui miei – a volte gravi -problemi col cibo, una spina nel fianco che se non avessi sarei una scalinata più in alto…), apro la porta, Lo guardo e…Ogni volta lo stesso miracolo: tutto svanisce.
Mi pare che Egli mi dica: "Guarda, questo (mio Cuore) è per te! Di cos’altro hai bisogno? C’è forse qualcosa di cui manchi ancora? O ti turba ancora qualcosa?"
E io, un po’ vergognoso, gli rispondo…: "No, Signore, ora ho tutto e nulla mi spaventa! Mi ricordassi più spesso di Te…Vivrei sempre in pace, anche se la fuori mi capitasse di tutto".
Come nel Salmo di oggi (22 gennaio). E beati i miei (soprattutto mia mamma) che mi hanno donato la fede, tra gli uomini!
Le partecipo queste cose perché so che Lei mi capisce. Il Signore le doni sempre la Sua Pace per Maria, Sua e nostra Madre!
Dario


Risposta del sacerdote

Caro Dario,
1. quanto mi hai comunicato mi ha rimandato nella memoria alla grande fiducia e all’appassionato amore che il chierico Angelo Roncalli (futuro Santo Giovanni XXIII) aveva nei confronti del Cuore di Gesù.

2. Questa devozione è stata una grazia che l’ha accompagnato fin dal giorno della sua nascita.
Nel giorno stesso in cui nacque, il 25 novembre 1881, il capo famiglia il pro zio Saverio prese quel bambino e lo portò in Chiesa perché venisse battezzato senza indugi. E subito dopo lo consacrò al Sacro Cuore di Gesù.

3. Quando aveva ormai 22 anni – durante gli esercizi spirituali preparatori al diaconato (9-18 dicembre 1903) – annotò nel suo Giornale dell’anima alcune riflessioni sul suo affetto verso il Cuore di Gesù.
Una tra tutte sembra coincidere con la tua esperienza personale. Mi dici che quando sei in ansia o in difficoltà guardi la bella immagine del Cuore di Gesù che sta nella camera dei tuoi genitori e tutto si risolve per bene.
Così anche per Angelo Roncalli: “Mi pare chenel Cuore di Gesù debba trovare come la soluzione di tutte le mie difficoltà.

4. Proprio questa continua esperienza di tenerezza di Gesù che lo liberava da ogni affanno gli fa scrivere queste sublimi parole:
“Ogni volta che sento parlare del Sacro Cuore di Gesù o del santo Sacramento, provo
un’impressione di ineffabile contento
, sento come un’onda di care memorie, di dolci affetti e
di liete speranze comunicarsi a tutta la mia povera persona, farmi trasalire e riempirmi
l’anima di soave tenerezza
.
Sono amorosi richiami di Gesù che mi vuole tutto là, dov’è la fonte di ogni bene, al suo Sacro Cuore, misteriosamente palpitante dietro i veli eucaristici.
La
divozione al Sacro Cuore mi ha accompagnato per tutto il tempo della mia vita. Quel buon vecchio di mio zio Zaverio, appena levatomi neonato dal fonte battesimale, mi consacrò là nella chiesetta del mio paese al Sacro Cuore, perché crescessi sotto i suoi auspici, da buon cristiano. Ricordo, fra le prime orazioni che appresi sulle ginocchia di quell’anima buona, la bella giaculatoria che oggi mi è così caro ripetere: «Dolce Cuor del mio Gesù, fa’ che io t’ami sempre più».

5. Ascrive all’affetto reciproco tra il Cuore di Gesù e il suo cuore la chiamata al sacerdozio.
Annota: “Ricordo ancora che, quando ogni anno, nella mia parrocchia, nella domenica IV di settembre, si celebrava la festa del Sacro Cuore, tutti la dicevano la festa di mio zio Zaverio, ed egli vi si preparava con molto fervore, inducendo anche me, in modo con forme alla mia età, a fare altrettanto.
Nell’intenzione dei miei genitori e di mio zio, io non dovea diventare che un buon contadino come loro.
Il Sacro Cuore invece mi volle fra i suoi eletti, e si servì di quell’anima benedetta del mio parroco Rebuzzini, di santa memoria, anch’egli un innamorato del Sacro Cuore, pel cui trionfo tanto lavorò nella sua gioventù, durante tempi burrascosi
.

6. “Oggi, tutto quanto riguarda il Cuore di Gesù mi diventa familiare e doppiamente caro.
Mi pare che la mia vita sia destinata a svolgersi alla luce irradiante del tabernacolo, e nel Cuore di Gesù debba trovare come la soluzione di tutte le mie difficoltà.
Mi pare che sarei pronto a dare il mio sangue per il trionfo del Sacro Cuore. Il mio desiderio più ardente è di
poter fare qualche cosa per quel caro oggetto di amore. A volte il pensiero della mia superbia, del mio amor proprio incredibile, della mia grande miseria, mi atterrisce, mi sgomenta, e perdo il coraggio; trovo subito argomento di conforto però in quelle parole che Gesù disse alla beata Margherita: “Io ho scelto te a rivelare le meraviglie del mio Cuore perché sei un abisso di ignoranza e di miseria”.

7. E poi, come suo proposito personale:
“Ah, io voglio servire il Sacro Cuore di Gesù, oggi e sempre!
Voglio che la mia devozione ad esso, ascoso nel Sacramento d’amore, sia il termometro di tutto il mio progresso spirituale.
La somma delle mie risoluzioni di questi santi Esercizi consiste nel voler fare tutto ciò che son venuto notando sino a questo punto, in unione intima col Sacro Cuore di Gesù sacramentato.

8. “Mi sarà dolce abbassarmi e confondermi, unitamente al Cuore divino, così oltraggiato dagli uomini; e quando il mondo non avrà per me che noncuranza e disprezzo, la mia più grande gioia sarà il cercare e trovare conforto solamente in quel Cuore che è la fonte di tutte le consolazioni.

9. “Richiamo l’attenzione della mia mente e volontà sopra due pratiche specialmente della vita quotidiana: la santa comunione e la visita vespertina, senza dire delle continue aspirazioni colle quali mi sforzerò abitualmente di saettare il Cuore del Verbo, come faceva san Luigi.
Mi
faccio una legge di non darmi pace, finché non mi potrò dire veramente annientato nel Cuore
di Gesù.

10. E infine: “O Cuore divino, io non so far altro che promettere, e mostrare così l’affetto che oggi mi par di sentire per voi, con una grande trepidazione però intorno al mantenimento dei miei
propositi.
Deh, non permettete che un giorno, rivedendo questi miei pensieri, legga in essi la mia condanna!”.

Che il Signore ingrandisca sempre più questa tua devozione e che nel Cuore di Gesù tu possa trovare la soluzione di ogni problema!
Per questo ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo