Le risposte sono messe in corsivo dopo ogni singola domanda.
Padre Angelo

Buongiorno padre Angelo,
sono Alberto, le avevo scritto un paio di settimane.
La ringrazio per la risposta che mi ha dato serenità sulla questione che le avevo posto.
Mi sono imbattuto un giorno nel vostro sito e devo dire che e’ sicuramente una grazia di Dio l’opportunità per noi tutti di vedere utilizzato internet in un modo positivo che, grazie alla pubblicazione di domande e risposte, risolve molti dei dubbi che ci accompagnano sulla morale cattolica e sulla fede in generale.
Così come un medico per curare al meglio il proprio paziente ha bisogno di sapere la sua “storia” di esami e malattie, così ritengo di dare una breve presentazione di quello che è ed è stato il mio approccio con la fede e di quella che è la situazione attuale, prima di farle alcune domande. Premetto che i dubbi sono sempre tanti ma, ovviamente, mi riservo di esporli di volta in volta e non tutti in una volta sola che sarebbe poco proficuo per entrambi.
Fino a dicembre del 2002 la mia vita da cristiano si risolveva nell’andare a messa la Domenica e nei giorni di precetto e nel cercare di seguire la legge di Dio per quel poco che ne sapevo. Frequentavo economia all’università e avevo un buon rapporto con famigliari, amici e fidanzata di allora. Insomma tutto andava per il meglio… finché un bel giorno con l’avvicinarsi del Natale dentro di me scatta qualcosa… non mi basta più andare in chiesa perchè me l’hanno insegnato i genitori e perchè ormai è quasi un abitudine… Voglio capire il senso di questa cosa, il senso della vita…
Vi è in me qualche inquietudine circa l’eternità.
Temo che i rapporti umani di affetto e di amore che vivo in questa vita, siano persi per sempre dopo la morte.
Non riesco ad avere la convinzione che, se anche riusciremo ad andare in Paradiso, lì ci riconosceremo, continueranno i rapporti nati su questa Terra.
A questo proposito vorrei farle le seguenti domande, pur sapendo che il mistero domina su tali argomenti e poi concludo:

1) Dopo la morte, e prima della risurrezione dei corpi, quando dunque saremo solo in spirito, saremo comunque riconoscibili gli uni gli altri?

Se andremo in paradiso non solo ci riconosceremo, ma vedremo tutta la vita degli altri e vi sarà in Dio una comunione perfetta anche tra di noi.
Vedremo anche i peccati commessi dagli altri, così come gli altri vedranno i nostri. Questa conoscenza, però, non sarà motivo di confusione o vergogna ma di ulteriore esaltazione della misericordia del Signore. Ognuno potrà dire degli altri: ma guarda che opere prodigiose il Signore è riuscito a fare in quella persona!

2) Mi sono sempre chiesto: se in Paradiso non ci sarà più tristezza alcuna, né dolore.. come è compatibile questo con il mantenimento dell’amore e dell’affetto verso i propri cari? Mi spiego meglio: ipotizziamo una giovane mamma che morendo lascia in Terra i propri figli e il proprio marito. In Cielo sentirà la mancanza dei propri cari?
E di nuovo: se di là sarà solo gioia, perchè in alcune apparizioni riconosciute dalla Chiesa la Madonna appare triste e con dolore per i peccati degli uomini che tanto fanno male a suo figlio?

Quando uno è in Cielo, ha la propria volontà perfettamente conformata a quella di Dio e vede chiaramente che se Dio ha permesso qualche male è senza dubbio per condannarlo a servire un bene più grande. E questo bene lo vede come se fosse già compiuto. Per questo non può provare dolore e per questo dirà eternamente con tutti i giusti che lì vi si trovano: “veri e giusti sono i tuoi giudizi”.

3) E di nuovo: se di là sarà solo gioia, perchè in alcune apparizioni riconosciute dalla Chiesa la Madonna appare triste e con dolore per i peccati degli uomini che tanto fanno male a suo figlio?

Quando qualcuno vede apparire la Madonna non deve pensare che la Beata Vergine lasci la Comunione con Dio e con gli abitanti del cielo e scenda sulla terra.
Si tratta invece di creazioni miracolose attuate da Dio che ci mettono in reale comunione con la Beata Vergine la quale – sempre per intervento miracoloso di Dio – mostra la sua preoccupazione per la salvezza soprannaturale ed eterna di molti suoi figli.
In Cielo però la Beata Vergine, proprio perché la sua volontà è perfettamente conformata a quella di Dio, è felicissima e beatissima.
Nell’apparizione Dio si serve del volto dolente di Maria – creato appositamente – per sollecitarci ad un cambiamento di vita.

4) Posso dunque continuare a vivere i miei affetti con la certezza che, a Dio piacendo, li ritroverò nella vita eterna?

Nessuno può essere certo della propria salvezza eterna se non per una particolare rivelazione datagli dal Signore.
La nostra libertà potrebbe giocarci sempre qualche brutto scherzo.
Per questo, soggettivamente, più che di certezza parliamo di speranza.
Ma se ci salviamo, siamo certi che eternamente continueremo a vivere e a sentire gli affetti provati di qua in maniera infinitamente più alta e più bella.
Ci ameremo infatti come Dio ci ama, con il Cuore stesso del Signore nel quale saremo trasformati.
Solo il peccato verrà distrutto.
Quello che di qua compiamo in grazia, il Signore vuole che duri per sempre.
Non è bello questo?
Solo Cristo può darci una rivelazione come questa, perché solo Lui è disceso dal Cielo e sa come stanno le cose!
In nessun altra religione si arriva a tali altezze!
Anche per questo avremo ulteriore motivo per amarLo finalmente nella maniera dovuta.

Mi scuso per la lunghezza di questo mio intervento, la ringrazio per l’opera e il conforto morale che dà a noi tutti e la ricordo nelle mie preghiere.

 

Alberto

Ti ringrazio per le parole di stima e di incoraggiamento.
Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo