Non tutta la Scrittura mi riesce altrettanto interessante, trovo noiosi ampi stralci dell’Antico Testamento; dove trovare il loro significato spirituale?

////Non tutta la Scrittura mi riesce altrettanto interessante, trovo noiosi ampi stralci dell’Antico Testamento; dove trovare il loro significato spirituale?

Non tutta la Scrittura mi riesce altrettanto interessante, trovo noiosi ampi stralci dell’Antico Testamento; dove trovare il loro significato spirituale?

Quesito

Salve padre Bellon,
mi chiamo Domenico, ho 21 anni e seguo con molto interesse la sua ottima e interessante rubrica "Un sacerdote risponde". Complimenti per la chiarezza, la competenza e la pazienza che ci mette.
Sto intraprendendo la lettura della Bibbia, un pochino ogni sera, ed è veramente una scoperta piacevolissima. Ad esempio sono rimasto letteralmente esterrefatto nel leggere Qohelet e come anticipa, e supera, tutta la filosofia nichilista dell’Otto-Novecento; andrebbe fatto studiare nei corsi di filosofia a scuola… Per non parlare del discorso della montagna in Matteo… credo sia il culmine morale dell’umanità.
Tuttavia non tutta la Scrittura mi riesce altrettanto interessante. In particolare trovo noiosi ampi stralci dell’Antico Testamento che si dilungano in norme, leggi o usanze del popolo ebraico, o loro leggende, storie o cronache. Anche i commentatori della mia edizione (Ed. San Paolo, chiaramente approvata dalla Chiesa) latitano e non danno nessun contesto o interpretazione nelle note. Faccio alcuni esempi: il Levitico, le Cronache, i Numeri e altri; prima di scriverle ero finito a leggere una sorta di guida nel Levitico alla diagnosi differenziale di lebbra e eczema.
Sicuramente sono testimonianze storiche affascinanti della vita di un popolo di molto tempo fa, ma come leggerle dal punto di vista diciamo "religioso"? È comunque necessario leggerle o si possono saltare, se si vuole studiare la Parola di Dio? 
La ringrazio moltissimo della risposta che vorrà darmi e la raccomando a Dio con tutto il cuore! Suo,
Domenico


Risposta del sacerdote

Caro Domenico,
1. hai colto nel segno quando parli di “significato religioso”.
Perché attraverso tutte quelle parole, anche quelle apparentemente più noiose, Dio parla alla Chiesa e parla nello stesso tempo all’anima ciascuno di noi.
Le edizioni della sacra Scrittura che abbiamo tra le mani oggi sono più di carattere scientifico che spirituale.

2. Un’edizione che presenta note con indicazioni spirituali è quell’antica di Antonio Martini.
I domenicani Sales e Girotti nella prima metà del XX secolo la ripresero arricchendola di note tanto scientifiche quanto spirituali.
Quest’ultima purtroppo non è stata terminata.
Tuttavia tanto il Martini, quanto Sales – Girotti si possono ricuperare in rete.

3. La Bibbia di Gerusalemme è preziosa perle sue note, che sono per lo più scientifiche.
Ma talvolta presenta con poche parole note teologiche di particolare valore e intensità spirituale.

4. In assenza di edizioni con note religiose che cosa si può fare?
Di per sé la risposta è semplice: si deve fare la meditazione.
In essa si interroga Dio dal silenzio della nostra anima e gli si chiede quale sia il significato di quelle parole per la nostra vita quotidiana, per il momento stiamo vivendo.
Per esperienza personale posso dire che il Signore non tarda a dare la risposta.

5. Sentirai ad esempio che tutti quei numeri riportati ti mettono davanti a una moltitudine di persone, che ci auguriamo in cielo, che ti stanno davanti e intercedono per te.
E ti ricordano che un giorno sarai loro compagno per sempre nella felicità eterna di Dio.

6. Ti ricordano anche la loro fede in Dio e nelle sue promesse.
Ti ricordano la loro storia umana, fatta di peccati, di infedeltà, ma accompagnata incessantemente dalla pazienza e dalla misericordia di Dio.
Ricordano che anche la loro vita è stata un anello insopprimibile di quella storia per la quale noi oggi esistiamo.

7. La loro storia è accompagnata da queste parole del testo sacro: “Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato? O chi lo ha invocato ed è stato da lui trascurato?
Perché il Signore è clemente e misericordioso, rimette i peccati e salva al momento della tribolazione” (Sir 2,10-11)
E: “Gettiamoci nelle braccia del Signore e non nelle braccia degli uomini; poiché, quale è la sua grandezza, tale è anche la sua misericordia” (Sir 10,18).

Mentre ti auguro una proficua lettura della Sacra Scrittura, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo