Quesito

Caro Padre Angelo,
discutendo con una persona evangelica questa mi ha detto che una delle cose con cui meno si trova nel cattolicesimo è il fatto che Gesù sia rappresentato appeso alla croce nelle chiese, nonostante sia risorto.
A parte il fatto che Gesù è presente ad ogni messa in forma spirituale e sacramentale, tralasciando anche che la croce ricorda il suo sacrificio, cosa si può rispondere a una persona che afferma questo?
Grazie, la ricordo nella preghiera 
Samuele


Risposta del sacerdote

Caro Samuele,
1. puoi rispondere a questa persona rimandandola all’evento narrato nell’Antico Testamento a proposito del serpente di bronzo.
Il popolo aveva mormorato contro Dio e contro Mosè dicendo: “Ci avete condotti nel deserto per farci morire”.
Allora “il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita” (Nm 21,6-9).

2. Intanto con la citazione di questo testo metti a tacere il tuo interlocutore sulla proibizione di fare immagini che Dio aveva dato inizialmente perché il popolo era incline all’idolatria. Ma, superato quel momento, Dio stesso comandò di fare immagini come appare in maniera manifesta nel testo citato.

3. Venendo a Gesù, Egli applica a sé quell’immagine dell’Antico Testamento.
Parlando con Nicodemo disse: “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3,14-15).
Era necessario che Cristo fosse innalzato sulla croce perché gli uomini vedessero l’amore di Dio Padre che ha voluto incarnarsi per essere espiatore al posto nostro e perché noi avessimo la vita eterna, il possesso di Dio.

4. San Giovanni, dopo aver narrato la morte del Signore in croce, torna di nuovo su questo legame con l’Antico Testamento: “Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura. (…). E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto” (Gv 19,37).

5. Dal momento che già nell’Antico Testamento Dio ha comandato di fare immagini che prefigurassero Gesù morto in croce, in forza di che cosa può essere proibito per noi fare immagini per tenere lo sguardo fisso su colui che è stato trafitto?
Non siamo soltanto anime, puri spiriti. Abbiamo anche un corpo e il corpo ha bisogno di vedere, di toccare e di sentire.

6. “Volgeranno lo sguardo a colui che è stato trafitto” e non semplicemente sulla croce dove Gesù è stato crocifisso.
Questo volgere lo sguardo su Gesù è accompagnato dalla promessa fatta dal profeta Zaccaria: “Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto” (Zc 12,10).

7. Invita questa persona evangelica a volgere lo sguardo su colui che è stato trafitto perché il Signore riversi anche su di lui e sulla sua casa uno spirito di grazia e di consolazione. Non avrà certo da pentirsene.
Piuttosto si pentirà di aver scoperto troppo tardi questo tesoro.

Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

Questo articolo è disponibile anche in: Russo