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Quesito

Caro Padre Angelo,
Sono da poco sposato e con mia moglie abbiamo deciso di non utilizzare metodi anticoncezionali non consentiti dalla religione, ma solo eventualmente quelli naturali in futuro. Il punto è questo, so che il coito interrotto non è consentito, ma a me alcune volte capita di non riuscire a raggiungere l’eiaculazione, per cui il rapporto s’interrompe senza che ciò sia avvenuto. Vorrei sapere se ciò rappresenta coito interrotto. Non si tratta di una difficoltà fisica ma psicologica, almeno secondo quanto mi ha detto un medico. Vorrei capire se questa difficoltà psicologica possa essere considerata un ostacolo alla piena apertura alla vita da parte della coppia. Mi è stato anche detto che il problema può essere dovuto al fatto che siamo una coppia giovane che non ha ancora maturato una piena affinità, e che questo dovrebbe avvenire col tempo. La ringrazio.
Cordiali saluti


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. nel tuo caso l’interruzione del rapporto coniugale non è intenzionale. È subita, non voluta.
Pio XI nell’enciclica Casti Connubii condanna “qualsivoglia uso del matrimonio, in cui per l’umana malizia l’atto sia destituito dalla sua naturale virtù procreatrice, va contro la legge di Dio e della natura e coloro che osino commettere tali azioni si rendono rei di colpa grave”.
Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae ribadisce il medesimo concetto con altre espressioni: “è altresì esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione dei figli” (HV 14).
Ora tu non vuoi né ti proponi di interrompere l’atto coniugale.
Come vedi, c’è peccato quando volontariamente si rifiuta il progetto di Dio.

2. Mi dici che hai deciso con tua moglie di non utilizzare metodi anticoncezionali non consentiti dalla religione.
La scelta è lodevole e sono convinto che il Signore vi benedirà.
Il Signore ha promesso di fare la volontà di quelli che gli obbediscono. Il Salmo 145,19 in latino suona così: Voluntatem timentium se faciet (farà la volontà di quelli che fanno la sua volontà). La traduzione della CEI, secondo me, è meno forte: “Appaga il desiderio di quelli che lo temono”.

3. Più che dalla religione, i metodi anticoncezionali non sono consentiti da Dio, il quale attraverso questo comandamento non vuole togliere nulla ai coniugi, ma intende tutelare esclusivamente il loro amore perché rimanga puro e possa ingrandirsi sempre più.
La Chiesa è convinta che solo rimanendo aperto alla vita l’atto coniugale rimane un vero atto di amore, perché uno si mette in gioco senza riserve, pronto ad immolarsi.
La contraccezione invece esclude tutto questo.

4. Infine per la precisione, la Chiesa non approva alcun metodo anticoncezionale.
I metodi naturali non sono metodi contraccettivi o anticoncezionali, perché non alterano il rapporto coniugale e il suo significato.
Per questo, più precisamente, si parla di metodi naturali di regolazione delle nascite.

Ti auguro ogni bene nel Signore.
A Lui Vi ricordo nelle mie preghiere perché ogni difficoltà sia appianata e Vi benedico.
Padre Angelo

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