Quesito

Caro Padre Angelo Bellon,
Le domando cortesemente che cosa indica l’insegnamento e il magistero della Chiesa, circa i dispositivi anticoncezionali intrauterini, denominati “spirale”.
Personalmente sono convinto che si tratti di un mezzo abortivo, perché la fecondazione avviene comunque, ma desidererei ricevere ulteriori e più esaustive spiegazioni, soprattutto riguardo la posizione della Chiesa.
Grazie per l’attenzione.
Mauro


Risposta del sacerdote

Caro Mauro,
1. la Chiesa da sempre è consapevole che la spirale non è un contraccettivo qualunque, ma è abortiva.
Il suo obiettivo infatti non è quello di impedire il concepimento che, come tu hai giustamente rilevato, avviene da sé, ma di impedire l’annidamento nell’utero.

2. Concretamente non si può sapere quanti aborti attui chi usa la spirale, perché può darsi che i due senza saperlo si uniscano nei periodi non fertili.
In ogni caso però si espongono volontariamente ad abortire.
E questo è un motivo sufficiente per negare l’assoluzione.

3. Tra la contraccezione e la volontà di abortire c’è una differenza molto grande.
Il divieto della contraccezione vuole impedire l’impurità nell’amore coniugale.
Il divieto della spirale si contrappone all’eliminazione di una vita umana.
Nel primo caso si pecca contro il sesto comandamento.
Nel secondo caso si pecca contro il sesto comandamento e soprattutto contro il quinto comandamento, che è ben più grave.

Ti ringrazio di aver attirato l’attenzione anche su questo punto della morale cattolica.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo