Buongiorno Padre Angelo,
Per vari motivi legati ad un senso di riconoscenza verso la badante rumena che ha curato una mia parente, poi deceduta, ho fatto celebrare il rito funebre da loro, che sono evangelici. Mi è venuto il dubbio di avere in qualche modo commesso un errore dal punto di vista della religione cattolica. La mia parente era cattolica come pure io. Dopo la morte, in ospedale, la defunta è stata però benedetta da un frate cattolico. In ogni caso, durante la celebrazione evangelica ci sono stati solo canti e sermoni, senza una benedizione e senza nemmeno farsi il segno della croce. Avevo pensato che Gesù è uno solo, Dio è uno solo. Ma, se ho sbagliato, posso in qualche modo rimediare se ho fatto questa scelta, facendo in seguito celebrare una messa cattolica in ricordo del defunto o altro? Io stesso devo confessarmi per questa azione?
La ringrazio molto per un suo consiglio.
I miei più sentiti saluti.
Walter


Caro Walter,
1. hai agito in buona fede, ma hai privato questa tua parente del bene più prezioso, la Santa Messa.
Come ti sei accorto dalla partecipazione a quella loro celebrazione, hanno fatto canti e sermoni. Ma è mancato il sacrificio di Cristo che viene perpetuato sui nostri altari.
È questo il vuoto che provano i cattolici quando partecipano al culto protestante.
Manca il “fate questo in memoria di me”.
E anche qualora ripetessero le parole di Gesù nell’ultima cena non consacrerebbero niente, perché manca loro la successione apostolica che è quella catena ininterrotta che permette a noi ministri di avere quei poteri divini che Gesù ha dato agli Apostoli e che da loro per l’imposizione delle mani e delle preghiere giunge fino a noi.

2. I canti fatti dagli evangelici sono preghiere.
Ma nessuna preghiera vale quanto il sacrificio di Cristo, perché questa non è opera umana ma divina, essendo Gesù l’unico Dio fatto uomo.
Ora il sacrificio di Gesù ha un valore infinito. Ed è simultaneamente sacrifico di adorazione, di lode e di rendimento di grazie, di espiazione o purificazione, di supplica e implorazione di grazie.
Per i defunti è in modo particolare sacrifico di espiazione e di purificazione.
Pertanto, facendo quello che hai fatto, hai sottratto alla tua parente il bene più grande che potevi darle: il sacrificio di Gesù, al quale lei probabilmente ci teneva molto.

3. Adesso puoi rimediare attraverso la celebrazione di Messe.
È vero che il sacrificio di Gesù ha un valore infinito, ma il beneficio che noi ne riceviamo è sempre finito, proporzionato alla nostra apertura d’animo e alla nostra devozione.
Per questo, dicevo, fai celebrare non una Messa, ma delle Messe.

4. Per la celebrazione della Messa i fedeli concorrono con un’offerta, che non è la paga che si dà al celebrante per il servizio prestato. Ma vuole significare che noi ci vogliamo unire al sacrificio di Gesù con un sacrificio particolare.
Questa è una prima forma di apertura d’animo.
Alcuni, poi, danno al sacerdote un’offerta più cospicua e con questo intendono unirsi in maniera più stretta e più forte al sacrificio di Gesù.
I poveri danno quelli che possono. Ma anche se danno di meno, non lo danno con minor merito perché il Signore guarda al cuore e sa che in costoro il sacrificio è stato più grande.

5. Con la celebrazione funebre liturgica dagli evangelici hai anche privato la tua parente del merito della tua Santa Comunione.
Perché è ben vero che noi possiamo offrire il merito della Santa Comunione sia per i vivi che per i defunti.

6. Sono mancate quelle aspersioni d’acqua benedetta e quelle incensazioni che servono anche a tenere lontani i demoni dalle anime dei nostri defunti.

7. Sono pure mancati i vari segni di croce da parte dei fedeli.
Ora, come dice San Tommaso, il segno della croce è il segno trionfale della vittoria di Cristo contro i demoni.

8. È mancato in modo particolare il sacerdote che nelle celebrazioni liturgiche rende presente Cristo. In quel momento infatti il sacerdote agisce in persona Christi, identificandosi con Cristo.
C’è una grandezza nella persona del sacerdote e la si avverte.

9. Infine se portavi la tua parente nella Chiesa che lei aveva sempre frequentato e di cui era figlia, avresti offerto l’occasione a questi evangelici di presenziare ad una S. Messa e di avvertire quel ché di grandezza e di potenza che non c’è nelle loro celebrazioni, le quali paragonate alle nostre avranno forse molti canti, ma mancano dell’essenziale, della cosa più preziosa, più importante e più insostituibile: il sacrifico di Cristo.

10. Per cui tirando le somme, hai fatto molti errori con quelle esequie e hai privato la tua parente di molti benefici.
La quale non può essere stata contenta di quello che hai fatto. Non lo avrebbe mai chiesto e mai desiderato.

11. Adesso comincia a riparare con una buona confessione.
E poi ripara facendo celebrare Messe e pregando per lei, in particolare col santo Rosario. Sarebbe bello se fosse quotidiano. Faresti scendere su di lei e su te stesso numerosissime grazie di ogni tipo.

Alla tua preghiera unisco la mia e ti benedico.
Padre Angelo