Quesito

Salve Padre,
sono un giovane ragazzo di 19 anni, profondamente ispirato nel suo vivere dalla Filosofia. Nonostante io non sia credente non posso fare a meno di complimentarmi con lei per questo spazio dedicato ad un sano confronto, non solo sulla Religione, ma soprattutto sulla Vita, che è sicuramente un bene comune a tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro Fede. Io ho maturato nella mia crescita di questi anni una profonda fede nell’Idealismo (di stampo Fichtiano, posizione che sicuramente lei conosce benissimo) con molta difficoltà, messa in discussione e riflessione. Nutro tuttavia un profondissimo rispetto per ogni forma di Religione o Filosofia, e questo mi permette e invoglia ogni giorno a confrontarmi con tutto ciò che può sembrare anche lontano dal mio pensiero, e soprattutto nel confronto con la religione Cristiana sotto molti aspetti ritrovo un equilibrio che mi permette di crescere ulteriormente, pur non negando la mia posizione, bensì facendola maturare sempre più…A proposito di questo volevo chiederle se nelle Sacre Scritture sono presenti passi nei quali Gesù o gli Apostoli si rapportano con la Filosofia o alcuni Filosofi del loro tempo o passati. Mi interesserebbe molto saperne qualcosa al riguardo. Io credo che anche una persona Atea, Agnostica o di qualsiasi altra fede, dovrebbe ritenere la Religione Cristiana comunque un’importante forma Filosofica, dalla quale attingere un essenziale patrimonio Etico e Morale, purtroppo spesso queste categorie da me citate, soprattutto le prime, tendono a denigrarla. Io piuttosto che denigrare ad esempio la figura di Gesù Cristo, preferisco ritenerlo uno tra i grandi Filosofi dai quali imparare una visione Etica e Morale ricca di Sensibilità, Amore e Altruismo, pur non abbracciando l’intera religione Cristiana. E da qui nasce la mia seconda domanda: la Chiesa ha mai preso delle posizioni particolari, all’interno della sua Storia Antica e Moderna, al riguardo? Intendo, ci sono mai stati punti di incontro o episodi costruttivi tra Filosofi non credenti e la Chiesa? Infine, secondo lei e la sua esperienza, sicuramente di spessore, sarebbe possibile in un futuro trovare una missione comune tra Filosofi e Cristiani, entrambi desiderosi di guidare l’Umanità verso la Felicità? Sarebbe bello se gli uni potessero curare in particolare la Felicità terrena dell’uomo, nel rispetto di un’Etica che dovrebbe essere comune al cuore umano, e gli altri sostenerli guidando l’umanità verso una Felicità ultraterrena…Scusi se mi sono dilungato un pò troppo, e forse sono stato dispersivo, forse è un limite della mia giovane età ed inesperienza. Spero di ricevere presto una risposta con la quale confrontarmi interiormente, alla ricerca di una Luce che forse ci accomuna più di quanto ci divida.

Concludo augurandole che il suo percorso, qualunque esso sia, le porti Felicità, ricchezza d’Animo e Pace Interiore, e che possa continuare a trovare in Dio l’Infinito che la guida in questo mondo spesso rabbioso, ma anche ricco di persone aperte e altruiste come lei.

Cordiali Saluti,
Felice


Risposta del sacerdote

Caro Felice,
1. Gesù non ha mai preso posizione nei confronti della filosofia.
Il messaggio centrale della sua missione è di ordine soprannaturale, al quale si può accedere solo attraverso una mozione interiore attuata da Dio mediante la fede.
Sebbene nel messaggio evangelico sia sottintesa una certa visione dell’uomo e della storia, tuttavia il vangelo non si riduce a questo.

2. Mentre il filosofo lavora con le idee, con i concetti, e cerca di dare una spiegazione di ciò che si prefigge attraverso una logica interna immune da contraddizione, il vangelo ha di mira a realizzare un incontro tra la persona umana e Gesù, Dio fatto carne.

3. È interessante notare che molti manuali di storia della filosofia non menzionano Gesù se non di striscio.
È vero che Gesù ha introdotto nella storia, nel pensiero e nel comportamento degli uomini principi di vita così profondi che sono alla base della più grande e incisiva rivoluzione comportamentale.
Ma Gesù non si è presentato né come filosofo, né come rivoluzionario, né come uomo politico o stratega.
Si è presentato come Dio fatto carne per rendere gli uomini partecipi della sua vita celeste e divina e per insegnare loro che la vera felicità consiste vivere con Lui, in Lui e per Lui.

4. Per te Gesù è un grande filosofo.
Ma confrontandosi con il pensiero di questo “filosofo” si viene a sapere che Lui non è alla ricerca della verità, ma si definisce “la Verità”.
Vi è in Lui, se mi passi il termine, la pretesa di essere la strada e la conclusione del cammino. Gesù non aiuta soltanto a conoscere la verità, ma è la Verità.

5. Forse è per questo che i filosofi hanno lasciato perdere la preda. La pretesa è troppo alta.
Hanno capito che non si può prendere un pensiero di Cristo senza essere introdotti in una comunione di vita con Lui, senza andare fuori della sua volontà.

6. Certo, questo non impedisce di riflettere laicamente sulla predicazione evangelica e di far fruttificare il pensiero laico confrontandolo con la dottrina cristiana, e nello stesso tempo non impedisce di approfondire il contenuto evangelico con le ricchezze delle filosofie e delle culture umane.
I duemila anni di storia della Chiesa testimoniano la fecondità di questo percorso, che ha appassionato molti e adesso appassiona anche te.

7. Circa la domanda specifica se gli apostoli si siano rapportati con la filosofia o con alcuni filosofi ti posso dire che di san Paolo viene riferito che “anche certi filosofi epicurei e stoici discutevano con lui” (At 17,18).
Inoltre viene riportato l’eccellente discorso che San Paolo fece all’areopago di Atene (At 17,22-31).

8. Mi chiedi anche se sia “possibile in un futuro trovare una missione comune tra Filosofi e Cristiani, entrambi desiderosi di guidare l’Umanità verso la Felicità”.
A parte la pregiudiziale, che sembra mettere filosofi da una parte e cristiani dall’altra (mentre di fatto è possibile essere filosofi cristiani, ce ne sono stati, ce ne sono tuttora e sempre ce ne saranno), la risposta è chiaramente positiva purché non ci si riduca a usare termini all’interno dei quali uno fa entrare quello che vuole, anche ciò che è in aperta antitesi con la visione cristiana della vita.

9. Ti ringrazio, caro Felice, degli auguri molto belli che mi presenti e che io leggo evidentemente in rapporto a Cristo, perché la felicità vera dell’uomo, secondo il Vangelo, consiste nel mangiare e nel saziarsi sempre più dei sentimenti e della presenza di una Persona, che è il Pane vivo disceso dal cielo perché chi ne mangia abbia già fin d’ora il possesso di Dio nel proprio cuore.
E ti ringrazio anche della stima che nutri per me, stima che ricambio di cuore soprattutto per la tua onestà intellettuale, scevra di pregiudizi, e per il tuo sincero desiderio di donare col tuo pensiero qualcosa di grande agli uomini.

Spero che non ti offenderai se ti dico che ti ricorderò intensamente nella preghiera e che sono contento di benedirti nella consapevolezza che la benedizione dei sacerdoti non è solo ottativa (già di suo ottima cosa), ma imperativa.
Ti saluto cordialmente.
Padre Angelo