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Quesito

Rev. Padre,
la ringrazio di cuore per la precisa e solerte risposta: ha sciolto un nodo cruciale che mi impediva di proseguire nel mio studio musicale. 
Ne approfitto dunque, sperando di non importunarla, per formularle altri tre brevi quesiti, il secondo dei quali è in certa misura derivato dal primo (o comunque ad esso sussumibile):
1) Se l’intelletto è per definizione una facoltà dell’anima, come sono definibili ” memoria ” e ” intelligenza “? 
2) Qual è cioè, nello specifico, la differenza tra le parole ” intelletto ” e ” intelligenza “?… Mi è evidente infatti che, quanto meno dal punto di vista sonoro (se non anche etimologico), esse siano parole distinte. Suppongo per cui (intuitivamente) che esse – come forse direbbe Sant’Agostino – siano segni di enti distinguibili, ancorché prossimi.
3) Se fosse rinvenibile una reale distinzione tra queste tre potenze (ammesso e non concesso che ” intelligenza ” sia anch’essa una potenza), come dovrebbero essere rettamente intese e ” collocate “, alla luce del Magistero morale cristiano cattolico?… Tanto le chiedo in quanto non comprendo se l’Intelletto inteso come Dono dello Spirito Santo sia lo stesso che viene inteso come Virtù intellettuale; né mi risulta chiaro perché le tre potenze dell’anima siano state ridotte a due, come se la memoria fosse la potenza di una potenza.
Sperando di non averla disturbata troppo e ringraziandola anticipatamente di ogni sua eventuale risposta, la saluto e la ricordo anch’io nella mia preghiera.
Nicola


Risposta del sacerdote

Caro Nicola,
1. Intelligenza e intelletto sono la stessa cosa. Nella lingua italiana vengono usate due parole, che sono sinonimi.
In latino per le due parole italiane viene usata un’unica parola: intellectus. Non c’è pericolo di equivocare.

2. Circa la memoria: c’è una memoria sensitiva che costudisce le immagini. Ce l’abbiamo in comune con gli animali.
Talvolta la memoria degli animali è più spiccata della nostra.
Ma nella persona umana c’è anche un’altra memoria, che custodisce i concetti. Tale memoria è spirituale.
Sant’Agostino ne faceva una facoltà distinta dall’intelletto.
E proprio per questo una certa tradizione teologica alla domanda: “Quante e quali sono le facoltà dell’anima?” rispondeva: “Le facoltà dell’anima sono tre: memoria, intelletto e volontà”.
Così ad esempio anche nel catechismo di San Pio X.

3. San Tommaso, che pur distingue tra memoria sensitiva e memoria spirituale, dice che la memoria spirituale di fatto si identifica con l’intelletto. È la nostra intelligenza, e non una terza facoltà dell’anima, che costudisce i concetti.
Sicché la teologia di derivazione Tomista, alla domanda: “Quante sono le facoltà dell’anima?” risponde: “Le facoltà dell’anima sono due: intelletto e volontà”.

4. Con tutto quello che si è detto finora, è chiara anche la risposta alla tua seconda domanda: intelletto e intelligenza sono stessa cosa. Le due parole si equivalgono.

5. Piuttosto si può distinguere tra intelletto e ragione.
Allora per intelletto si intende la nostra facoltà conoscitiva spirituale che si mette in atto per conoscere.
Per ragione invece si intende la stessa intelligenza in quanto dirige l’azione.

6. Sempre secondo la filosofia di ispirazione tomista non si tratta di due facoltà dell’anima, ma della stessa facoltà che chiamiamo in due modi diversi a seconda che la sua operazione sia ordinata al conoscere oppure perché sia ordinata a comandare e a dirigere un’azione. 
Nel primo caso si parla anche di intelletto speculativo. Nel secondo caso si parla di intelletto pratico, che di fatto si identifica con la ragione.
Ma anche qui: intelletto e ragione sono la medesima facoltà dell’anima.
La distinzione non è reale, ma solo mentale.
È una distinzione che esiste soltanto nella nostra testa, nel nostro modo di conoscere.
Così vengono risolti anche i problemi espressi nella prima parte della terza domanda.

7. Rimane da dire una parola sul dono dello Spirito Santo, chiamato intelletto.
Questo dono, che è di ordine soprannaturale, non si identifica infatti con l’intelletto o l’intelligenza che sono una facoltà naturale dell’anima.
Per dono dell’intelletto si intende una luce nuova, donata soprannaturalmente da Dio, che permette di “intus (dentro) legere (leggere)” e cioè di penetrare nel significato soprannaturale della Parola di Dio o anche nelle realtà sacre.
Pertanto il dono dell’intelletto è uno dei sette doni dello Spirito Santo che possiedono solo alcuni e cioè coloro che sono in grazia di Dio.

Con l’augurio che tu possa avere in grande abbondanza anche questo dono dello Spirito Santo dell’intelletto, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo