Quesito

Caro Padre Angelo,
Ringrazio la Potenza per l’intelligenza che ci ha concesso. Sia per lo sviluppo della tecnologia (che se usata al modo giusto, ecco che aiuta a divulgare con maggior successo la Parola di Dio tramite internet… strumento che ha dato l’occasione a me, come ad altri, di scriverle), sia per l’incredibile precisione e completezza con cui lei risponde agli altri!
Detto ciò, vorrei presentarle alcune domande legate al Traditore per antonomasia, più una domanda piuttosto impegnativa (ma vedo che ne ha affrontate di peggiori). In primis:
– Se Gesù prevede il tradimento di Giuda allora Giuda non ha nessun libero arbitrio e non può evitare di tradire Gesù.
– Se Giuda non può controllare il suo tradimento di Gesù, allora, la sua punizione e rappresentazione come traditore nella cultura occidentale non è meritata.
– Se Giuda è stato mandato all’Inferno per il suo tradimento, ed il suo tradimento era un gradino necessario nella morte di Gesù Cristo per la salvezza umana, allora Giuda è stato punito per la salvezza umana.
– Se Gesù ha sofferto soltanto mentre moriva sulla croce ed è quindi asceso al Paradiso, mentre Giuda deve soffrire per l’eternità nell’Inferno, allora Giuda ha sofferto per i peccati dell’umanità molto più di Gesù ed il suo ruolo nella penitenza è quindi molto più importante.
Sempre legato a Giuda, abbiamo un fattore strano. La beata Anna Katharina Emmerick disse che il Traditore è dunque inevitabilmente dannato. Secondo Caterina da Genova invece Gesù, ricordandole quanto grande fosse la sua misericordia, le rivelò che anche Giuda era stato perdonato.
Cosa ne pensa? Cosa c’ê di sbagliato in queste affermazioni?
Quindi ecco l’ultima domanda che mi assilla: Perchê Dio ha creato l’Uomo? Che necessità c’era? Spero di non rubarle troppo tempo, ci tengo a precisare che io sono cattolico praticante, fedele ed amante della Madre Chiesa. Tuttavia, come dicono i Testi, bisogna cercare la Verità, perchê essa ci renderà libera.
Buona Vita, Padre!
Michele


Risposta del sacerdote

Caro Michele,
1. San Tommaso riporta il pensiero di San Giovanni Crisostomo, secondo il quale Giuda fu scelto quando era buono. Lo scelse “non in considerazione del futuro, bensì per la condizione presente: e da questa elezione non viene tolta né la libertà del libero arbitrio, né la possibilità di peccare. Di qui l’esortazione paolina: «Chi crede di star saldo, stia attento a non cadere» (1 Cor 10, 12).
Perciò il Signore scelse Giuda mentre non era ancora cattivo, ma la sua scelta non gli tolse la possibilità di peccare” (S. Tommaso Commento al vangelo di Giovanni 6,70).

2. Con questa risposta cadono le tue osservazioni seguenti.
Inoltre non era proprio necessario il tradimento di Giuda perché Gesù venisse arrestato.
Si può dire che il tradimento di Giuda l’abbia facilitato.

3. San Tommaso riferisce anche il commento di Sant’Agostino: “il Signore scelse Giuda già cattivo; e questo rientra nella capacità del Bene: servirsi del malvagio per un fine buono, sebbene lo sappia cattivo. Dio si è servito bene di lui, tollerando di essere da lui tradito per redimere noi” (Ib.).
Anche in questo caso non gli tolse la libertà.

4. Riporta infine il pensiero di Sant’Ambrogio: “Il Signore scelse Giuda per confortare la nostra debolezza, quando ci capita di essere traditi dagli amici, sapendo che anche lui, Signore e Maestro, è stato tradito da un discepolo” (Ib.).

5. Fai un’ultima osservazione e dici che tutto sommato Cristo ha sofferto meno di Giuda, il quale deve soffrire per tutta l’eternità.
Qui, come prima cosa, è necessario ricordare che l’eternità non è un tempo che non finisce mai, ma è un istante che non passa. È un presente che non ha futuro e non ha avrà mai passato.
Dunque quella dell’eternità è un’altra dimensione.
Come seconda cosa invece è necessario ricordare che Cristo non ha sofferto solo dal momento dell’arresto, ma dal primo istante della sua esistenza.
Fin qua quel momento Gesù aveva dinanzi a sé tutti i peccati e tutte le sofferenze di ogni uomo di ogni tempo.
Per questo l’Autore dell’Imitazione di Cristo afferma che “tota vita Christi crux fuit et martyrium” (tutta la vita di Cristo fu croce e martirio).
San Tommaso d’Aquino dice che per intensità il dolore di Cristo è superiore al dolore di tutti gli uomini di tutti i tempi messi insieme: perché vedeva i peccati di tutti, anche di quelli che sono all’inferno e se ne doleva per quello che sono davanti al padre e per le conseguenze che ricadono su chi li compie. E tutti questi peccati li ha espiati, sebbene qualcuno non volia applicare a sé l’espiazione di Cristo (Somma teologica III, 45, 6)

6. Chiedi poi chi tra Caterina Emmerick e Caterina da Genova abbia ragione sul destino di Giuda: nessuno lo può sapere.
La Chiesa non canonizza i dannati, ma i santi. Di questi con certezza sappiamo che sono in paradiso.
Non conosciamo invece l’identità di chi si sia dannato.
Meglio tralasciare le rivelazioni private, che talvolta vengono riferite anche malamente. Sull’asserita affermazione di S. Caterina da Genova ho letto che un illustre autore scrive così: “Si narra che…”. Che credito può avere un’affermazione del genere? Nessuna.
Gesù invece ha detto di Giuda: “Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato” (Mt 26,24). Quest’affermazione ci lascia senza fiato ed è in assoluto più credibile di tutte le rivelazioni private.

7. Circa l’ultima domanda: non c’era nessuna necessità per procedere alla creazione dell’uomo. Ma Dio ha voluto che la vita e la gioia che possedeva dall’eternità potesse diventare anche delle sue creature.
In altre parole, ha creato per condividere la sua vita.
Non aveva bisogno di condividere la sua vita, ma ha voluto riempire molte creature della sua gioia.

Ti ringrazio dei complimenti, ti prometto un ricordo particolare nella preghiera e ti benedico.
Ricambio di cuore il gradito augurio: Buona Vita, Michele!
Padre Angelo