Quesito

Rev.do P. Angelo,
Pax!
Mi chiamo Antonio Garcia, 59 anni, residente nella città di Fortaleza-CE- Brasile.
Le scrivo per chiarire un dubbio sui riti cattolici, in particolare l’incensazione della casa, come forma di benedizione per la mia famiglia e la mia casa.
La festa dell’Avvento di Natale avvicinarsi e ho intenzione di accendere un incenso in casa mia e nella mangiatoia che abbiamo già acquistato. L’incenso e la mirra che intendo utilizzare sono stati acquistati sul sito del Monastero Trappista (…)-
Chissà se questo atto va contro il catechismo!
Grazie per aver chiarito il debito!
Con preghiere,
Garcia


Risposta del sacerdote

Caro Antonio Garcia,
1. la Sacra Scrittura attesta che i sacerdoti ogni mattina e ogni sera a turno entravano nel santuario del tempio per offrire l’incenso.
Ricorderai che quando capitò a Zaccaria di fare l’offerta dell’incenso gli comparve Gabriele e gli annunciò la nascita del figlio, Giovanni Battista.

2. L’offerta dell’incenso che si brucia e si lascia consumare ha molti significati.
Il primo è quello dell’adorazione resa a Dio. Il profumo gradevole dell’incenso indica che a Dio viene fatto qualcosa che gli è gradito perché apre l’uomo alla sua azione salvifica e santificante.
Con questo si capisce subito che non basta fare l’offerta materiale dell’incenso come se esso agisse come un talismano. Questa sarebbe superstizione.
È necessario aprire il proprio animo all’azione di Dio, che può volere per noi la nostra conversione.

3. In secondo luogo il fumo che parte dall’incenso e sale in alto spandendo la soavità simboleggia la preghiera, come si legge nel Salmo: “La mia preghiera stia davanti a te come incenso” (Sal 141,2).
Pertanto l’offerta dell’incenso va accompagnata dalla preghiera.

4. In terzo luogo l’incenso acceso è simbolo di quel fuoco divino, la carità, che Gesù è venuto a portare e ad accendere in questo mondo.
Pertanto mettere l’incenso davanti a presepio ci ricorda che la prima cosa da fare quando si vuole ottenere qualche cosa da Dio è quella di pregare con un cuore riconciliato con tutti, senza risentimenti, secondo quanto ci ha insegnato il Signore: “Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono” (Mt 5,23-24).

4. Infine l’incenso viene bruciato per allontanare i demoni, come emerge dal libro di Tobia: “Tobia allora si ricordò delle parole di Raffaele: prese dal suo sacco il fegato e il cuore del pesce e li pose sulla brace dell’incenso.
L’odore del pesce respinse il demonio, che fuggì verso le regioni dell’alto Egitto.
Raffaele vi si recò all’istante e in quel luogo lo incatenò e lo mise in ceppi” (Tb 8,2-3).

5. Pertanto se bruci l’incenso secondo i criteri che ti ho ricordato non solo non vai contro il Catechismo, ma fai cosa gradita al Signore e la tua casa per la presenza del presepio e dell’incenso che brucia rimane benedetta.
È per questi motivi e non per superstizione che le Monache trappiste preparano l’incenso per i fedeli.

Auguro a te e alla tua famiglia ogni bene per il prossimo Natale.
Vi ricordo al Signore e vi benedico.
Padre Angelo

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