Quesito

Caro Padre Angelo,

Vorrei chiederle alcune cose:

Come posso risolvere la mia condizione di convivenza con una donna divorziata?

Mi sono informato sull'argomento e le soluzioni, se non sbaglio, potrebbero essere tre.

La più drastica ma sicuramente dolorosissima sarebbe non frequentarsi più. Altrimenti si potrebbe chiedere l'annullamento del precedente matrimonio della mia compagna oppure potremmo convivere come fratello e sorella rinunciando però ad un elemento importante della vita di coppia che sarebbe l'aspetto sessuale. Vivo questa condizione con un senso di colpa ma nello stesso tempo è difficile intraprendere una delle strade che le ho indicato.

Mi piacerebbe avere un suo parere/consiglio in merito.

Nel mio caso è possibile parlare di conversione dal momento che il mio riavvicinamento alla fede è avvenuto dopo almeno 20 anni di allontanamento da essa? Come ritiene possibile un cambiamento interiore di questo tipo? In certi momenti penso possa essere solo suggestione o una diretta conseguenza dei problemi familiari che mi hanno toccato recentemente e quindi solo una condizione di paura. Le parlo di suggestione perché recentemente ho visitato il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo ed entrando nella grotta (ci sono entrato 3 volte per pregare quel giorno) ho come avvertito una fortissima emozione, come se percepissi la presenza dell'Arcangelo, al punto che mi sono messo a piangere per questa sensazione molto intensa. Da un lato mi sento realmente diverso ma dall'altro il mio lato razionale mi porta a pensare anche a questo aspetto di auto-suggestione.

Vorrei sapere come ci si può consacrare alla Madonna nel modo più corretto possibile: lo posso fare attraverso la recitazione di alcune preghiere specifiche od occorre un percorso più completo al di là della preghiera? Se mi consacro alla Beata Vergine posso consacrarmi anche a Gesù e a San Michele Arcangelo o la consacrazione è “unica” e quindi mi devo affidare solamente ad uno di loro?

La ringrazio anticipatamente per la gentile risposta che vorrà darmi e per le domande “semplici” e “banali” che magari le pongo.


Risposta del sacerdote

Carissimo,

1. hai individuato bene le tre cose possibili per te.

Se la prima al momento fosse impossibile, dovresti attuare simultaneamente la seconda e la terza.

Vale a dire: istruire un processo che dichiari l’invalidità del matrimonio della tua convivente e vivere in continenza sessuale.

 

2. Capisco quello che dici quando affermi che l’unione sessuale è una componente importante della convivenza.

Ma l’unione sessuale fuori del matrimonio è priva del suo autentico significato perché ci si dona totalmente sapendo che l’unione non è né definitiva né totale.

In una parola, sapete bene che non vi appartenete ancora in maniera irrevocabile al punto da poter dire: io ho il diritto che tu viva con me e tu hai il dovere di vivere con me.

La convivenza è basata sul libero arbitrio e non sui diritti e doveri reciproci, come avviene nel matrimonio.

 

3. Prendete questo tempo, fino alla celebrazione del matrimonio, come tempo di fidanzamento, che è essenzialmente il tempo in cui si impara ad amare.

Imparare ad amare significa espellere l’egoismo dalla nostra vita.

Solo sulle basi di un amore puro si può costruire il grande edificio del matrimonio e sperare che non crolli.

Forse vivere in continenza ti sembrerà inizialmente difficile.

Ma poi ci prenderai gusto perché vedrai che l’amore si solidifica sempre di più sulle sue vere basi, che non sono quelle passionali dell’unione sessuale, che prima del matrimonio è essenzialmente falsata.

 

4. Mi chiedi se il tuo riavvicinamento a Cristo, dopo 20 anni, possa essere considerato una conversione e se questo riavvicinamento sia sincero dal momento che probabilmente è stato occasionato da alcune necessità di ricorrere all’aiuto del Signore.

Certamente c’è stato il riavvicinamento. Certe esperienze, come quella che hai fatto a Monte Sant’Angelo, sono esperienze che lasciano il segno nella vita di una persona.

Inoltre dal momento che parli addirittura di consacrazione a Nostro Signore, alla Beata Vergine, a San Michele, come potrei dire che in te non ci sia stata conversione?

Per cui posso dire che certamente la conversione è iniziata. Anzi, potrei dire che è a buon punto, ma non è ancora completata, a motivo della tua attuale impossibilità di accedere alla Confessione e alla Comunione, a meno che tu non prometta di vivere in continenza e di fare la Santa Comunione solo dove non sei conosciuto come convivente.

 

5. Certo, vi sono state delle necessità che hanno stimolato il tuo riavvicinamento e il tuo cammino di conversione.

Ma come potrebbe essere diversamente?

Lontani dal Signore non si è nel bene, si rimane in qualche modo sotto il potere del comune avversario e si è privi delle risorse che possono portare rimedio alla nostra vita.

Come puoi vedere, se il Signore permette che il comune avversario abbia un certo potere in questo mondo, lo permette solo per condannare il demonio – suo mal grado – a servire il Signore, facendoci capire che solo in Dio possiamo trovare salvezza e tutto quanto il nostro bene.

I due motivi (necessità di ordine temporale e bisogni interiori dell’anima) si mescolano dunque e fanno un tutt’uno.

 

6. Circa la consacrazione, che significa volontà di essere dedicati al servizio di qualcuno, va detto che la consacrazione ultimamente si fa sempre a Nostro Signore, a Gesù Cristo.

Ma la facciamo servendoci di strade che il Signore stesso ci ha indicato per camminare sul sicuro: la Beata Vergine Maria, alla quale Gesù ci ha affidati dalla croce, e san Michele Arcangelo, al quale il Signore ha dato il compito di difendere la Chiesa e anche i singoli dalle insidie infernali.

 

Ti saluto, ti assicuro il mio ricordo nella preghiera perché la tua conversione possa giungere al suo termine e ti benedico.

Padre Angelo