Quesito

Caro Padre Angelo,
sono un ragazzo di 23 anni, e da 3 sono fidanzato con una bravissima ragazza. Siamo entrambi cattolici praticanti e insieme abbiamo preso la decisione di non avere rapporti sessuali prima del matrimonio.
Purtroppo però dopo qualche mese dal nostro fidanzamento abbiamo iniziato a litigare spesso, soprattutto per cose futili. Lei si irrita facilmente, ad esempio quando non noto il suo taglio di capelli, o non l’avviso quando esco a fare servizi con mia madre, o se non rido alle sue battute ecc… E siccome ci tengo molto a lei, ogni volta che litighiamo e la vedo così triste, sto male dentro. Vorrei davvero trovare una soluzione che ci faccia vivere la nostra storia più serenamente.
Parlando con due nostri amici, fidanzati da molto tempo, mi sono reso conto che sono sempre felici quando sono insieme e non litigano mai. Dicono che il loro segreto sia quello di praticare spesso atti sessuali… È possibile che sia davvero questa la soluzione, anche andando contro il volere di Dio? Perché, secondo lei, associano la loro serenità al sesso? Si tratta di una felicità passeggera o duratura? Mi sento davvero confuso.
Attendo una sua risposta che mi schiarisca le idee.
La ringrazio in anticipo e la saluto cordialmente.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. i rapporti sessuali prima del matrimonio non sono il toccasana per evitare litigi.
Molto spesso i rapporti prematrimoniali sono il sintomo di una mancanza di profondità e di dialogo.
Si va avanti sapendo che tante cose non funzionano. Anziché affrontare i problemi, si copre tutto con un’intensa esperienza emotiva.
Ma quando poi si giunge al matrimonio ci si accorge ben presto che l’edificio è senza fondamenta.

2. Il Magistero della Chiesa è convinto che le impurità e i rapporti sessuali prematrimoniali non liberano l’amore umano dall’egoismo e dalla aggressività o litigiosità.
La purezza prematrimoniale ha come obiettivo principale quello di eliminare dalla propria vita ogni tipo di egoismo.

3. Non avendo rapporti sessuali, e fate bene a non averne perché sarebbero pura menzogna, cominciate a conoscervi meglio nel carattere, nella personalità, nelle abitudini e nelle attitudini.
Una volta, quando si voleva dire che due cominciavano a frequentarsi, si diceva che “si parlavano”.
Il fidanzamento è essenzialmente il tempo in cui si impara a dialogare, a parlare, ad entrare l’uno nell’orizzonte dei pensieri dell’altro.

4. Può succedere, ed è innegabile, che su alcuni punti talvolta ci siano delle scintille. Ma queste sono provvidenziali, per conoscervi, per valutarvi e per correggervi.
Anche le scintille che di tanto in tanto scoppiano fra voi due sono provvidenziali. Tu impari a conoscere la psicologia della donna. E lei deve imparare a conoscere la psicologia dell’uomo.
È necessario imparare ad accettarsi. Non solo, ma bisogna anche imparare a convertirsi a tante attenzioni e a tante delicatezze.
Tu ormai conosci la psicologia della tua ragazza. Sai che è contenta, ad esempio, se apprezzi il taglio dei suoi capelli, se le confidi che esci per fare servizi con tua madre, ecc…
Dal momento che si tratta di cose buone, perché non compiacerla?
Questo è amore vero.

5. Allora il fidanzamento, mentre è il tempo in cui si impara a conoscersi, è anche il tempo in cui si impara ad amare.
Molti credono di saper amare. Credono che sia una cosa solo di istinti, di sentimenti.
In realtà, se si tratta di amore vero, di amore puro, di quell’amore che è capace di tenere su una casa come quella del matrimonio, è necessario imparare da amare.
Il Signore ha disposto questo periodo per imparare a superare le chiusure, le passioni, gli egocentrismi.
Ugualmente è il tempo necessario perché impariate a non offendervi con facilità, a non essere ripiegati su se stessi, permalosi, gelosi.

6. Pertanto le difficoltà che incontrate sono provvidenziali.
Non potreste crescere nella conoscenza e nell’amore vicendevole se non vi fosse questo sforzo da parte di tutti e due.
Al contrario i rapporti sessuali, oltre ad essere privi di autentica donazione, da soli non danno la capacità di crescere nella conoscenza e nell’amore.
Chi non compie questo sforzo, prima o poi avrà da pentirsene amaramente.
Si accorgerà che l’unione manca di fondamenta e proprio per questo è destinata a crollare procurando a se stessi e ad altri ferite e sofferenze non di rado drammatiche.

7. Pertanto ti esorto a perseverare nel fidanzamento camminando secondo le vie di Dio, impegnando te stesso e anche la tua ragazza ad una crescita incessante.
È la crescita dell’amore.
Con i rapporti prematrimoniali non si cresce nell’amore, ma nel capriccio e nell’egoismo.

Ti auguro un Santo Natale, ricco di grazia celeste e di consolazioni terrene.
Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo