Un nostro visitatore dice che in tutta onestà e sincerità crede che Dio sia contemporaneamente buono e malvagio

////Un nostro visitatore dice che in tutta onestà e sincerità crede che Dio sia contemporaneamente buono e malvagio

Un nostro visitatore dice che in tutta onestà e sincerità crede che Dio sia contemporaneamente buono e malvagio

Quesito

Buongiorno,
ecco il mio argomento in breve:
mi baso sul fatto che Dio conosce tutto in anticipo e che è Onnipotente.
1) Avendo creato Adamo ed Eva con QUELLE loro debolezze, già sapeva cosa avrebbero fatto e quindi Egli ha creato questa “valle di lacrime”. Quindi è il solo responsabile.
2) Tutto ciò che è venuto dopo, perciò, è solo una conseguenza. Ad esempio Egli sapeva cosa avrebbero fatto i contemporanei di Noè, ma li ha uccisi tutti volontariamente. Assassino è chi uccide volontariamente.
CONCLUDO: in tutta onestà e sincerità io credo che Dio sia contemporaneamente BUONO e MALVAGIO.
La ringrazio per la sincera risposta e la saluto.
Carlo


Risposta del sacerdote

Ti ringrazio, Carlo,
per avere sintetizzato le due domande e così ti privilegio facendo passare la tua mail davanti alle tante che attendono.

1. Per la prima domanda: è come se tu, generato un figlio che a suo tempo diventa malvagio, per ciò stesso anche tu diventassi malvagio così da meritare di essere portato in tribunale insieme con lui e di essere castigato.
Se il giudice ti condannasse, tu gli diresti che è un giudice ingiusto e malvagio.
Ebbene, tu hai dato nei confronti di Dio la medesima sentenza ingiusta e malvagia.

2. Aver dotato l’uomo di libertà non è una condanna cui Dio ha sottoposto l’uomo, ma è uno dei doni più alti che gli ha fatto.
È per questo motivo che l’uomo è superiore a tutte le realtà esistenti nel nostro mondo visibile.
La libertà è una perfezione.
E Dio non l’ha data all’uomo non perché possa fare il male, ma perché creativamente, con amore e con merito esprima le proprie potenzialità e la propria vita.
“Egli non ha comandato a nessuno di essere empio e non ha dato a nessuno il permesso di peccare (Sir 15,20).

3. Il Concilio Vaticano II riconosce che “la libertà nell’uomo è segno altissimo dell’immagine divina. Dio volle lasciare l’uomo “in mano al suo consiglio” (Sir 15,14) così che egli cerchi spontaneamente il suo Creatore, e giunga liberamente, con l’adesione a Lui, alla piena e beata perfezione” (Gaudium et spes, 17).

4. Già S. Tommaso aveva affermato che “l’uomo è simile a Dio non per il corpo, ma per l’anima, che ha la volontà libera e incorruttibile” (Expositio in Symbolum Apostolorum) e che per la libertà egli è “causa del suo proprio volere”, “principio delle sue opere… e potestativo sulle proprie azioni” (Somma teologica, I-II, prol.).

5. Inoltre Dio non creò Adamo ed Eva con “quelle debolezze”.
I nostri progenitori uscirono integri e perfetti dalla mano di Dio.
“In Ez 28,12 si legge: “Così dice il Signore: tu eri un modello di perfezione, pieno di sapienza, perfetto in bellezza. In Eden, giardino di Dio, tu eri coperto di ogni pietra preziosa… Il tuo cuore si è inorgoglito della tua bellezza”.
Le debolezze sono venute fuori dopo il peccato originale perché si trovarono inclinati al male.

6. La seconda affermazione è a dir poco blasfema. Scrivi infatti: “Ad esempio Egli sapeva cosa avrebbero fatto i contemporanei di Noè, ma li ha uccisi tutti volontariamente. Assassino è chi uccide volontariamente”.
Ebbene, il testo sacro dice che “ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra” (Gn 6,12).
Ora, come avvenne per Adamo ed Eva, compiere il male era la stessa cosa che privarsi di qualcosa di prezioso, di una protezione.
I nostri progenitori dopo il peccato si scoprirono nudi, e cioè impoveriti, privi di protezione. Da quel momento si sono messi sotto il potere del maligno, al quale consapevolmente hanno aperto la porta.
Ora il nostro avversario “non viene se non per rubare, uccidere e distruggere” (Gv 10,10).
Così è successo ai tempi di Noè.
Quegli uomini, sfuggiti alla protezione divina, si sono trovati in balìa di colui al quale si erano sottomessi e subirono come prefigurazione la stessa sorte di chi per il proprio operato di fatto sceglie di essere in eterno sotto la tirannia dei demoni.

7. Solo Noè con la sua famiglia “trovò grazia agli occhi del Signore. (…).
Noè era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio” (Gn 6,8-9).

5. Con l’augurio che quanto avvenne per Noè avvenga per te e per me, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo