Quesito

Caro Padre Angelo,
non è la prima volta che le scrivo e vista la sua preparazione volevo farle una domanda un po’ particolare e forse originale. Sono un pescatore sportivo (pesco solo per rilassarmi e poi rilascio il pesce catturato) e mi è venuto il dubbio se è lecito sfruttare gli animali per un uso che non è quello primario legato alla nutrizione. In particolare la pesca che faccio è relativa al più grande predatore di acqua dolce (il pesce siluro) pesce che raggiunge e supera i 2,5m di lunghezza. Ovviamente essendo un grande predatore utilizziamo come esca pesci vivi di discrete dimensione che vengono praticamente forati nella schiena e lasciati in acqua aspettando che il predatore abbocchi (vivono tranquillamente anche con l’amo). Se ciò non si verifica il pesce esca viene slamato e quindi rilasciato generalmente ancora vivo.
Ora mi domando, ha la stessa valenza ed è moralmente lecito trafiggere un verme come esca per un piccolo pesce col trafiggere un pesce per un pesce più grosso?
Mi piace molto la pesca ed è per me molto utile per trovare un po’ di serenità dopo le spesso pesanti vicissitudini quotidiane ma questa storia del pesce vivo innescato sull’amo per puro divertimento mi sta mettendo qualche dubbio se continuare o abbandonare tutto.
Attendo cortesemente la sua risposta e la ringrazio in anticipo.
Saluti
Alessio


Risposta del sacerdote

Caro Alessio,
1. in passato ti avrebbero detto di sì senza alcun timore.
Dio ha messo il mondo inferiore all’uomo nelle mani dell’uomo perché se ne possa servire per le sue necessità.
Anche quella sportiva è una necessità.
Così è lecita la corsa dei cavalli nelle gare, sebbene vengano sottoposti a duro sforzo!

2. Oggi invece abbiamo una maggiore sensibilità anche per la sofferenza degli animali, tenendo conto tuttavia che la loro sofferenza non è come quella della persona umana.
Certo, San Francesco non praticherebbe il tuo sport (e neanche io lo farei).
Ma se uno lo fa, secondo me non pecca.

3. Potrei dire che tra quanto ti ho detto e la posizione di san Francesco scorre tra differenza che c’è tra il lecito e il meglio, salvo un migliore giudizio.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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