Carissimo Padre Angelo,
ho una domanda da porti riguardo ai segnali che Dio invia agli uomini per chiamarli al suo progetto di salvezza, nel contesto della divina onniscienza e del libero arbitrio umano.
Immagino l’esempio di una persona che sente la chiamata al sacerdozio ma per un motivo o per l’altro risponde negativamente a questa chiamata non rispettando il progetto che il Signore aveva su di lui.
Dunque mi chiedo: il Signore, essendo onnisciente, oltre a prevedere con certezza il futuro, ci conosce alla perfezione, quindi sapeva con certezza che questa certa persona avrebbe risposto negativamente alla sua chiamata anche senza chiamarlo, quale sarebbe perciò il senso di avergli inviato dei segnali per chiamarlo quando già prevedeva che non avrebbe risposto?
Forse perché vuole comunque darci consapevolezza del suo progetto su di noi mettendoci davanti alla scelta concreta?
Non riesco a risolvere la questione…
Ti ringrazio in anticipo per la risposta che mi darai e ti faccio i complimenti per la missione che ogni giorno svolgi rispondendo a tutti i dubbi della gente su questo sito, che lo Spirito Santo ti illumini sempre e il Signore ti accompagni in questo compito che ti ha affidato.
Ti ricordo nelle mie preghiere e ti chiedo anche una preghiera per me affinché il Signore mi illumini e mi porti sulla strada che Egli ha preparato per me.
Un caro saluto in Cristo,
Francesco.


Caro Francesco,
1. il Signore in via ordinaria non ci chiama ad un’unica vocazione.
Ce n’è una prima, scritta nella nostra stessa biologia (se è lecito esprimersi in questo modo).
Ed è la vocazione al matrimonio, alla famiglia.

2. Poi ce ne sono altre, che potrebbero chiedere di rinunciare al matrimonio e alla famiglia.
Ma le chiamate del Signore non sono mai costringenti.
Al giovane che gli aveva chiesto: “Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna”, il Signore ha detto: se vuoi essere perfetto va,…

3. Il giovane non corrispose alla seconda chiamata.
Si accontentò della prima.
Sotto questo aspetto non ha abbandonato il Signore. Ha compiuto la sua volontà, anche se era inferiore all’altra.
I segnali della seconda chiamata per lui sul momento sono risultati inutili.
Ma forse in seguito come avrà rimpianto di non aver seguito il Signore!

4. Chissà come dinanzi alle contraddizioni della vita si sarà ricordato dello sguardo di Gesù perché il vangelo dice: “Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!»” (Mc 10,21).
Lo amò.
Ora l’amore di Dio è diverso dal nostro. Noi amiamo una cosa o una persona perché in lei ci pare di trovare un nostro compimento.
Dio invece, poiché non bisogno di trovare perfezione essendo Egli stesso la perfezione, ama infondendo il bene, rendendo ricca e amabile una persona.
Questo giovane in seguito avrà avuto occasione di vedere negli Apostoli quanto il Signore li aveva resi ricchi interiormente e proprio per questo amati e desiderati da molti perché portavano nei cuori degli uomini la vera ricchezza!

5. Oltre al rimpianto, ci auguriamo che quei segnali siano serviti per amare più decisamente il Signore nella via in cui si sarebbe trovato.
E chissà che quel giovane, diventato poi adulto e vecchio, nell’impossibilità di tornare indietro non abbia esortato tanti giovani che avrebbero ricevuti quei medesimi segnali a non fare quello che aveva fatto lui?

6. Dio non fa niente di inutile.
Pertanto quei segnali disattesi saranno diventati in un modo o nell’altro buoni servitori della causa del Signore.

7. Non so se tu sia chiamato come quel giovane.
Ma se lo fossi, rispondi prontamente.
Non te ne andrai via col volto triste, ma sarai lieto e porterai nel cuore di molti la letizia vera, quella legata alla presenza di Cristo.

Ti ringrazio molto per la preghiera che hai fatto per me e ti assicuro volentieri la mia.
Ti benedico e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo