Quesito

Caro padre,
le volevo chiedere alcune cose.
Molte volte mi capita di stare con gli amici a cena e mi capita di avere vergogna di fare il segno della croce prima di mangiare, un sacerdote mi ha detto che è peccato come posso fare?

cosa intende la chiesa per peccati di gola?

Molte volte mi capita di pensare che io sono ancora giovane, ho una vita davanti e a posto di divertirmi non cristianamente ovvero di dire parolacce, pensare cose sporche e parlarne con gli altri, cerco di allontanarmi da queste cose e di differenziarmi dalla maggioranza dei miei coetanei…le dirò padre non ho trovato un ragazzo fino ad ora che si astenga da queste cose….forse perchè nessuno sa che è peccato…o perché vivere puri e santi è una cosa troppo impegnativa…cmq solo pensare queste cose può essere peccato?

Vorrei il suo parere su una cosa che a me dispiace molto…come lei ha detto spesso nelle sue risposte senza la confessione frequente è difficile essere cristiani…tuttavia molti sacerdoti danno poco spazio alla confessione….ad esempio nella mia parrocchia il parroco è disponibile solo il giovedì mattina quando tutti sono al lavoro… mentre gli altri giorni solo su richiesta, addirittura fissando un appuntamento….questo non solo limita il numero delle persone che si confessano (pochi, soprattutto tra i giovani hanno il coraggio di andare dal prete e dire di volersi confessare) ma anche la frequenza …mi è capitato di parlare con persone che ritenevano di essere in grazia di Dio senza confessarsi da mesi; fortunatamente con i miei capita spesso di andare a messa fuori magari in un santuario e li colgo l’occasione per riconciliarmi con Dio ….a mio parere questo può essere considerato un problema sul quale il papa dovrebbe intervenire magari incitando i sacerdoti….lei che ne pensa?


Risposta del sacerdote

Caro Michele,
1. Mi chiedi se devi farti il segno della croce quando sei a cena con i tuoi amici.
Io ti rispondo così:
se i tuoi amici sono cristiani, frequentano la Chiesa e ti conoscono bene, puoi dire: “beh, ragazzi, prima della cena facciano tutti il segno della croce”. Vedrai che tutti lo faranno.
Se invece non frequentano la Chiesa, puoi tracciare con il pollice un piccolo segno di croce sulla fronte o sul petto, senza fartene accorgere, come se intendessi strofinarti per un istante.
Non escludo che tu possa fare anche un bel segno della croce e dare pubblica testimonianza della tua fede. Ma di per sé non è richiesto ed è giusto comportarsi con criteri prudenziali.
Quando io mi trovo in situazioni analoghe alle tue, essendo un sacerdote e con tanto di abito domenicano addosso, dico: “Beh, adesso diciamo una preghiera e benediciamo il cibo che stiamo per prendere”.

2. Peccati di gola sono il mangiare e il bere troppo così da star male o comunque da essere impediti.
Ubriacarsi è certamente un peccato grave.
Invece il mangiucchiare in continuazione e non essere capaci di fare neanche un piccolo sacrificio è anch’esso un peccato di gola, ma non grave.
Far festa con gli amici o in casa per una felice ricorrenza, mangiare pasticcini e bere bevande piacevoli non è un peccato di gola: è richiesto dalla circostanza. Cibi e bevande dolci aiutano a creare un clima di festa e di compiacimento per il festeggiato.
È chiaro che se uno ne mangia da star male commette un peccato di gola.

3. Mi dici che all’interno delle tue amicizie non trovi uno che non faccia uso di turpiloquio, ecc…
A questo proposito ti esorto caldamente a conservati come sei. Il Signore ti ha messo in mezzo ai tuoi amici perché sappiano che non è necessario dire volgarità perché si è giovani o si è uomini.
Sappi anche che i tuoi amici, sebbene non te lo dicano, apprezzano il tuo comportamento e forse nel segreto del loro cuore lo invidiano.
Conservati puro nei pensieri, nelle parole, nelle azioni, nei desideri. Ricordati di quello che diceva Sant’Agostino, ricavando l’affermazione dalla Sacra Scrittura, e cioè che tutti i beni ci vengono insieme con la purezza (cfr Sap 7,11).
Il Signore ripaga molto bene di qua e di là coloro che si conservano puri per amor suo.
Anche i pensieri impuri sono un peccato, tuttavia per lo più di ordine veniale.
Tuttavia fissare la propria immaginazione o i propri sguardi su realtà pornografiche può costituire un peccato grave.

4. Tocchi infine un tasto molto delicato: quello dei sacerdoti che dedicano poco spazio al sacramento della Confessione.
Come tu stessi osservi, dedicare solo il giovedì mattina significa mettersi a disposizione solo dei pensionati e degli anziani. I giovani e le persone che lavorano ne sono esclusi.
Può darsi che il tuo parroco, nel decidere tale suo comportamento, tenga conto della vicinanza di un santuario, dove la gente trova la possibilità di confessarsi quando vuole.
Giovanni Paolo II ha esortato più volte i sacerdoti a rendersi disponibili, fissando precisi orari in cui con certezza i fedeli li possono trovare.
Tuttavia mettere il giovedì mattina è come fissare la data di una riunione di condominio alle ore 24,00, sapendo così che nessuno viene.
Che fare in questa situazione?
Tu dici: il papa intervenga. Ma poi chi verifica che il comando venga eseguito? Inoltre il parroco potrebbe dire: ho mille cose cui badare e provvedere…
A questo punto non resta che pregare Dio che mandi alla sua Chiesa nuovi e santi sacerdoti, che pascolino il gregge secondo il suo cuore.

5. Nel frattempo ti esorto a continuare a confessarti con regolarità e frequenza.
San Francesco di Sales diceva che nella confessione il fedele “riceve non solo l’assoluzione dei peccati, ma anche una forza per evitarli nell’avvenire, una luce più viva a ben distinguerli e una grazia abbondante per rimediare ai danni causati. Inoltre fortifica le virtù dell’umiltà, dell’obbedienza, della semplicità e della carità; di modo che con una sola confessione si faranno più atti di virtù che in qualsiasi altro esercizio di pietà” (Filotea, cap. 19).
Non c’è grande avanzamento nella via di Dio senza la Confessione regolare e frequente.

Ti saluto, ti prometto un particolare ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo