Quesito

Salve Padre Angelo…
Seguo con passione la sua rubrica, mi piace molto, ma non le ho mai scritto prima una e-mail…
Sono una giovane ragazza, molto credente, anzi, oserei dire che ogni giorno lo sono sempre di più. Prego Dio parlandogli sinceramente, come ad un amico…
Cerco di condurre una vita nella luce del Signore, di compiere buone azioni, di fare del bene, di amare me, Dio e gli altri.
Sono fidanzata da un anno e quasi cinque mesi con un ragazzo più grande di me, siamo innamorati, moltissimo, su questo non ho alcun dubbio, ce lo dimostriamo e diciamo da sempre… Visto ciò abbiamo fatto mille progetti, con la sicurezza di essere uno per l’altro "l’altra metà della mela". Ci siamo fidanzati in famiglia, abbiamo conosciuto tutti i nostri parenti e frequentiamo reciprocamente le nostre case. Abbiamo fatto l’amore per un periodo di tempo, sicuri di ciò che facevamo perché sicuri del nostro amore. Anche il mio fidanzato è credente, ma meno di me. Nonostante io sia molto credente non consideravo l’unirci un peccato perché siamo fidanzati da tempo, ci conosciamo bene, abbiamo fatto dei progetti riguardo alla nostra vita, come il matrimonio e una famiglia, e soprattutto perché ci amiamo immensamente, senza riserve e non era mirato solamente al piacere,ci amiamo tanto da volere condividere anche il nostro corpo, la nostra più profonda intimità insieme. Il problema è che ho paura di cosa il Signore pensi di ciò, cioè, ho paura di macchiarmi di un peccato grave, di offenderlo, non so, ma non vedo perché si dovrebbe offendere di una cosa così bella e spontanea fra due persone che si amano veramente e che si sono scelti per condividere la loro vita insieme. Il matrimonio è ancora lontano, si parla di molti anni perché dobbiamo completare gli studi e sistemarci. In base a questa paura ho scelto di prendere la via della castità… Il mio fidanzato non l’ha presa bene perché dice che sono moltissimi anni, ha dei dubbi, pensa che io abbia preso questa scelta perché non lo amo più come prima, perché non sono più sicura del nostro amore e del nostro futuro, sta male, piange continuamente, dice che non è una cosa sbagliata perché sappiamo che la nostra vita è insieme, ciò che proviamo. Ho parlato con altri miei conoscenti molto religiosi di questa situazione che mi dicono che ormai praticamente nessun credente seppur ama Dio rispetta questo comandamento, perché i tempi sono cambiati, anche se Dio no, che il matrimonio è una tappa tarda della vita per le condizioni critiche finanziarie che viviamo e che sarebbe impossibile aspettare di unirsi così tanto con la persona che si ama soprattutto se si sta insieme da giovani e che visto che si è sicuri dell’altro e del vostro amore non c’è nulla di sbagliato…
Sono molto confusa, questa situazione sta rovinando il mio rapporto con la persona che amo, vorrei tanto continuare ad unirmi con lui ma ho tanta paura di offendere Dio, mi chiedo tutte le persone che credono in lui, che lo amano, ma che si macchiano di questo peccato che fine faranno nella vita ultraterrena e se il Signore gli è sempre vicino, veglia su di loro e li aiuta in questa anche se peccano ma pregano e lo amano…
Spero di ricevere una sua risposta al più presto,
grazie anticipatamente…


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. ti dico alcune cose.
La prima: mi dici che siete unitissimi.
Va bene su questo.
Ma la domanda che ti pongo è la seguente: perché unirvi con un atto che di suo è essenzialmente procreativo?
Ci sono mille modi di stare uniti.
Ora unirvi con un atto procreativo senza volere la procreazione non è un distorcimento del disegno di Dio?

2. La seconda: mi dici che in questi rapporti sessuali non c’è nulla di sbagliato.
Tuttavia usare le potenze procreative, falsificando il loro intrinseco linguaggio che è quello di suscitare la vita, non è sbagliato?

3. Tu mi dirai: ma noi compiamo quell’atto per darci affetto vicendevole.
Tuttavia tu sai bene che quell’atto non dura più di tanto quanto sia sufficiente alla realizzazione del suo significato procreativo.
Raggiunta questa finalità, anche se frustrata dalla contraccezione, l’atto cessa, non può continuare, nonostante il proprio desiderio.

4. Non si tratta allora di falsificare il progetto di Dio sulle capacità procreative?
Mi dici che cerchi di condurre una vita nella luce del Signore.
Ma con i rapporti prematrimoniali non cammini alla luce del Signore. Anzi di fatto Dio cessa di essere la tua guida perché ne viene escluso.
Questo vale anche per il tuo ragazzo.

5. La terza: mi dici che vi amate senza riserve.
La contraccezione però non è in se stessa una riserva perché fare contraccezione è la stessa cosa che non volersi donare in totalità.
Se ci si dona in totalità, si dona tutto, anche la propria capacità di diventare padre e madre.
Ma di fatto voi escludete di donare questa capacità, e proprio mentre suscitate le potenze procreative. Per questo il vostro amore non è totale, non è senza riserve.

6. Mi dici infine che il tuo ragazzo piange sentendoti riluttante ai rapporti prematrimoniali.
Ma se il tuo ragzzo ti volesse autenticamente bene non piangerebbe. Sarebbe felice di renderti contenta.
Piange invece per se stesso, a motivo della sua concupiscenza.

7. Infine scrivi che ti sento “molto confusa” e temi che questa situazione rovini il rapporto con la persona che ami.
Qui, come vedi, comincia ad emergere che qualcosa non va.
San Tommaso dice che il peccato “inveterascit”, e cioè invecchia. Non invecchia fisicamente, materialmente, ma moralmente.
Purtroppo il rapporto con il tuo ragazzo sta invecchiando.
Se vuoi che questo rapporto ringiovanisca, che riprenda tutto il suo vigore, il suo slancio, la sua sincerità non hai che una strada: camminare secondo le vie di Dio, le uniche che garantiscono perenne giovinezza al vostro affetto.
Sarai contenta se lo farai e se il tuo ragazzo si fiderà di Dio, che non è nemico del nostro amore, ma con la sua legge lo vuole tutelare dalle falsità, dai capricci e dagli egoismi.

Ti assicuro per questo le mie preghiere, il mio ricordo nella Messa e ti benedico.
Padre Angelo