Quesito

Il mio spirito non riesce ad innalzarsi… il corpo non è ancora il suo umile servo. Quello che dovrebbe essere il tempio del Dio Vivo, non è altro che un ostacolo che non permette all’anima, che anela a Lui, di spiccare il volo.
Mi fa strisciare nel fango come un verme. Sono il più infimo dei peccatori, lo so.
Vivo già qui il mio tormento infernale. L’idea di non essere puro agli occhi del mio Gesù… L’idea di non riuscire a perseguire quell’ideale di purezza che solo possiede la Senza macchia, seconda a Dio per Purezza e Bellezza.
A quello dovremmo noi attenerci, solo a quello anelare… Il mio spirito è reso schiavo dalla carne.
Quella febbre di senso che mi assale e che mi rende indegno agli occhi del Maestro mio…
Persi la mia innocenza all’età di cinque anni… Sembra incredibile. Ma come sappiamo, il peccato non è dentro di noi, ma fuori.
Io ho perdonato coloro che mi strapparono, già in tenera età, la Grazia di Dio.
Non voglio imputare loro nessuna colpa, perchè io fui debole… Il vero colpevole fui io.
La castità è una lunga strada… Insidiosa. Non la si possiede, la si conquista.
Ma io sono un debole. Refrattario alle ammonizioni del mio Signore.
Le impurità mi rendono schiavo… La fame di senso mi nausea, ma allo stesso tempo non riesco a sfuggirle. Non pratico la fornicazione, no… Ma il peccato d’egoismo è la mia piaga più grande.
Ne sono ammalato… Da tempo lotto contro quest’ultimo… E’ come se fossi ai piedi di una lunga scala, inizio a scalarla ma cado continuamente…
Mi sento un commediante ai Suoi occhi. Che fa solo finta di pentirsi. Questo sentimento mi gela il cuore, mi soffoca.
Vorrei tanto un giorno essere libero. Puro. Forse chiedo tanto, sono un peccatore… Mi affido alla Santa Maddalena, che il Signore rese degna affinchè fosse la prima ad Esultare della Gioia del Risorto.

Pace a lei…
D.


Risposta del sacerdote

Caro D.,
1. mi viene subito da dire: pace anche a te, che ne hai davvero bisogno.
Dopo aver compiuto un peccato d’impurità non si è in pace, perché non si possiede Dio e perché si è portato un disordine e uno sconvolgimento nell’intimo nucleo della persona.
Solo tornando a Dio, con la confessione sacramentale, si comincia a ritrovare pace, perché con la grazia viene ricomposto l’equilibrio interiore.
Ma questo equilibrio è fragile. In alcuni, come mi pare di vedere in te, è addirittura fragilissimo, per cui le cadute sono frequenti.

2. Mi dici che la castità non la si possiede, ma la si conquista.
È vero questo, ma è anche vero che la castità è dono del Signore, dispensato attraverso la Beata Vergine Maria.
Hai bisogno che in te avvenga qualcosa di simile a quanto è avvenuto in sant’Agostino, il quale a proposito della sensualità, che lo faceva tribolare tra le spine della lussuria, scrive:
“Con quanta mia consolazione mi fu tolto a un tratto il senso dei vani piaceri! Quei piaceri che tremavo di perdere e che adesso mi era gioia il lasciare! Infatti eri Tu che me li cacciavi via. Tu vera e somma dolcezza; me li cacciavi, e in cambio di essi entravi Tu, più soave di ogni piacere, ma non alla carne e al sangue; Tu più luminoso di ogni luce, ma più interiore di ogni segreto, Tu più sublime di ogni altezza, ma non per quelli che sono sublimi in se stessi. Già l’animo mio era libero dalle dolorose preoccupazioni dell’ambizione, del guadagno e della scabbia delle passioni, inquiete e pruriginose. Esclamavo di gioia verso di Te, mia luce, mia ricchezza e mia salvezza, Signore mio Dio” (Confessioni, IX,1).
Come vedi, Sant’Agostino dice che la purezza gli fu data.
Certo, da parte sua, non si è più posto nell’occasione. Si era messo d’accordo con la donna con cui conviveva, la quale lasciò Milano e tornò in Africa, vivendo castamente.
Agostino si tolse dall’occasione e la purezza gli fu donata. Dice che “gli fu tolto” il senso dei vani piaceri. E al posto di quelli, entrava in lui una realtà, anzi una Persona, infinitamente più piacevole, ma non ai sensi e alla carne.
E tutto questo avvenne all’improvviso, quasi in un battibaleno. Scrive infatti: ad un tratto. Si direbbe che sta ad un tratto si sentì trasformato.

3. Raccomandati incessantemente a Maria. ChiediLe anzitutto una vera contrizione dei tuoi peccati. Tu stesso dici che, in fatto di pentimento, ti pare di essere un commediante.
Anche il pentimento è una grazia. Il Cielo te lo ha fatto capire.
Comincia dunque di qui.
Prega con il santo Rosario appositamente per ottenere questa grazia. E vedrai che la grazia di Dio si mostrerà più potente del male.
Continua anche ad affidarti alla Maddalena, la penitente per eccellenza: Potrei dire di lei che la risurrezione di Cristo l’ha sperimentata prima in se stessa che di vederla nel corpo glorioso.

Ti accompagno con al mia povera preghiera. Ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo