Quesito

Buongiorno Padre Angelo,
innanzi tutto la ringrazio per le tante risposte che da a noi poveri peccatori che siamo in cerca di Dio e del modo migliore per avere la Sua Grazia.
Ho un dubbio riguardo all’inferno. Da tutte le sue risposte ed anche da quello che dicono tutte le persone di chiesa, non esiste possibilità per un’anima dannata di uscirne neanche se si pente, in quanto una volta giudicata da Dio non c’è più possibilità.
Ieri ho letto un’intervista rilasciata da Don Amorth  che dice:
“L’inferno è eterno, il diavolo non cambia come i dannati non cambiano. Miriana, una volta chiese alla Madonna: “Mamma cara, non potrebbe un dannato dall’inferno pentirsi, chiedere perdono a Dio e Dio non potrebbe prenderlo dall’inferno e metterlo in Paradiso? La Madonna sorridendo: “Si, Dio potrebbe, ma sono loro che non vogliono”. Quando uno è intestardito nel male, come i dannati e più ancora i demoni, non torna indietro, non si pente.”
Mi può chiarire gentilmente questo concetto? Se un anima dannata ha la possibilità di pentirsi ed andare in paradiso, perchè non lo dovrebbe  fare neanche dopo aver provato le pene dell’inferno?
La ringrazio e le porgo i miei saluti.
Roberto


Risposta del sacerdote

Caro Roberto,
1. L’errore per cui non riesci a uscire da questo dubbio sta nella frase che hai scritto: “Da tutte le sue risposte ed anche da quello che dicono tutte le persone di chiesa, non esiste possibilità per un’anima dannata di uscirne neanche se si pente”.
Ma il punto è proprio qui: nell’eternità non è più materialmente possibile pentirsi, perché si è fuori del tempo.
Per pentirsi bisognerebbe avere a propria disposizione un istante diverso da quello in cui si è attaccati al peccato.
Finché siamo nella vita presente questo istante ce l’abbiamo. Anzi, ne abbiamo tantissimi.
Ma appena morti, si entra nell’eternità, che è un istante che non ha né passato né futuro. Appena morti non si ha a propria disposizione un istante diverso da quello con cui entriamo nell’eternità. C’è solo quell’istante.
È qui che sta racchiusa l’impossibilità di pentirsi e di uscire dall’inferno nel quale deliberatamente si è entrati.

2. Il medesimo errore è racchiuso anche nell’altra tua affermazione: dopo che si sono passate tutte le pene dell’inferno perché non è possibile pentirsi?
Il fatto è che non vi è un dopo.

3. Con questa spiegazione puoi comprendere l’esattezza delle espressioni del padre Amorth e di Miriana.
Non è Dio che non vuole liberare. Sono i dannati che si trovano in una situazione in cui non è più materialmente possibile convertirsi. Sono irrimediabilmente fissi contro Dio.

3. Per questo rimane sempre urgente la necessità di pregare e fare penitenza per coloro che vivono nel peccato mortale.
A Fatima ci è stato insegnare a pregare così: “O Gesù pedona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno e porta in cielo tutte le anime bisognose della tua misericordia”.

Ti saluto cordialmente, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo