Quesito
Caro Padre Bellon,
sono D.G. e più volte le ho scritto per confrontarmi su temi importanti della fede e lei puntualmente, come fa sul suo canale Amici Domenicani – un sacerdote risponde – (che seguo) fornisce sempre impeccabili risposte, alla luce delle verità della fede.
Stavolta, le scrivo a seguito di un approfondimento di studio che sto svolgendo nell’ultimo periodo, riguardo alle tesi eretiche proposte dal “modernismo” apparso nella Chiesa come un terremoto inaspettato, che ha tanto portato disastri, scompigli e confusioni.
In particolare, mi voglio riferire a tutto quel movimento accesso da eminenti teologi che hanno profetato enunciati che miravano alla destabilizzazione dei fondamenti della fede. (…).
Come sopra riportato, fra i temi evocati dal modernismo vi fu l’attacco soprattutto alla comprensione e all’interpretazione della Sacra Scrittura. Attacco questo, sferrato a mezzo delle ipotesi narrate dalle nuove proposte di esegesi biblica.
In sostanza, il modernismo e la nuova esegesi proponeva una lettura razionalista della Bibbia e dell’intera impalcatura del dato biblico rivelato, così andando a minare i fondamenti della religione cattolica. (…).
Se è vero, come essi dicono, che si può dare una lettura diversa e interpretativa della Sacra Scrittura, per esempio a fatti narrati nell’Antico Testamento che non sarebbero mai veramente accaduti nella storia ma citati al solo scopo di esempio e per insegnamento morale, vien da chiedersi: ma Gesù che è venuto non per abolire ma per portare a compimento… quali cose porta a compimento se queste specie del Vecchio Testamento sono inventate?
Allora cosa impedisce di credere che anche i fatti narrati della morte e risurrezione di Gesù non siano da valutare e leggere in maniera non letterale?
La Resurrezione non sarebbe un fatto veramente accaduto?
Grazie Padre Angelo, attendo con fiducia una tua risposta, che sono certo sarà capace di dipanare quanto di dubbioso e incerto propone una certa “esegesi biblica” di radice modernista che ancora oggi serpeggia creando tanta confusione.
Un caro saluto D.G.
Risposta del sacerdote
Caro D.G.,
1. la risposta alle tue domande la troviamo nel Catechismo della Chiesa Cattolica.
A proposito della Sacra Scrittura ritroviamo tre grandi affermazioni, che peraltro riprendono pari pari ciò che ha detto il Concilio Vaticano II.
Il nocciolo è racchiuso nel ricordare che l’Autore delle Sacre Scritture è Dio e che quanto ci ha trasmesso attraverso l’agiografo (lo scrittore sacro) è la verità utile per la nostra salvezza.
Su questo i credenti non possono avere dubbi perché siamo nell’essenza della fede perché ci si fida della veracità di Colui che rivela.
Diversamente non si è credenti.
2. Ecco dunque le tre grandi affermazioni:
“Dio è l’Autore della Sacra Scrittura. «Le cose divinamente rivelate, che nei libri della Sacra Scrittura sono contenute e presentate, furono consegnate sotto l’ispirazione dello Spirito Santo.
La Santa Madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché, scritti sotto ispirazione dello Spirito Santo, hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa»” (CCC 105).
3. “Dio ha ispirato gli autori umani dei Libri Sacri. «Per la composizione dei Libri Sacri, Dio scelse degli uomini, di cui si servì nel possesso delle loro facoltà e capacità, affinché, agendo Egli stesso in essi e per loro mezzo, scrivessero come veri autori tutte e soltanto quelle cose che Egli voleva»” (CCC 106).
4. “I libri ispirati insegnano la verità. «Poiché dunque tutto ciò che gli autori ispirati o agiografi asseriscono, è da ritenersi asserito dallo Spirito Santo, si deve dichiarare, per conseguenza, che i libri della Scrittura insegnano fermamente, fedelmente e senza errore la verità che Dio per la nostra salvezza volle fosse consegnata nelle sacre Lettere» (CCC 107).
5. Per comprendere la Sacra Scrittura è necessario poi tenere presente due cose: innanzitutto che si deve “ricercare con attenzione che cosa gli agiografi hanno veramente voluto affermare” (CCC 109).
E poi “che cosa è piaciuto a Dio manifestare con le loro parole” (CCC 109).
6. Si comprende in maniera corretta ciò che hanno inteso dire gli autori sacri “tenendo conto delle condizioni del loro tempo e della loro cultura, dei «generi letterari» allora in uso, dei modi di intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca. «La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa nei testi in varia maniera storici o profetici, o poetici, o con altri generi di espressione» (CCC 110).
Per questo l’esegesi, e cioè l’interpretazione secondo criteri menzionati, è fondamentale.
Di una cosa siamo certi a priori: che la loro ricerca, se è ben condotta, non può che far comprendere ancor meglio la Scrittura secondo il senso con cui è sempre stata compresa.
Non ci dirà pertanto che Adamo ed Eva non sono esistiti, che Mosè non è esistito e così via. Dio, Autore principale della Sacra Scrittura, ha ispirato gli autori sacri a scrivere la verità.
6. La seconda cosa da tenere presente è la seguente: “La Sacra Scrittura deve essere letta e interpretata con l’aiuto dello stesso Spirito mediante il quale è stata scritta” (CCC 111).
Pertanto i criteri razionalisti, tengono conto solo delle risorse della ragione, sono insufficienti. È necessario leggerla secondo un’ottica soprannaturale, secondo la mens di Colui che l’ha ispirata.
7. “Il Concilio Vaticano II indica tre criteri per una interpretazione della Scrittura conforme allo Spirito che l’ha ispirata” (CCC 111).
Ed ecco il primo criterio:
“Prestare grande attenzione «al contenuto e all’unità di tutta la Scrittura».
Infatti, per quanto siano differenti i libri che la compongono, la Scrittura è una in forza dell’unità del disegno di Dio, del quale Cristo Gesù è il centro e il cuore, aperto dopo la sua Pasqua.
Il cuore di Cristo designa la Sacra Scrittura che appunto rivela il cuore di Cristo. Questo cuore era chiuso prima della Passione, perché la Scrittura era oscura. Ma la Scrittura è stata aperta dopo la Passione, affinché coloro che ormai ne hanno l’intelligenza considerino e comprendano come le profezie debbano essere interpretate” (CCC 112).
Giustamente fai notare che se quei fatti non sono accaduti e se quelle persone non sono esistite, Gesù che cosa è venuto a completare? Solo delle idee?
Per completare solo le idee sarebbe stato sufficiente un ragionamento, la predicazione.
8. Il secondo criterio: “Leggere la Scrittura nella «Tradizione vivente di tutta la Chiesa».
Secondo un detto dei Padri, «la Sacra Scrittura è scritta nel cuore della Chiesa prima che su strumenti materiali». Infatti, la Chiesa porta nella sua Tradizione la memoria viva della Parola di Dio ed è lo Spirito Santo che le dona l’interpretazione di essa secondo il senso spirituale” (CCC 113).
9. Terzo criterio: “Essere attenti «all’analogia della fede».
Per «analogia della fede» intendiamo la coesione delle verità della fede tra loro e nella totalità del progetto della Rivelazione” (CCC 114).
10. I soli criteri razionalisti escludono dall’ambito della fede.
Giustamente San Pio X ha definito il modernismo come la sintesi di tutte le eresie, che è quanto dire la negazione perfetta della fede.
Ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di riportare questi principi a favore dei nostri visitatori.
Con l’augurio di un fruttuoso Avvento, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
