Se sia giusto il rimprovero di Gesù agli apostoli

Se sia giusto il rimprovero di Gesù agli apostoli

Quesito

Caro Padre Angelo,
il mio nome è Giorgia, e sono una studentessa di Catania.
Quest’anno, a 17 anni, ho deciso di ricevere il Sacramento della Cresima, perchè realmente ne fossi consapevole (e lo sono stata); dunque ho avuto modo (grazie ad un Catechismo molto intenso) di riflettere su alcuni punti della nostra religione.
Sono venuta a conoscenza del vostro sito dal sito di Italia Cattolica.
Per questo ho deciso di rivolgermi a lei, ho alcuni quesiti da porle.

Perchè le suore non possono amministrare l’Eucarestia?
Io so che la differenza tra i sacerdoti e le suore sta nel fatto che i sacerdoti ricevono un sacramento (Ordine), mentre le donne no, fanno soltanto un voto.
– E’ questo che impedisce loro di amministrare l’Eucarestia?
– Come mai le donne non ricevono il sacramento dell’Ordine?

Chiudo, ringraziandola anticipatamente per la sua disponibilità.
Grazie a questo vostro sito, ho avuto chiarimenti su alcuni miei dubbi.
Anche la gioventù, come può ben vedere, è interessata a tematiche cattoliche.
Mi chiedo solo perchè scarseggino così siti come il vostro, e perchè abbondino invece i siti – spazzatura.
Grazie ancora per il suo tempo.
Giorgia S.


Risposta del sacerdote

Carissima Giorgia,
siamo molto contenti di accoglierti come visitatrice del nostro sito.
Siamo un gruppo di giovani legati alla spiritualità domenicana che cercano di annunciare il vangelo in un mondo dove altri fanno di tutto, e con mezzi ben più potenti, per seminare spazzatura e rubare le anime al Signore.

1. Vengo ora alla prima delle tue domande, che suona così: “Perchè le suore non possono amministrare l’Eucaristia?”.
A proposito dell’Eucaristia bisogna distinguere due aspetti: l’Eucaristia come sacrificio (e allora si parla del sacrificio della Messa) e l’Eucaristia come Santa Comunione.
Il sacrificio lo può compiere solo il sacerdote, il quale “celebra” la Messa.
La santa Comunione può essere amministrata anche da chi non è sacerdote, purché ne abbia le dovute autorizzazioni. In questo caso, oltre al sacerdote e ai diaconi, che ne sono ministri ordinari, molti altri (tra cui anche le Suore autorizzate) possono amministrare l’Eucaristia, e cioè dare la santa Comunione.

2. Le donne non ricevono il sacramento dell’Ordine per più motivi.
Il primo e fondamentale è perché la Chiesa non si sente autorizzata a far questo dal suo Divin Fondatore. La Tradizione cattolica e ortodossa su questo punto è unanime fin dagli inizi.
Gesù avrebbe potuto scegliere tra gli apostoli anche delle donne, ma non lo ha fatto.
E il potere di consacrare l’ha dato solo ai dodici nel corso dell’ultima cena.
Una seconda motivazione, che però è solo di carattere teologico, è questa: Gesù nell’Eucaristia si presenta come Sposo della Chiesa e delle nostre anime.
Per questo è più adatto a rappresentare Cristo-Sposo colui che gli è conforme anche corporalmente.
Nel sacerdote che dice “Questo è il mio corpo”, ogni fedele è chiamato a percepire la voce dello Sposo, che lo chiama al banchetto nuziale.
La donna può rappresentare la Sposa, ma non lo Sposo.

3. Per altre motivazioni puoi leggere nel nostro sito, nella rubrica il sacerdote risponde (teologia dogmatica – sezione sacramenti), quanto è stato detto per domande simili alla tua.

Ti ringrazio per la fiducia, ti ricordo nelle mie preghiere e ti benedico.
Padre Angelo

Se sia giusto il rimprovero di Gesù agli apostoli

Quesito

Caro Padre Angelo,
nel vangelo della XII domenica del tempo ordinario (la tempesta sedata) mi ha stupito il rimprovero di Gesù ai discepoli: “Non avete ancora fede?”
I discepoli sono stati zitti. Ma non avrebbero potuto dire: Se non avessimo fede in te, non ti avremmo svegliato per salvarci!
E anche: Se non avessimo fede in Te, non avremmo lasciato tutto per seguirti!
Che cosa significa l’ammonimento di Gesù?
Grazie.
Michele


Risposta del sacerdote

Caro Michele
La tua osservazione è giusta. È vero, gli apostoli avevano fede. Diversamente non gli sarebbero andati dietro e non si sarebbero rivolti a lui nel pericolo.
Ma qui il Signore vuole portare i discepoli a una fede più alta, nei confronti della quale la loro fede attuale è quasi nulla.
Un pò sulla linea di quello che riconobbe il padre del figlio epilettico, il quale disse al Signore: “Credo, aiutami nella mia incredulità”
Questo aveva la fede, ma riconosceva che quella che aveva era niente in confronto a quella che avrebbe dovuto avere. La sua fede gli pareva una incredulità.
In riferimento al passo evangelico da te citato, potrei dire che il Signore talvolta non ci libera dalle prove, ma ci lascia in loro balìa, perché vuole che le superiamo con i suoi stessi sentimenti e col suo aiuto.
Non dobbiamo dimenticare che il Signore può chiederci di soffrire, come ha fatto con Giobbe.
La fede più alta dunque è quella che dice a Cristo: sono contento che tu voglia continuare nella mia vita la tua passione e la tua risurrezione per la vita del mondo.

Ti ringrazio per la domanda, ti ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo