Quesito

Rev.mo Padre Angelo,
riflettevo giorni fa sull’Ascensione di Gesù ed in particolare sul versetto che dice: "Uomini di Galilea, perchè state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo" (At 1, 11).
Vorrei cercare di capire meglio cosa la Chiesa insegna sulla Parusìa di Gesù ed in particolare vorrei chiederLe come deve essere intesa quell’espressione ‘‘verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo’.
Se il Signore ha rivelato che ritornerà sulle nubi del cielo alla fine dei tempi per giudicare il mondo, vuol dire che scenderà fisicamente sulla terra oppure che rimarrà in cielo pur mostrandosi a tutti gli uomini? Come quindi deve intendersi la ‘‘discesa della Gerusalemme celeste’?
E quali saranno i segni inequivocabili dell’approssimarsi della Parusìa, che secondo certi gruppi cattolici di frangia sarebbero già evidenti nel nostro tempo?
Le pongo questi quesiti perchè, in tempi difficili come il nostro, i veri credenti devono conoscere il retto insegnamento della Santa Chiesa su questo evento così importante, di cui si sente parlare troppo poco nelle chiese, e le confesso che mi rattrista constatare che tanti vengono ingannati da pseudo-profeti, interpreti e propagatori di false dottrine che suscitano ansie e timori nella gente semplice.
La ringrazio di cuore per tutto il bene che fa con i suoi insegnamenti e La ricordo nelle mie preghiere.
Walter


Risposta del sacerdote

Caro Walter,
1. il Signore tornerà glorioso col suo stesso corpo, non con una sua rappresentazione, alla fine del mondo.
Così recitiamo in ogni credo: “E di nuovo tornerà nella gloria per giudicare i vivi e i morti e il suo regno non avrà fine”.

2. I segni che precedono il ritorno del Signore sono tre: l’annuncio del Vangelo in tutte le parti del mondo, la prova finale della Chiesa e la conversione degli ebrei.

3. Circa la venuta del Signore ecco che cosa dice il Catechismo della Chiesa cattolica: “Dopo l’Ascensione, la venuta di Cristo nella gloria è imminente, [ Ap 22,20] anche se non spetta a noi «conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta» (At 1,7) [Mc 13,32]. Questa venuta escatologica può compiersi in qualsiasi momento [Mt 24,44; 1Ts 5,2] anche se essa e la prova finale che la precederà sono «impedite» [2 Ts 2,3-12]” (CCC 673).

4. In particolare, per quanto riguarda 2 Ts 2,3-12, ecco che cosa dice San Paolo: “Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone es’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio.
Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. Il mistero dell’iniquità è gia in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta, l’iniquo,  la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l’amore della verità per essere salvi. E per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità”.

5. Ma questa venuta del Signore, che potrebbe avvenire da un  momento all’altro, viene ritardata. Prima devono convertirsi gli ebrei.
Ecco che cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica: “La venuta del Messia glorioso è sospesa in ogni momento della storia [Rm 11,31] al riconoscimento di lui da parte di «tutto Israele» (Rm 11,26; Mt 23,39) a causa dell’«indurimento di una parte» (Rm 11,25) nell’incredulità [Rm 11,20] verso Gesù…
«La partecipazione totale» degli Ebrei (Rm 11,12) alla salvezza messianica a seguito della partecipazione totale dei pagani [Cf Rm 11,25; Lc 21,24] permetterà al Popolo di Dio di arrivare «alla piena maturità di Cristo» (Ef 4,13) nella quale «Dio sarà tutto in tutti» (1Cor 15,28)” (CCC 674).

6. Circa l’ultima prova della Chiesa il medesimo Catechismo dice: “Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti [Lc 18,8; Mt 24,12].
La persecuzione che  accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra [Lc 21,12; Gv 15,19-20] svelerà il «Mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne” (675).
La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima Pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e Risurrezione [Ap 13,8]. Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa [Ap 20,7-10] secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male [Ap 21,2-4] che farà discendere dal cielo la sua Sposa [Ap 20,12].
Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell’ultimo Giudizio dopo l’ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che  passa” (CCC 677).

7. S. Giovanni nell’Apocalisse parla della discesa della Gerusalemme celeste: “Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo” (Ap 21,2).
I santi del Paradiso accompagneranno il Signore al suo ritorno per riunirsi ai loro corpi mediante la risurrezione.
In questo senso la Gerusalemme del cielo scenderà sulla terra.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo