Caro Padre Angelo,?

sono un ragazzo di 15 anni, da sempre vicino a Cristo e alla Chiesa.

Le scrivo perché ho un problema: non riesco a smettere di masturbarmi. Ogni volta che lo faccio mi sento molto infelice e triste, ma è più forte di me. Mi confesso e comunico regolarmente senza mai omettere un peccato. Posso resistere una, massimo due settimane, ma poi cado nuovamente. Le chiedo un consiglio per riuscire ad eliminare questo problema e le chiedo anche di pregare per me.

Che Dio la benedica.


Risposta del sacerdote

Carissimo,

1. ti suggerisco di fare due cose per rimediare al tuo peccato.

La prima consiste nel pregare. Gesù ha detto. “Vegliate e pregate per non cadere in tentazione” (Mc 14,38).

 

2. Ti chiedo di pregare quotidianamente col S. Rosario.

La Madonna a Fatima ha chiesto in tutte e sei le apparizioni di recitare il Rosario ogni giorno. L’ha chiesto a tutti.

La nostra Madre nella vita di grazia sa ciò di cui abbiamo bisogno per conservare la grazia.

La Madonna sa che quando ci mettiamo in preghiera, soprattutto col rosario, che dal momento che portiamo Lei dentro la nostra vita, vengono allontanate o comunque attutite le tentazioni.

C’è infatti inimicizia tra Lei e il comune avversario. L’ha detto Dio all’alba della creazione: “Porrò inimicizia tra te e la donna…” (Gn 3,15).

 

3. Come un corpo senza cibo non sta in piedi, così un’anima non può conservare la grazia senza la preghiera, senza respirare a fondo con Dio.

 

4. Il secondo criterio è quello della confessione regolare e frequente, anche se non vi sono peccati gravi.

La confessione sacramentale infatti dà sempre un aumento di grazia.

Dice il Catechismo della Chiesa Cattolica:

“Sebbene non sia strettamente necessaria, la confessione delle colpe quotidiane (peccati veniali) è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa.

In effetti, la confessione regolare dei peccati veniali ci aiuta
a formare la nostra coscienza,
a lottare contro le cattive inclinazioni,
a lasciarci guarire da Cristo,
a progredire nella vita dello Spirito.

Ricevendo più frequentemente, attraverso questo sacramento, il dono della misericordia del Padre, siamo spinti ad essere misericordiosi come lui” (CCC 1458).

Desidero sottolineare il secondo effetto: aiuta a lottare contro le cattive inclinazioni.

Non di rado aiuta a lottare preservando dalle tentazioni.

 

5. A queste due cose, che non sono evidentemente le uniche ma sono basilari, ne aggiungo una terza qualora ve ne fosse bisogno: è necessario tenersi lontano dalla pornografia che inquina la nostra mente, depreda la nostra anima lasciandola spoglia e devastata.

Se un grande maestro di vita spirituale, come il Cassiano, ha potuto dire dei pensieri impuri che bisogna “badare alla testa del serpente (Gn 3,16) cioè al primo apparire dei pensieri pericolosi con i quali egli cerca di strisciare dentro la nostra anima. Perché se noi accogliamo la testa, cioè il primo stimolo del pensiero, finiremo per accogliere il resto del corpo del serpente, cioè consentiremo” (cassiano, Filocalia, I, p. 130), cosa non avrebbe potuto dire della pornografia?

 

5. Ti auguro di superare ben presto le difficoltà presenti, soprattutto con l’aiuto di Colei alla quale Dio ha dato l’incarico di essere madre nella grazia e anche nella purezza.

 

Ti assicuro molto volentieri la mia preghiera e ti benedico.

Padre Angelo