buongiorno padre Angelo,
le scrivo perchè vorrei avere da lei un consiglio sulla mia storia personale.
sono cresciuto fino all’età di 18 anni in parrocchia e oratorio, e fin qui sono sempre stato un buon credente, certo con qualche piccolo peccatuccio ma nulla di che.
a 18 anni ho conosciuto la mia attuale compagna con la quale ora convivo ed ho due splendidi bimbi, e da qual giorno mi sono allontanato dal essere un buon cristiano sempre di più… non sono più andato a messa ecc…arrivato all’età di 30 anni abbiamo deciso di andare a vivere insieme, e da qui è nata la nostra convivenza.
e la mia vita dai lontani 18 anni è cambiata parecchio, ho commesso molti peccati senza dare più di tanto peso, nel contempo ho avuto anche altre relazioni con altre donne alcune di loro sposate, insomma una vita davvero lontana dai principi che dio ci ha insegnato e da alcuni comandamenti.
circa cinque anni fa, mi è accaduta una cosa molto strana, stavo camminando per la mia città da solo tranquillamente, passando davanti alla cattedrale ho sentito una cosa stranissima, un bisogno di entrare in chiesa e di comunicarmi con dio, è stata una cosa davvero inaspettata, quindi decido di entrare e di accostarmi alla S. confessione, confesso a dio tutti i miei peccati e il sacerdote si dice molto dispiaciuto di non potermi dare l’assoluzione anche se vede in me un sincero pentimento, mi consiglia di “regolarizzare la mia posizione” per potermi accostare degnamente alla S. confessione e quindi alla eucarestia.
da  qui in poi la mia vita ha avuto una svolta, sono tornato a frequentare la S. messa regolarmente, portando anche i miei figli, e cercando di insegnare loro qualche piccola preghiera ( anche se non è facile) e ultimamente abbiamo deciso, io e la mia compagna, di intraprendere il cammino verso il matrimonio, in chiesa ovviamente.
quello che mi tormenta ora la mente è se sarò degno di ricevere questo sacramento con i miei trascorsi da peccatore e un’ultima cosa è questa, se non posso confessarmi perchè convivo come faccio ad accostarmi al matrimonio? sinceramente di abbandonare i miei due figli piccoli e tornare a vivere lontano da loro per tutto il tempo necessario alla preparazione del matrimonio non me la sento.
padre, la ringrazio per la pazienza nel leggere queste mie righe
lori


Caro Lori,
1. non finisco di ringraziare il Signore per tutte le conversioni che dona agli uomini e alla sua Santa Chiesa.
I suoi mezzi per attirare anche all’improvviso, come è avvenuto per te, non cessano di stupire.
San Paolo mentre entrava in Damasco per perseguitare i Cristiani fu afferrato da Cristo. Appena ne sentì la voce e il nome disse: Signore che cosa io posso fare per te.
Qualcosa di simile è accaduto anche per te.
Passavi davanti ad una Cattedrale, incurante che lì vi fosse il Signore che ti aspettava.
Ti ha chiamato attraverso un impulso del cuore.
Tu sei entrato. Hai sentito che Dio cominciava a invadere la tua anima e il tuo cuore.
E con la presenza del Signore hai sentito anche il bisogno di essere purificato e di confessare i tuoi peccati.
C’è da piangere di commozione per tutti questi sentimenti suscitati in te in maniera inaspettata e in brevissimo tempo.
Non lo potrai dimenticare quel giorno.
È stato uno dei più grandi della tua vita.

2. Il sacerdote, come era logico, non ha potuto darti l’assoluzione.
Però ti ha accolto.
E come Anania ha fatto ritrovare a Paolo la luce degli occhi e gli ha detto quello che avrebbe dovuto fare, così quel bravo sacerdote ti ha consigliato di “regolarizzare la tua posizione” per poterti accostare degnamente alla S. Confessione e quindi alla Eucaristia.

3. Non ha potuto darti l’assoluzione, ma ti ha lasciato sotto l’influsso della grazia di Dio che da quel giorno ha cominciato a guidare i tuoi passi in un itinerario di vera conversione in vista della Confessione, della S. Comunione e del Sacramento del Matrimonio.
Tutto questo, accompagnato dal sincero pentimento dei tuoi peccati e anche della tua vita che attualmente non è ancora “regolarizzata” dal Sacramento del matrimonio, ti fa già vivere in una certa Comunione con Dio.

4. Mi chiedi se sei degno di ricevere il Sacramento del matrimonio con i tutti i trascorsi da peccatore e di abbandono.
Nessuno di noi merita di vivere in Comunione con Dio.
È una grazia infinita della sua misericordia.
Ma come in un batter d’occhio il Signore ti ha richiamato a Sé, così sa anche rinnovarti e farti diventare splendente davanti a suoi occhi nel medesimo modo in cui il padre del figliol prodigo ha rivestito il figlio che aveva sperperato il suo patrimonio ed era vissuto in maniera dissoluta.

5. Il giorno prima del matrimonio (o anche qualche giorno più in avanti) ti confesserai e acquisendo la grazia santificante – pur convivendo – la custodirai vivendo in maniera pura.
Così conserverai la grazia vivendo quei giorni preziosissimi in maniera casta e raccolta nel medesimo modo in cui Mosè e tutto il popolo prima di sentire la presenza di Dio sul Sinai e di ricevere la sua Legge si purificò e si comportò castamente e con somma devozione.

Grazie, carissimo Lori, per questa bella testimonianza dell’amore infinito del Signore verso di te e verso la tua famiglia.
Ti assicuro la mia preghiera, certo che molti visitatori si assoceranno a me per starti vicino e anche perché la grazia del Signore scenda abbondante su di te, sulla tua futura moglie e su i tuoi due carissimi figli nei tre grandi sacramenti che tra breve riceverai e rinnoveranno tutta la tua vita: la Confessione, la Santa Comunione e il Matrimonio.
Ti auguro un fruttuoso cammino di vita cristiana e ti benedico.
Padre Angelo