Quesito

Caro Padre Angelo,
Le scrivo per chiederle un consiglio.
Io sono un ragazzo che fra poco compirà 27 anni, ho sempre sognato di sposarmi sia prima che dopo la mia conversione (anzi si potrebbe dire che la mia conversione è derivata anche da un desiderio di famiglia), da qualche tempo però mi sento un pò inquieto perchè non so se il Signore mi sta chiedendo di diventare sacerdote.
Faccio catechismo a una classe di 5^ elementare, prego mattina e sera, da un mese circa frequento la messa anche settimanalmente, trovo veramente piacere nel servire il prossimo e una grande pace; ogni volta che entro in chiesa mi sento a casa.
Detto ciò quando incontro una ragazza magari in chiesa, mi sento  felice di poter intraprendere un percorso di matrimonio, mentre ad esempio quando sento di un sacerdote, un seminarista o  una suora che pregano molto o vanno a fare qualche ritiro spirituale, sento che fanno delle cose molto belle, ma sento che se io facessi questa cosa frustrerei il mio desiderio di famiglia, sebbene so che un religioso ha la possibilità di servire la gente a tempo pieno.
Cosa ne pensa?


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. la vocazione è quello che uno è.
È insita nelle disposizioni e nelle attitudini di una persona.
Va evitato pertanto di presentarla come una vocina che uno sente all’interno del proprio cuore, a meno che per “vocina” s’intenda proprio l’essere fatti  e tagliati per una determinata realtà.

2. Ti porto un esempio abbastanza banale.
Ho in tasca un mazzo di chiavi, l’una diversa dall’altra. Ognuna è fatta per aprire esclusivamente una determinata serratura.
Ognuna ha inscritta in sé la propria vocazione o chiamata.
Così avviene in qualche modo anche per la persona, ma con una caratteristica particolare.

3. La caratteristica particolare della vocazione della persona è questa: che avverte una vocazione generale all’amore e al farsi dono.
Nessuno infatti può vivere se non con qualcuno, anzi per qualcuno.
Solo amando e facendosi dono ci si sente saziati, contenti.
E comunemente, per un’inclinazione naturale, la vocazione degli uomini e delle donne è quella del matrimonio.
Sono sessuati in determinato modo per richiamarsi e completarsi.
Si tratta di un’inclinazione che si avvia inavvertitamente, come una specie di istinto.
Per questo trovo giusto che tu avverta l’inclinazione a formare una famiglia.
Potrei dire che sei “tagliato” per questo perché è ben per questo che sei specificamente sessuato.

4. Tuttavia, pur con questa nativa inclinazione, la persona umana potrebbe avvertire anche un’altra inclinazione che proviene da una seconda natura donatale attraverso la grazia.
È un’inclinazione di ordine soprannaturale che non annulla le esigenze dell’inclinazione naturale, ma le sublima e le mette a servizio di una vocazione più grande e più alta.
Per questo chi si consacra a Dio nel sacerdozio o nella vita religiosa continua a sentire la nativa vocazione a vivere con qualcuno, anzi per qualcuno.
Solo che questo qualcuno non è solo una realtà intermedia per andare a Dio, come avviene nel matrimonio, ma è Dio stesso, termine ultimo di ogni umana attesa.

5. La comunione con Dio, soprattutto quando diventa intensa come sta capitando a te che partecipi all’Eucaristia non solo la domenica ma anche nei giorni feriali, fa sentire il gusto di qualcosa d’altro, che è più appetibile e più dolce della comunione umana.
Sicché non mi meraviglio che tu avverta anche l’esigenza di far gustare quanto assapori anche al proprio prossimo.
Non mi stupisco dunque che tu senta emergere in te un nuova inclinazione di ordine soprannaturale, una nuova vocazione.

6. Di qui nasce una specie di conflitto: ti senti inclinato a tutte e due le inclinazioni.
La seconda (quella di ordine soprannaturale) ti piace, ma senti pure un richiamo segreto e irresistibile alla prima, per la quale ti senti strutturalmente fatto.
È qui che si radica la pluralità di vocazioni all’interno di ogni singola persona.

7. Come vedi, a questo punto è necessario il discernimento, che potrebbe dirti con una certa precisione se la strada del sacerdozio è fatta per te.
Ma non escludo che al termine di questo discernimento ti possa trovare ancora al punto di partenza, e cioè di sentirti fatto per tutte le due le strade.
Allora si tratterà di prendere una decisione, anzi di prendere in mano la tua vita e di donarla al Signore.
Questa scelta comporterebbe il sacrificio di formare una famiglia. È un sacrificio che costa, ma che vale la pena di compierlo in vista di un’altra famiglia e di un bene superiore la cui urgenza non finirai mai di comprenderla appieno.
Quanti nella vita presente e in quella futura ti verranno incontro e ti ringrazieranno di aver compiuto l’opzione per il sacerdozio, perché senza quell’opzione sarebbero stati privi di un incontro e di una compagnia che si sarebbe rivelata determinante per la loro vita e per la loro salvezza eterna.

8. Senza dire di quello che il Signore ha garantito a coloro che con amore diranno di sì all’inclinazione soprannaturale che ha fatto scaturire in loro come un dono preziosissimo.
Ecco il passo evangelico dove è racchiusa questa promessa: “Allora Pietro prendendo la parola disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna.
Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi»” (Mt 19,27-30).

9. Ti posso solo assicurare che se farai l’opzione per il Signore non te ne pentirai mai in tutti i sensi.
Ti auguro di essere tra quelli che da un punto di vista umano possono essere considerati ultimi secondo la mentalità corrente, ma che sono primi davanti a Dio.

Nella mia preghiera ho cominciato a ricordarti più intensamente perché la Madonna ti ottenga la grazia di compire il giusto discernimento e di fare la tua bella opzione per il Signore. Sono certo che già fin d’ora verrebbe sentita come una grazia da parte di molti. Sarebbe la prima conquista che il Signore t chiama a fare.
Ti saluto cordialmente e ti benedico.
Padre Angelo