Quesito

Padre, non so neanche se dirle buongiorno o buonasera. 
Ho molto peccato e ho timore di perdere la fede. La prego di non cestinare questa mail anche se lunga e se scritta di impulso. Senza badare alla forma. Non è importante che mi risponda velocemente, vorrei solo che mi dicesse che c’è.
Le scrivo questa mail all’una passata di notte perché stavo leggendo la Bibbia e mi stanno assalendo un mare di dubbi.
Durante questa quarantena ho scaricato sull’iPhone la Bibbia c.e.i.(https://apps.apple.com/it/app/bibbia-cei/id734275381) per cercare di avvicinarmi a Nostro Signore.
Padre… ho paura!
Premetto che sono ignorante e le domande che mi sorgono e le sottopongo non hanno intenti polemici. Ripeto, sono ignorante e vorrei delle spiegazioni e del conforto.
(…).
Mi sono laureato in storia all’Università Statale di Milano. La tesi era sull’ultimo vescovo cattolico di Isfahan. Monsignor Cornelio Reina, un carmelitano scalzo di Milano. Qui, tra le altre cose, ho imparato che l’indagine della verità storica è indispensabile.
Ho iniziato a leggere la Bibbia con anche l’ausilio della sua rubrica per chiarirmi alcuni dubbi che mi sorgevano nella lettura. Non sono un protestante che pretende di aprire la Bibbia e saperne più di chi la studia da tutta la vita…
Al momento sono alla conquista di Gerico. Qui mi sono dovuto fermare e ho preso coraggio nel chiederle aiuto perché mi sto smarrendo. Cerco di spiegarmi, anche se è difficile non risultare un senza Dio. Se la Bibbia è parola di Dio, perché è così “sbagliata”?
Ad esempio, le prove archeologiche sembrano dimostrare che Gerico non sia stata opera di conquista, ma sia stata una colonizzazione di un’area abbandonata da secoli.
Saul sembra non sia mai esistito, per quanto riguarda Salomone non ci sono testimonianze delle sue opere di grande costruttore.
Se è così “sbagliata” in tanti punti, fin dove possiamo affermare con certezza ciò che è Suo e ciò che invece è stato scritto dall’uomo?
So perfettamente che è un racconto e non è verità storica.
(…).
Se ci sono errori così importanti, come affermiamo con certezza che, ad esempio, chi giace prima del matrimonio commette peccato (per altro peccato commesso da me spessissimo per cui in cuor mio non mi sento colpevole perché era comunque un gesto d’amore)? Come possiamo essere sicuri che un domani questo non cambierà come accaduto per l’interpretazione della pena di morte?
(…).
La chiesa è fatta di uomini, e molti di questi sono stati grandissimi peccatori (di alcuni papi neanche ne parlo), che prendono decisioni e danno interpretazioni che io devo ritenere giuste. Se io credessi che invece sono sbagliate?
Ad esempio: per me il sacramento della confessione non è così importante. Mi spiego: io tutti i giorni mi faccio il classico esame di coscienza e mi rendo conto di quanto pecco e in cuor mio lo confesso al Signore. Perché devo dirlo anche al prete?
Magari mi confesso da un prete che ha commesso atti indicibili o che sostiene che la pedofilia sia meno grave dell’aborto (ci tengo a sottolineare che per me è un abominio). Ecco, se io sapessi che un prete è su queste posizioni riterrei sbagliato qualunque sua presa di posizione.
(…).
La prego di credermi quando le dico che cerco di avvicinarmi a Dio, ma ho difficoltà. Io non voglio abbandonare la via del signore e la Chiesa, ma a volte sono in disaccordo. Più leggo la Bibbia più mi vengono dubbi. Cerco di ascoltare il signore quando parlo con Lui, ma mi pare un monologo da parte mia. Come posso recuperare la mia intimità con Dio.
La Domenica non riesco nemmeno ad andare a messa perché lavoro e pecco fortemente mancando al secondo comandamento.
Cosa posso concretamente fare?
Padre io le devo chiedere scusa. È più di un’ora che scrivo. Mi perdoni e sappia che non ho scritto con malizia.
Se può mi ricordi nelle sue preghiere.
Andrea


Risposta del sacerdote

Caro Andrea,
1. della tua lunga mail commento solo alcuni punti.
Sono contento che dalla tua tesi di laurea tu abbia imparato che l’indagine della verità storica è indispensabile.
Ma proprio in nome di questo desidero ricordare che tanto Saul quanto Salomone sono realmente esistiti.
La storia ci dice esattamente gli anni in cui hanno regnato.

2. A proposito di Saul il dizionario biblico del McKenzie riferisce che il racconto della sua elezione nella Bibbia è compilato da varie fonti: una filomonarchica e favorevole a Saul e le atre due antimonarchiche e pertanto ostili.
Questo è dovuto al fatto che a quei tempi gli eventi della storia – più che essere fissati in documenti e relativi archivi – venivano tramandati attraverso la cosiddetta cultura della memoria, per cui ad esempio varie famiglie si tramandavano con grande accuratezza l’albero genealogico.
Il fatto che alcuni fossero ostili a Sul rende ragione della pluralità della fonti.
Il McKenzie dice che è abbastanza difficile ricostruire con precisione il Saul storico, ma è fuori discussione che proprio Saul sia stato il primo re in Israele e abbia dato inizio alla Monarchia.

3. Di Salomone di cui è certo che fu figlio e successore di Davide.
Il McKenzie dice che il nome Salomone fu probabilmente assunto al momento dell’ascesa al trono perché alla nascita gli era stato dato il nome di Jedidia (2 Sam 12,25).
Le date del suo regno (quarant’anni) “non furono fissate in documenti contemporanei ma sono calcolate risalendo al passato da date contenute nei periodi successivi”.
Così è fuori discussione che il suo regno sia stato un lungo periodo di pace caratterizzato soprattutto per la costruzione di ciò che costituirà il vanto degli ebrei: il grandioso tempio di Gerusalemme.

4. Di Gerico il McKenzie riferisce degli scavi di cui tu accenni, ma aggiunge che “è improbabile che un luogo ricco come Gerico sia stato a lungo interamente abbandonato”.
E che il “principale interesse degli scavi di Gerico è rappresentato da livelli preisraelitici, che dimostrano l’esistenza della città circondata da mura ben prima degli israeliti: la più antica risale, per lo meno al 6800 avanti Cristo”.
Il racconto della Bibbia dice che le mura della città sono cadute da sole al suono delle trombe dopo che il popolo d’Israele aveva fatto tutto quello che Dio aveva comandato.
Anche altre mura qualche decennio fa sono cadute senza colpo ferire e sembrava che dovessero durare eternamente.
Il significato teologico del racconto è preziosissimo e questo non deve sfuggire al di là della narrazione che potrebbe risentire di una lettura religiosa dell’evento storico.
Ma è certo che gli ebrei usciti dall’Egitto per entrare nella terra promessa dalla regione di Moab dovevano attraversare il Giordano e trovarvi subito dopo Gerico.

5. Scrivi: “Se ci sono errori così importanti, come affermiamo con certezza che, ad esempio, chi giace prima del matrimonio commette peccato (per altro peccato commesso da me spessissimo per cui in cuor mio non mi sento colpevole perché era comunque un gesto d’amore)? Come possiamo essere sicuri che un domani questo non cambierà come accaduto per l’interpretazione della pena di morte?”.

C’è una forte differenza tra il primo e il secondo caso.
Il primo appartiene alla legge morale, il secondo invece ad una legge disciplinare qual è quella della comminazione di una pena.
La pena può variare a seconda delle circostanze. E di fatto è cambiata.
In molti stati si è passati dalla pena di morte all’ergastolo e dall’ergastolo ad una lunga detenzione.
Sono state le circostanze a giudicare matura la mutazione della pena.
Sicché se la pena di morte in passato veniva data per porre una persona nell’impossibilità di evadere dal carcere e compiere nuovi crimini, adesso invece con le carceri di sicurezza si è giunti a considerare disumana la pena di morte perché non rende nessuna giustizia (non fa risuscitare il morto) e impedisce ad una persona di redimersi.
Invece giacere prima del matrimonio è un grave atto di irresponsabilità nei confronti di colui che nonostante tante precauzioni potrebbe essere concepito: nascerebbe privo di quell’istituzione famigliare all’interno della quale ha diritto di nascere e molto spesso è destinato ad essere ucciso.
Nello stesso tempo nonostante che i soggetti (nel presente caso il tuo) dicano che si tratta di amore, in realtà si falsifica il significato più vero di quel gesto che mette in comunione due persone non in qualunque modo, ma attraverso le potenze procreative.
La comunione delle potenze procreative è propria di chi ha stabilito di diventare padre e madre in un quadro stabile di vita comune.
Privare le potenze generative del loro intrinseco significato procreativo significa falsificare quel gesto e compiendolo prima del matrimonio significa anche che non ci si vuole prendere alcun impegno nei confronti dell’altro.
È il cosiddetto libero amore, che dell’amore ha soltanto il nome perché non c’è nulla di serio, non ci si vuole impegnare e molto spesso lascia in uno stato di desolazione una persona quando dopo molti anni trascorsi in tal modo viene lasciata per altre avventure.
Se poi si parla tra cristiani non si tratta di un comportamento che favorisce la santificazione.
La fornicazione infatti esclude Dio e il suo disegno dall’intimo della propria persona.
Nella fornicazione Dio diventa marginale, cessa di essere il punto di partenza e il punto di arrivo di quella relazione.
Di fatto ci si allontana da Lui e anche se in alcuni casi si continua ad andare in Chiesa vi si va in maniera sempre più formale che poco per volta spegne il gusto delle cose di Dio e porta più lontano dal suo Regno.

3.Dici infine: “La chiesa è fatta di uomini, e molti di questi sono stati grandissimi peccatori (di alcuni papi neanche ne parlo), che prendono decisioni e danno interpretazioni che io devo ritenere giuste. Se io credessi che invece sono sbagliate?
Ad esempio: per me il sacramento della confessione non è così importante. Mi spiego: io tutti i giorni mi faccio il classico esame di coscienza e mi rendo conto di quanto pecco e in cuor mio lo confesso al Signore. Perché devo dirlo anche al prete?
Magari mi confesso da un prete che ha commesso atti indicibili o che sostiene che la pedofilia sia meno grave dell’aborto

Sì, la Chiesa è fatta di uomini, ma non l’hanno fatta gli uomini.
L’ha fatta Gesù Cristo che è il nostro Dio che si è incarnato.
Gesù le ha dato una costituzione gerarchica e sacramentale.
Ad alcune persone Gesù ha conferito i suoi divini poteri di santificare e di rimettere i peccati.
Queste persone rimangono uomini e pertanto con la capacità di peccare e di tradire il ministero affidato.
Sotto il profilo morale i ministri di Cristo potrebbero essere peggio di chi va a confessarsi da loro.
Ciò non di meno, conservano il potere di Cristo di rimettere i peccati.
Tu dici: per me il sacramento della confessione non è così importante.
Per Cristo invece è molto importante tanto che ha detto: “A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati” (Gv 20,23).
E se i peccati non vengono rimessi almeno in maniera implicita attraverso il sacramento, questi peccati rimangono, anche se nel frattempo uno li dimentica.
E con questi peccati un giorno ci si dovrà presentare davanti al tribunale di Cristo (2 Cor 5,10).

Ti auguro un fervoroso ricupero della tua vita di fede e di pratica sacramentale.
Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

Questo articolo è disponibile anche in: Italiano