Quesito

Caro Padre Angelo,
mi chiamo Christian e le scrivo questa mail per porLe un dubbio che mi tormenta da tempo:
Io sono un ragazzo cattolico praticante, ma da tempo mi sto relazionando (per motivi di studio e di amicizie personali) al mondo del protestantesimo. 
Volevo dunque chiederLe se questi nostri fratelli in Cristo fossero destinati alla salvezza, anche se non membri della Chiesa Cattolica Romana.
Io faccio fatica a pensare che coloro che, nel loro cuore, credono in Dio, agiscono nel bene e con Amore affrontano lo studio delle Sacre Scritture – solo perché non Cattolici – allora sono destinati alla perdizione eterna. I testi sacri infatti affermano con chiarezza che “Se dichiari con la tua bocca: ‘Gesù è il Signore’, e credi con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato” (Rm 10,9).
Questo però va in contrasto con ciò che il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma riguardo alla promessa del Paradiso, e cioè che essa (salvo l’eccezione che non si conosca La Buona Novella) può essere raggiunta solo se si è membri della nostra Madre Chiesa.
Con la speranza che Lei possa chiarire ciò, Le auguro una buona serata e tante benedizioni da parte del Signore. 


Risposta del sacerdote

Caro Christian,
1. tutti, secondo il progetto di Dio, hanno aperta la strada della salvezza perché Dio vuole salvi tutti gli uomini” (1 Tm 2,4).
Anche i protestanti possono essere salvati.
Hanno in comunione con la Chiesa cattolica la fede in Cristo Gesù, Dio fatto uomo, vivente in mezzo a noi a motivo della sua risurrezione e a motivo della garanzia per cui ha detto: “Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,20).

2. Hanno in comunione con noi la Sacra Scrittura, la parola di Dio, che è “parola di salvezza” (At 13,26).
Hanno in comunione con noi il battesimo che “non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo” (1 Pt 3,21).

3. Per questo il Concilio Vaticano II nel documento per l’unità dei cristiani Unitatis redintegratio afferma: “Queste Chiese e comunità separate, quantunque crediamo abbiano delle carenze, nel mistero della salvezza non son affatto spoglie di significato e di valore.
Lo Spirito di Cristo infatti non ricusa di servirsi di esse come di strumenti di salvezza, la cui forza deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità, che è stata affidata alla Chiesa cattolica” (UR 3).

4. Giustamente tu riporti il testo della lettera ai Romani: “Se dichiari con la tua bocca: ‘Gesù è il Signore’, e credi con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato” (Rm 10,9). 
Il testo richiama all’adesione interna del cuore, alla quale corrisponde la professione di fede esterna mediante il battesimo.
Pertanto è fondamentale credere che Gesù è il Signore, vale a dire che è Dio.
La fede viva però non si limita a sapere questo, ma esige anche di obbedire e di mettere in pratica quanto il Signore ci ha comandato.
Proprio il Vangelo di oggi, giovedì della prima settimana di Avvento, richiama questa necessità: “Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7,21).

5. Ora ai protestanti mancano aiuti preziosi per conseguire la salvezza. Per sinteticità ne presento quattro.
Innanzitutto la remissione dei peccati che Gesù Cristo ha legato alla sua Chiesa quando ha detto: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati” (Gv 20,22-23).
Agli Apostoli, e non ad altri, di Gesù Cristo ha comunicato questa particolare grazia dello Spirito Santo: quella di rimettere i peccati.
I protestanti domandano perdono dall’interno del loro cuore. Ma a ben vedere, è un’auto perdono, una auto assoluzione. Se lo danno sempre.
Ma proprio perché non si caschi in questa illusione Gesù Cristo elargisce il suo perdono attraverso il ministero della Chiesa che verifica e suscita le debite disposizioni. Giustamente Sant’Agostino ha definito medicina di salvezza questo sacramento.

6. Ai protestanti manca l’Eucaristia, che non è semplicemente un segno della presenza di Gesù, ma è il sacrificio di Cristo col suo potere infinito di redenzione e di santificazione reso presente sull’altare a favore di fedeli. Ugualmente sono privi dei benefici della Santa Comunione che riempie l’anima di grazia e dà il pegno della vita futura.
Gesù ha parlato in maniera molto chiara sull valore salvifico dell’eucaristia: “In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno” (Gv 6,53-58).
Questa fede nell’Eucaristia la Chiesa l’avuta fin dall’inizio. Le Chiese ortodosse non hanno nessun dubbio su queste parole di Gesù e anch’esse sono segno per i protestanti della perennità di questa fede della Chiesa.

7. Ai protestanti manca la Madonna. Eppure Gesù l’ha consegnata come tesoro prezioso alla Chiesa, rappresentata ai piedi della croce dall’apostolo Giovanni.
Non si trattava di affidare a Giovanni la custodia materiale della Madonna perché ai piedi della croce c’era colei che il Vangelo chiama “la sorella di sua madre” (Gv 19,25). Sarebbe stato uno sgarbo per questa “sorella di sua madre”, così fedele da essere ai piedi della croce, sottrarle la presenza della parente.
La affida a Giovanni perché sia madre per tutti nell’ordine della grazia.
La preziosità di questo affidamento la Chiesa l’ha sperimentata fin dall’inizio, come lo testimonia la più antica preghiera mariana: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma libere ci sempre da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”. Questa preghiera è del III secolo.

8. Infine c’è il ministero di Pietro, al quale Cristo ha affidato i suoi agnelli e le sue pecore (cfr. Gv 21,15-16) perché la fede sia sottratta alla privata interpretazione (cfr. 2 Pt1,20) e sia sempre conservata nella sua purezza e nella sua integrità (cfr. Lc 22,32).

9. Come vedi, i protestanti hanno molti tesori in comunione con noi, ma sono privi di tanti beni essenziali per la salvezza.
La loro buona fede li può scusare e per questo possono salvarsi.
Ma oggettivamente la carenza di questi beni è così grave che la dichiarazione Dominus Jesus della Congregazione per la dottrina della fede (16 giugno 2000) dice che “le comunità ecclesiali che non hanno conservato l’Episcopato valido e la genuina e integra sostanza del mistero eucaristico, non sono Chiese in senso proprio; tuttavia i battezzati in queste comunità sono dal Battesimo incorporati a Cristo e, perciò, sono in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa.
Il Battesimo, infatti, di per sé tende al completo sviluppo della vita in Cristo mediante l’integra professione di fede, l’Eucaristia e la piena comunione nella Chiesa” (DJ 17).

Con l’augurio di essere fedele testimone di Cristo tra gli amici con i quali viene a contatto, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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