Quesito

Buongiorno Padre,
cosa vuole insegnarci Gesù quando alla samaritana dice: “I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità”? 
La ringrazio 
Giovanni


Risposta del sacerdote

Caro Giovanni, 
1. le parole del Signore che tu hai menzionato sono tratte da Gv 4,25.
Gesù sta parlando con la samaritana.
I samaritani erano considerati dagli ebrei un popolo spurio. Da quando questi avevano rifiutato il loro concorso nella ricostruzione del tempio di Gerusalemme, se ne costruirono un altro per conto loro sul Monte Garizim. E sebbene questo tempio samaritano fosse andato distrutto da Giovanni Ircano, tuttavia continuarono ad officiarvi il culto.
2 Gli ebrei dicevano che il culto si poteva celebrare solo a Gerusalemme. I samaritani solo sul Garizim.
La donna samaritana chiede a Gesù quale sia il luogo vero: “I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare” ( Gv 4,20) .
Gesù le dice: “Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. (…). Viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità” (Gv 4,23-24).

3. Con questo Gesù dichiara che il culto è valido non perché viene fatto qui oppure là.
Il vero culto è quello che congiunge l’anima con Dio. È quello interiore. 

4. Per questo Gesù dice: “Dio è spirito e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”.
“In spirito”, e cioè con fervore spirituale e nell’unione dell’anima con Dio. Solo così il culto è trasformante e santificante.

5. Dice poi che va fatto anche “in verità” e cioè senza quella finzione e simulazione condannate negli ipocriti dalle parole evangeliche: “Amano pregare negli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini (Mt 6,5).

6. Poiché l’anima si congiunge con Dio mediante l’intelletto e la volontà, adorare Dio in spirito e verità significa congiungersi con Dio mediante la fede e la carità, vale a dire conoscendolo con un lume nuovo e soprannaturale (la fede) e con quella carità che unisce a Dio, perché chi ama Dio porta Dio dentro di sé e porta se stesso dentro Dio, come dice l’apostolo San Giovanni: “Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1 Gv 4,16).

7. Con questo Gesù non vanifica il culto esterno perché l’uomo è fatto di anima e di corpo, di materia e di spirito, e pertanto ha bisogno anche di segni e luoghi materiali.
Ma questi sono soltanto mezzi per il giungere al culto vero, alla comunione con Dio, mentre samaritani e giudei si fermavano al culto esteriore e visibile, contrapponendosi fra di loro.
Con augurio di adorare sempre Dio in spirito, cioè con la tua anima, e nella verità, andando aldilà di ciò che le cose o i riti esteriori significano, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo