Quesito

caro Padre Angelo,
saluti in Cristo,
gradirei sapere se il coniuge innocente che subisce adulterio abbia il diritto di non perdonare e di non voler più vivere con il coniuge colpevole e anche se questi chiedesse perdono.
Se la parte lesa non se la sente più di vivere con chi ha tradito, in questo caso la parte innocente ha il diritto di separarsi?
Ad una donna tradita che non vuole più vivere con il marito il sacerdote nega la comunione se non lo riprende con sé?
Se fosse così, alla moglie innocente si negherebbe la comunione e la si darebbe a chi ha commesso adulterio e nel frattempo se n’è pentito.
grazie di cuore,
saluti
Stefano


Risposta del sacerdote

Caro Stefano,
la Chiesa esorta la parte innocente ad essere misericordiosa nei confronti del coniuge colpevole e pentito.
Tuttavia le concede il diritto di rifiutare l’intimità coniugale e le concede anche la separazione.
Sicché il sacerdote non può negare l’assoluzione ad una donna che si comporta secondo i criteri che ti ho dato. Il motivo è il seguente: la donna fruisce dei suoi diritti di persona tradita. Il sacerdote può esortare a perdonare. Ma un conto è perdonare e un conto è riprendere l’intimità coniugale e la coabitazione.
La Chiesa dà l’assoluzione al coniuge adultero se è pentito. Ma per quanto sia pentito, non si può costringere la donna a riprendere la vita di prima.
Ti saluto, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo